VELOSPIEGA MIMMOMARTINEZ 5: Le gomme GT

Messa così è ovvio che non mi sia mai allargato troppo in confidenze riguardanti la preparazione delle gomme, ma il tormentone “io le gomme non le so preparare”, nonostante sia già stato il tormentone del 2006, nonostante sia stato uno dei tormentoni più noiosi e più squallidi (come tutti quelli che tendono a livellare verso il basso il livello tecnico), si tenta di riproporlo, proprio su Italia Slot, fresco fresco come il tormentone per l’anno 2007.
Allora mi sono detto: apriamo (un filo appena) il grande cassetto dei segreti e facciamo filtrare qualcosa; può essere il mio piccolo contributo perché il 2007 sia un anno migliore!
Rimboccatevi le maniche: coraggio, tanto facciamo solo le cose più semplici.

Cominciamo dalla scelta dei cerchi posteriori: tutti quelli in commercio dotati di brugola vanno bene. Se usate quelli a pressione non fatemi perdere altro tempo ed andate a cercarvi un buon sito porno.Devono essere dritti (i cerchi, non i siti porno)! Lasciate perdere l’estetica, la cromatura, la leggerezza, la brugola grande, la brugola piccola, il numero di buchi, l’air-system, il doppio serbatoio, l’effetto stimolante, i materiali di derivazione aeronautica, etc.: devono solo essere dritti!Se proprio ci tenete a fare un buon investimento cercateli solidi, nella struttura e nell’alloggiamento della brugola. Così resisteranno sopportando i numerosi tentativi che dovrete ripetere prima di impratichirvi e, una volta impratichiti, vi dureranno più a lungo. So che i più raffinati hanno già in serbo i propri copricerchi preferiti: per il momento infilateveli nel naso. Se i cerchi non sono nuovi devono essere ripuliti da tutti i residui di colla con un solvente.
Sulla scelta della gomma non mi soffermo: dipende (innanzitutto) dalla pista e anche dalle vostre preferenze. Per il GT A.N.S.I. la scelta si restringe alla tabella di gomme omologate, per le gare di club sono possibili innumerevoli altre alternative di buon livello.
E’ meglio che siano montate a secco, prendete l’abitudine di montarle dritte. Prima di usare la colla, controllate montando la ruota su un asse e facendola ruotare che la gomma sia correttamente montata su un cerchio dritto (ve l’ho già detto che i cerchi devono essere dritti vero?), che sia perfettamente centrata sulla sua canalina e che le due spalle laterali siano perfettamente dritte e simmetriche.
Una sola scelta per la colla: quella rapida tipo cianacrilato, quella che una goccia appiccica un elefante. La stessa che usate per fare lo scherzone della moneta impiccicata per terra.La gomma va incollata quando è già montata sul cerchio:
A- applicando la colla solo sui lati esterni tra spalla e cerchio se si punta ad ottenere un “palloncino” di diametro più largo (lo so che non è corretto chiamarlo diametro ma se vogliamo fingere che sia proprio un palloncino dobbiamo fingere di usare termini propri della sfera) quando scegliamo gomme molto elastiche.
B- sollevando lateralmente la gomma dal cerchio ed inserendo la colla più all’interno, quando si voglia ottenere un palloncino di diametro più piccolo; fattibile se usiamo gomme più spugnose.

Se tutto è andato per il verso giusto e non vi siete incollati tra loro le palpebre con il vapore del cianacrilato, siamo pronti ad iniziare il trattamento. Quello stesso trattamento che fino a ieri consideravate esclusiva di pochi alchimisti iniziati. Dopo avere ripulito il battistrada da eventuali eccessi di colla è bene procedere ad una tornitura della gomma.

Questa operazione, oltre che, ove necessario, a ridurre il diametro della ruota, è utile perché la gomma, privata della superficie esterna, sia più idonea ad assorbire le varie pozioni magiche che la vostra depravata fantasia vi spingerà a provare.
Quando, esigenze di carreggiata o di ingombri interni, vi costringeranno a tornire anche la spalla laterale per ridurre la larghezza delle gomme (ricordate comunque che la gomma, come il maccherone, cresce sempre con la cottura) fate attenzione a non rimuovere i “preziosi” marchi di fabbrica a tuttoggi indispensabili per avere qualche chances di superare le verifiche tecniche.

