Chiedo scusa a Marco, Franco e a tutti gli altri

E’stata solo e soltanto colpa del sottoscritto.
Io, Salvatore Noviello, ho sbagliato e mi sono assunto tutte le colpe, tutte le responsabilità, per non aver montato la pista per il metallo.

Non ci sono scuse, sono mortificato.
Purtroppo non è andata come prevedevo, stavolta mi sono fidato troppo delle mie possibilità non prevedendo l’impegno allucinante richiesto dalla plastica.
Ho sottovalutato tutto credendo fino alla morte, fino all’ultimo, di montare la pista, ma mi sono dovuto arrendere e purtroppo quando l’ho fatto ormai era tardi, il pasticcio era fatto.

E’ che sono arrivato giovedì notte alle 4, venerdi dedicata alle prove libere, pensavo “vabbè, la montiamo domani che tanto ci sono le gare e non si fa niente”…. invece sabato tutto è andato storto, tutti i motori fuori giri, la storia dei copricerchi, e la giornata è volata, ma io ho insistito nel dire “la montiamo, la montiamo”…
Domenica ancora peggio, a montare telai nuovi, motori da bagnare ecc, stesso identico errore, davvero ancora peggio.

Purtroppo mi sono lasciato travolgere e stravolgere e ho fatto un casino incredibile.

Chiedo scusa a Marco e a Franco, che da lassù avranno pensato “è sempre lo stesso, assatanato più che mai…” e a tutti gli altri che sono venuti appositamente.

Chiedo scusa soprattutto a Francesco Guastamacchia, al quale per un anno intero ho detto e promesso “non ti preoccupare, la pista la porto io, non c’è problema”.
Mannaggia, avessi detto a Francesco “porta tu la pista”

E dire che sono stato io a voler organizzare fortissimamente il Memorial…

Ripeto è stata solo e soltanto colpa mia e di nessun altro.

Scusatemi tutti.

Salvatore Noviello

6 commenti su “Chiedo scusa a Marco, Franco e a tutti gli altri

  1. Anche se non sono venuto, per mesi abbiamo parlato di questo memorial… e quando mi hanno detto che niente era stato fatto, il sangue mi si è scongelato completamente, ribollendo!

    Questo ti fà onore.

    Un amico incazzato cronico!

    • Il più ferito è Francesco Guastamacchia, dato che voleva portare la sua pista e io gli ho detto SEMPRE di non preoccuparsi.

      Ne avevamo parlato per mesi, da mesi.

      E’ che volevo fare il massimo per commemorare i due amici scomparsi, portare la pista più grande, far venire tutti, e invece sono stato un …..

      Non ho ancora il coraggio di chiamare Francesco.

      • Oggi ci vediamo… al nuovo club Tecnoslot…. stampo quello che hai scritto e poi ….. e poi vedi che ti chiamiamo per insultarti…..

        Poi ti tocca venire fino a qua! Nano Nano!

  2. Caro amico mio,penso che i tuoi amici ti abbiano abbondantemente perdonato da lassù per tutto l’impegno che hai impiegato nel vincere il tuo campionato italiano e soprattutto perchè comunque non li hai dimenticati anche in questa lettera a tutti noi si legge l’affetto che comunque ti lega a loro oltre la bariera del tempo.
    Vai avanti Salvatore e ricorda i tuoi amici che sicuramente hanno esultato alla tua vittoria.
    Con affetto Iller

  3. Come dice la mitica canzone :
    “Chi ha dato , ha dato , ha dato…
    Chi ha avuto , ha avuto , ha avuto…
    SCURDAMMOCE O’ PASSATO (e questa è la cosa più importante)
    simm’ ‘e Napule , paisà”.
    Credo di aver centrato gli accenti ed il dialetto
    (nel qual caso , chiedo venia per la grammatica partenopea un po’ violentata…).
    Ma sono sicuro di aver centrato il messaggio , che è , ovviamente , positivo.
    Chiamami quando vuoi , non ci sono problemi.
    Qui c’è sempre e solo una porta aperta .

    Con affetto ,

    Francesco Guastamacchia

    P.S. E , come cantavano i “Saxon” negli anni ’70 :
    “METAL NEVER DIE !”

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