Se possedete un tornio professionale o da modellismo e non l’avete mai usato per prepararvi le gomme siete degli imbelli. Se avete un marchingegno tornigomme autocostruito o uno di quelli in commercio (qualcuno saprà spiegarmi perché costano così tanto?) sapete già il fatto vostro. Se avete un buon Dremel siete sulla buona strada. Se siete di quelli che si arrangiano col trapano Bosch, massimo rispetto per la vostra propensione operaia, ma non venite a farlo al club perché ci rompereste davvero le balle (già che ci siete lasciate a casa anche i telefonini).
L’obiettivo minimo è quello di dare una grattatina alla superficie esterna della gomme affinché essa risulti più porosa e più permeabile.
Adatta all’uso è una carta abrasiva a grana sottile.
Tenete presente che esistono comunque sia gomme poco idonee a guadagnare in performance una volta private della superficie esterna (per esempio le … no la marca non ve la dico), che gomme del tutto inidonee ad essere modificate dall’addizione di liquidi (per esempio le gomme ad alta percentuale di silicone).
Una volta tornito, il battistrada (e solo il battistrada; attenti a non scollare la gomma dal cerchio) deve essere scrupolosamente sgrassato con benzina da accendini affinché i pori della gomma siano pronti ad assorbire le già menzionate pozioni magiche.

Scelta del trattamento ed esecuzione (sommaria):
A-esistono in commercio prodotti specifici già pronti per essere utilizzati lasciando semplicemente le ruote in immersione; in genere si ottiene velocemente il risultato di gonfiare le gomme con un discreto effetto palloncino soprattutto usando mescole di tipo più poroso. Le dimensioni della gomma dipenderanno dal tempo di immersione.

B-esistono in commercio prodotti specifici idonei ad essere pazientemente spalmati sul battistrada lasciando la gomma ad assorbirli lentamente, più o meno a lungo a seconda dei vostri gusti. Si ottiene facilmente il risultato di modificare la struttura delle le gomme con un buon effetto palloncino ma solo se la gomma scelta è in grado di assorbire la pozione magica e solo e fino a quando è in grado di farlo senza degenerare. Spalmatene delicatamente in maniera ben omogenea una piccola quantità sul battistrada, lasciate assorbire e poi ripetete l’operazione sino ad ottenere il risultato voluto.

C-esistono in commercio lubrificanti non specifici ma idonei ad essere assorbiti dalla gomma in rotazione su una pista liscia (Polistil, ma questa è una strada lunga ed impervia) o su un apposito rodagomme (a tenuta stagna sennò fate un porcile). Si ottengono meravigliosi palloncini naturali (come le tette sono i migliori) che vedrete sbocciare a poco a poco come il davanzale della vostra vicina di casa adolescente, ma il trattamento richiede giorni (e giorni) di paziente abnegazione.

D-è sempre possibile applicare tutte e tre le tecniche predette sperimentando fantasiosamente additivi di vario genere. Spazio alla fantasia perché di solito prodotti da sperimentare ce ne sono molti già pronti in casa. Per mettervi sulla buona strada vi dirò che se siete omosessuali, e se siete slottisti ed ancor più se leggete Italia Slot ci sono buone probabilità che lo siate, ne tenete sicuramente qualcuno sul comodino. N.B.: se la vostra famiglia si ostina erroneamente a ritenervi eterosessuali andate a guardare nel vano portaoggetti della vostra automobile.

Prima dell’uso la gomma va pulita perché sia performante e per non imbrattare la pista. Attenzione a non scollare nulla. In genere va bene la benzina per accendini, a meno che…
Durante l’inattività è bene conservare le gomme in un contenitore che le possa preservare dal deterioramento e dalla polvere, in modo che non si secchino indurendosi (e saremmo daccapo) ma facendo attenzione che non assorbano troppo deformandosi (sennò tanto valeva usare cerchi storti).

E’ tutto. Potete finalmente cambiare buco ai vostri copricerchi preferiti ma, per amor del cielo, non infilateli mai nei cerchi.
Per gli slottisti novelli so di essere stato chiaro.Per lo slottista esperiente so di non aver rivelato nessun segreto.Vogliamo vedere se qualcuno per dimostrare di saperla più lunga (ancora!) di me è disposto a rivelarvi qualche segreto indicibile (tipo Fatima o la tomba della Maddalena) che possa farvi raggiungere livelli di performanza mai immaginati?
Da domani potremo benissimo divertirci a gareggiare con la monogomma (che mi è sempre piaciuta), l’importante è che ognuno di voi, continuando imperterrito a ripetere il tormentone delle gomme GT, non possa recitare la famigerata formula “io le gomme non me lo so fare” senza sentirsi un imbecille.Ve lo dico in un orecchio: giocare con le macchinine e non sentirsi un imbecille è indispensabile per la sopravvivenza stessa dello slottista (mammifero tradizionalmente già falcidiato da difficoltà di accoppiamento). Cerchiamo così, tutti insieme, di dare un modesto contributo affinché sia davvero un Felice 2007 (…e perché no, anche un Eusebio 2007).

Un esempio di rodagomme a tenuta stagna molto sofisticato, prevede anche un efficace movimento laterale; può costituire il punto d’arrivo per un preparatore esperto.

Riguardo

Slot racing

35 commenti su “VELOSPIEGA MIMMOMARTINEZ 5: Le gomme GT

  1. Mimmo sei un MARTIRE!!!
    Ormai, dopo più di un anno passato a demonizzare le gomme trattate, il tuo ottimo articolo arriva, ho paura, un po’ troppo tardi!
    Peccato! Anche perchè mi sembra che tanti non avessero più voglia di farle, non che non fossero capaci, mentre chi era ancora alle prime armi veniva sconsigliato vivamente…
    Forse il dramma è avvenuto per una serie di coincidenze: una serie di nuove macchine con telai e prestazioni spaziali, nuovi motori con coppie che nulla hanno da invidiare ai grossi Diesel dei camion e in più l’entrata in commercio di gomme pronto gara con prestazioni notevoli!
    In contemporanea si era dato il via all’abbandono delle difficilissime gomme Fly classic (Io non vedo il battistrada! E come no??? Non vedi quell’ombra??? Quella è la tacchettatura!) ed il gioco era fatto!
    Un vero peccato perchè a mio modesto parere, preparare le gomme era forse la parte più divertente ed intrigante dello slot; una settimana o più a sfruttare i ritagli di tempo per pucciarle, pulirle, spalmarle, guardarle per poi correre alla pista la sera della gara per vedere se funzionavano o meno…
    Senza voler criticare nessuno, credo che la ‘colpa’ sia di chi le sapeva fare che è diventato pigro e geloso dei suoi segreti e si è accontentato di quello che il mercato offriva!
    Viva i palloncini!!!
    Oltre a quello che dici di non voler più sentire tu (non so come si fanno…) sarebbe bello non sentire più nemmeno dire ‘non ho il tempo’ perchè non è possibile! Indifferentemente dal risultato ottenuto, per fare una coppia di gomme si impiega poco più di un’ora di lavoro effettivo, per il resto sono tutte operazioni che non richiedono la nostra attenzione…
    Ciao a tutti!

  2. Ordunque.
    La dotta esposizione del Collega Martinez (Collega dal punto di vista professionale, ché dal punto di vista slottistico son da lui separato da eoni di abilità ed esperienza) mi spinge, quasi mi costringe, ad abbozzare la replica dal punto di vista esattamente azimuthale (ovvero diametralmente opposto) dello Slottista Seminovello, Scarsino e soprattutto Normovivente.
    Sì, perché quel che (temo) sfugga all’esimio Collega (professionale. Oddio, non che lo abbia mai visto lavorare, ma voci di sicura affidabilità me lo spacciano per avvocato), dicevo, quel che temo sfugga al Collega (esimio) è l’esistenza di due specie, all’interno del “genus” Slottistico.
    C’è lo Slottista Normovivente e c’è lo Slottista Pistastanziale.
    Spiego.
    Lo Slottista Pistastanziale vive da almeno 2 o 3 decenni nelle immediate adiacenze di una Pista. Tale pista può essere quella del Club (e in questo caso, con una lunga e operosa attività, lo Slottista Pistastanziale si è lentamente trasferito ad abitare a un massimo di due semafori di distanza dal Club), oppure la ex pista di un Club, di cui il Club si è disfatto per passare a una pista Ninco (orrore!!! Ma questa è un’altra storia) e che lo Slottista PS si è accaparrato per pochi euri o per meriti acquisiti e ha rimontato nel box, in cantina o, nei casi più gravi, controsoffittando il soggiorno, oppure ancora e infine un Blob, ovvero la sua vecchia Polistil con la parabolica, cresciuta smisuratamente nel corso dei lustri sia in lunghezza che in larghezza, nonché arricchita di cordoli (lo Slottista PS è abilissimo artigiano, sempre) e montata come sopra.
    Tale è il suo habitat. La sua giornata, da almeno 2 o 3 decenni appunto, ruota intorno alla lotta per la sopravvivenza in tale habitat, dove vige una feroce e crudele lotta per la sopravvivenza. Chi è un decimo indietro al branco, muore.
    La mattina non fa colazione. Non beve nemmeno il caffè. Si alza, destandosi da un sonno durante il quale sognava la propria GT percorrere il Curvone del Sottopassaggio a velocità inaccessibili ai materiali attualmente conosciuti, per scaravoltarsi in lavanderia (nei casi più sfortunati, in cantina: in tali casi lo Slottista PS soffre di raffreddore cronico) e inginocchiarsi, a mani giunte, davanti al Rodagomme.
    Annotazione: il Vero Slottista PS si riconosce dal rodagomme (nonché dal tornigomme) rigorosamente autocostruito. Quelli che l’han comprato son dei Quaqquaraquà.
    Inginocchiato davanti alle sue gomme che ruotano lentamente nel liquido magico (di cui il Vero Slottista PS svela al massimo l’esistenza, ma non mai l’esatta formulazione), lascia che una morbida lacrima gli gonfi la palpebra e gli righi la gota (ispida, ché ancora non si è fatto la barba. Nel caso del Martinez, poi, che la barba la fa una volta all’anno, la lacrima scende nella foresta pluviale amazzonica) mentre osserva gonfio di paterno orgoglio il morbido palloncino formatosi al centro della (dritta!!) gomma da lui amorevolmente incollata e tornita nei giorni precedenti.
    Una rapida puntatina la bagno, e lo Slottista PS agguanta i primi 4 stracci che trova sottomano, la valigetta delle slot e le due gomme neorodate, ed è in pista.
    Qui, nel suo habitat naturale, si abbandona a un’orgia di giri di prova: 100, poi 200, 400, 1000.
    Si interrompe solo, per riprendersi dall’orgasmo, dopo ogni “dling” proveniente dal compiuter con Wincorono, che segnala il miglioramento del tempo sul giro.
    A un certo punto si ferma (non mai prima di almeno 25 “dling”) e, col cuore gonfio di dolore, si reca al lavoro. Sono circa le 9 del mattino. E sempre che lo Slottista PS lavori.
    Trascorso un tempo indefinito (potrebbero essere anche solo 30 minuti, ma gli sono sembrati comunque lunghissimi) in questo luogo inutile, in stato di semi incoscienza e inseguito da visioni mistiche di assali, corone e pignoni, torna finalmente a casa.
    Qui, circondato da ogni strumento necessario, esistente nel panorama modellistico o autocostruito ove non ancora immaginato da mente umana, stupra una, due, dieci delle migliaia di macchine del suo garage.
    Nulla ferma la sua depravazione, mentre negli occhi gli brilla una luce insana e diabolica.
    Nulla gli è oscuro.
    Non esistono telai storti che non possano essere raddrizzati, non esistono telai dritti che non possano essere incuvati per avvicinare il motore alle bandelle, non esistono assali che non possano essere sollevati o abbassati seconda quel che sia meglio per quel modello, nessun’asola che non sia limabile, nessuna corona che non sia tornibile, nessun accoppiamento che non possa essere migliorato.
    Lo Slottista PS ride satanicamente quando legge di un telaietto portamotore che si incastra nel telaio: il suo, naturalmente, alloggia perfettamente al suo posto da 7 minuti dopo che ha aperto la sua confezione. E bascula (ah, come bascula!!).
    Ormai è buio.
    Lo Slottista PS, con gli occhi cisposi per la stanchezza, agguanta l’ultima coppia ci gomme incollate e tornite, e le monta amorevolmente sul rodagomme. Le cosparge del liquido magico, fa partire l’aggeggio infernale, lncia un ultimo bacio e uno sguardo amorevole al tutto, spegne la luce e va a letto.
    Si sorprende un po’ che quella tizia che gli gira per casa non si sia ancora stancata e giaccia nel letto: ma è il pensiero di un attimo, una frazione di secondo.
    Poi è sonno, e sogni di motori cui i nuovi magneti, indotto e quant’altro hanno spaventosamente incrementato la coppia.

    Lo Slottista Normovivente non può nulla di tutto ciò.
    Ha un piccolo ripiano nell’armadiatura più scomoda e irraggiungibile di tutta la casa, in cui è stato autorizzato a custodire il minimo indispensabile per possedere e provare a preparare due, al massimo 3 macchine. Generalmente quelle meno performanti, ma lui non lo sa né lo saprà mai, le ha comprate perché erano belle.
    Slotta da poche settimane, al massimo alcuni mesi. Non sa nemmeno di slottare, lui è convinto di “giocare con la pista elettrica”.
    Crede che la Ninco sia la pista migliore del mondo. E quando ha scoperto che il pulsante ora “frena”, è rimasto tra lo scioccato e l’entusiasta.
    Si sveglia molto presto alla domenica, per avere il tempo (prima che la dittatrice che vive con lui lo mandi per commissioni o gli faccia badare ai figli) di montare assali e cerchi professionali sulla sua macchinina nuova.
    Quando finisce (settimane dopo), fa girare la macchina sulla sua Ninco di 3 metri.
    Fa un tempo peggiore di prima, e non capisce.
    Si macera nel dubbio.
    Al Club viene regolarmente passato in rettilineo, in curva è sempre fuori qundi non si discute nemmeno.
    Riesce faticosamente a ottenere l’autorizzazione ad andare al Club per una, massimo due gare al mese. Deve scegliere oculatamente i campionati in cui arrivare ultimo.
    Quando ha accumulato un minimo di esperienza, mette il grasso negli ingranaggi. Non saprà mai in quali altri posti possa essere utilizzato, né perché.
    Se è benestante, compra 46 motori e li roda tutti (ci mette circa un anno, nei ritagli di tempo). Poi arriva al club e continua ad essere passato in rettilineo, però esce una curva sì e una no.
    Viene in qualche modo a sapere che le gomme vanno “preparate”.
    Ma non saprà mai quale sia la gomma da “preparare” per una pista Polistil, o per una Ninco. O per una Polistil “pappata”. Non saprà nemmeno mai cosa significhi, “pappata”.
    Però non è antipatico, al club va d’accordo quasi con tutti, ha sempre voglia di scherzare (tranne quando qualcuno, durante il suo imbranatissimo turno di commissario, gli urla di tutto peraverci messo 2 millesimi a rimettere in pista la macchina vincente) e, in fondo, è un bravo ragazzo.
    Gioca per un po’, poi alla 16esima volta che arriva ultimo con 32 giri di ritardo la pianta lì, e passa al modellismo statico.

    Insomma Mimmo, fuori di scherzo.
    Tu hai ragione, perfettamente ragione.
    Ma quello su cui si dovrebbe discutere non è se sia facile o difficile preparare una gomma.
    Sarebbe se sia meglio, se si preferisca, che si dia spazio a tutto quel che si può fare per rendere perfetta e performante una macchinina (cosa che sarà fattibile solo da chi sia non solo molto appassionato, ma che abbia anche una notevole disponibilità di tempo e risorse), lasciando che lo slot rimanga uan nicchia per 3 o 400 appassionati, oppure se si “sogna” di far sì che girare su una pista diventi qualcosa che fa divertire e coinvolge un pubblico più vasto.
    Cosa che necessariamente, a mio modesto (sinceramente) avviso, non può che ottenersi semplificando, anche a costo di “livellare verso il basso”, inevitabilmente.

    Stasera ti sto davanti …. 😉

    • Sottoscrivo pienamente le ultime considerazioni di Blast; sto vivendo di persona una fase di “rifiuto delle complicazioni” anche perchè mi diverto lo stesso, e anche di più, con quanto di più semplice ci sia. E che sollievo montare due gomme prese dalla confezione e via!!!
      Pasquale

    • Sono arcidaccordo, e non da oggi, con le opinioni dell’amico Blast.
      Questo è un hobby stupendo che ha un potenziale di crescita enorme se si pensa che l’italiano medio adulto è statisticamente interessato al calcio, donne, motori.
      Ora, dato che il calcio lo guarda più che praticarlo e che la seconda attività citata può diventare ardua e ‘pericolosa’, non rimane che lo slot , a meno che il nostro non sia dotato di tali risosrse finanziarie da divertirsi a correre con i modelli scala 1:1, :-))!
      Quindi, dicevo, lo slot. A patto, e qui viene il punto, che sia relativamente facile avvicinarcisi e non ci vogliano secoli di dedicata abnegazione e ripetuti corsi di ingegneria applicata per ricavarne una qualche minima soddisfazione.
      La semplificazione, dice Blast, livella ‘verso il basso’. A sommesso avviso dello scrivente, quasi un ex-neofita, è vero solo in parte.
      Tanto lo sappiamo tutti, anche nello slot ‘semplificato’ prevalgono solo e comunque i più forti. Solo che non ti danno 47 giri su 110.
      Il divario al giro si riduce magari a 3/4 decimi al giro, e non 1 secondo e passa. Loro hanno e avranno, come è giusto che sia, nel dito e nella rifinitura dei dettagli della preparazione quel margine in più che fa la grande differenza e che sarà sempre difficile da colmare.
      Al neofita ‘normovivente’ però sarà immensamente più facile appassionarsi, senza perdersi nelle difficoltà della preparazione.

    • Il “livellare verso il basso” suona brutto, ma richiama nuovi slottisti e, pensateci bene, fa divertire anche i vecchi……..

      Emilio

  3. Mi dispiace, qualcuno si offenderà ma ritengo che:
    SIA GIUNTA L’ORA DI INTRODURRE L’ANTIDOPING NELLO SLOT!!!!!!!

  4. Ma le gomme vanno “gonfiate” a mò di palloncino?
    povero Chris, se legge l’articolo mi licenzia da preparatore…………ma chi mi spiega perchè a palloncino?

    • Semplice… Perchè sul dritto vai più forte avendo meno superficie d’appoggio mentre in curva la morbidità ricavata ti tiene in pista.
      Semplice, o no????

      • Sicuramente queste tecniche di lavorazione derivano da mille prove, ma non capisco una cosetta: all’uscita di una curva hai bisogno di tanta trazione,……..come può una gomma a “palloncino” darti tutta la trazione necessaria? Più la gomma è larga e più hai trazione,………vuoi dirmi che quello che guadagneresti in trazione lo perdi in attrito ?

        • In realtà il peso del modello slot, spesso pure piombato, alle basse velocità schiaccia la gomma, che si presenta praticamente piatta, per cui la trazione in uscita di curva è ottimale, mentre la forza centrifuga alle alte velocità “gonfia” il palloncino, diminuendo l’attrito. Inoltre, in frenata la gomma tende a sgonfiarsi e ad aumentare il grip.
          In curva, poi, è come avere le sospensioni e le gomme ultramorbide e poco gonfiate delle F1.
          Basta osservare come appunto in F1 si usino gomme con pressioni molto basse e carcasse molto mobili e quanto importanti esse siano.
          In pratica, il palloncino non ha che vantaggi e nessuna controindicazione.
          Infine… occhio alle recenti gomme rev……., che sono in grado, se ben montate e incollate correttamente, di estendere l’effetto palloncino a tutta la gomma, spalle comprese!

    • Avete notato come in F1 (vera) giochino quasi più sulla pressione delle gomme che sulla taratura delle sospensioni?
      Che qualcuno in F1 (vera) si diletti con lo slot ed i suoi “palloncini” ??????

      Emilio

      • Ora mi spiego del perchè ai box di Monza nelle prove prima del Gran Premio c’erano dei tornietti Nsr nel garage della Ferrari…… e quell’odore, familiare,di canforato……

  5. Approfitto di questa interessante dissertazione per fare una valutazione.Appoggio praticamente tutto ciò che declama Blast,poichè ritengo,avendo vissuto vari funerali vicini e lontani dello slot,che:”Più siamo e meglio stiamo!”
    Al Vrslot,dove siamo una”folla” abbiamo anche altri tipi di slottisti,i Normostanziali ed i Pistaviventi.I primi pagano la loro quota annuale, vivono tranquillamente nel tepore della loro famiglia,e vengono al club 2 o 3 volte all’anno per salutare gli amici e provare una macchinina qualche minuto.Perfetto!serve a mantenere il contatto con l’hobby più bello del mondo.I Pistaviventi sono persone squisite fuori e dentro la vita del club,non hanno particolari fobie e/o paranoie ,ma approfittano di ogni nanosecondo di apertura del club per provare le loro innumerevoli auto.Aspettano pazientemente l’apertura per fiondarsi all’interno, e quando il club chiude devi usare 2 bodyguards per farli uscire e tornare a casa.Entrambe le categorie sono comunque utili allo slot.Ma l’aspetto che mi preoccupa è un altro.Il crescente numero di articoli tecnici e di tuning dei mezzi sta creando una nuova numerosa categoria:i Fantapreparatori,che non sono dei dipendenti della Coca Cola addetti al settore aranciate ,ma una vera e propria diramazione della mitomania applicata allo slot.
    Costoro,fino a ieri arrivavano al club e tra una prova e l’altra ti raccontavano semplicemente di svolgere una professione che non facevano,che avevano una famiglia che non avevano,che nella loro vita avevano avuto mirabolanti avventure al cui cospetto Indiana Jones sembrava il fratello scemo di Cappuccetto Rosso.Fin qui,nessun problema, tutti si rispondeva “Eh si….Già” e finiva lì anche perchè si sa nessuno è perfetto.Ma ora i FP, esaltati dal tecnicismo del nostro portale cominciano a farsi affidare automobiline dai neofiti per fargli capire che in realtà ci vogliono secoli di esperienza per essere competitivi e che lo slot è solo per uomini duri,ma duri veramente!Peccato che i FP,normalmente sono convinti che una vite metrica sia:”una pianta su cui cresce l’uva,alta dai 90 ai 110 cm. tipica dell’isola di Pantelleria da cui si ottiene un fantastico vino da meditazione detto Passito”.Beata cultura!
    Ecco a cosa porta l’esasperazione tecnica,a spaventare chi si avvicina per la prima volta allo Slot con il tipico entusiasmo del neofita.Meno male che ci sono la Classic e l’Anglewinder.
    Mi piace alla grande l’idea che avete avuto al MilanoSlot della monogomma GT.Speriamo che la spirale del tuning non prosegua all’infinito. il ricordo delle enormi piste degli anni che furono,smontate una alla volta, man mano che si perdevano appassionati ed interesse per il nostro hobby è indelebile.
    Un saluto a tutti.
    Marco

    P.S. Mimmo sei il solito esagerato! le gomme non sono importanti al 90\% ,ma direi comunque basilari per un più attendibile 87-88\%,non di più.AHAHAHAHAHAHA!!!!!
    Ciao

    • Volendo esprimere il mio,opinabile,pensiero,direi che,innanzi tutto,al di là della colorita suddivisione degli slottisti,non sempre le cose stanno così.
      Mi spiego : come in ogni cosa della vita,in ogni sport,in ogni passatempo,la passione (e relativi costi in termini di danaro e tempo) sta alla base di ogni cosa a prescindere da tutto.
      Ho visto neofiti dello slot,ma potrei dire dello studio della chitarra o della pesca….,avvicinarsi con apparente entusiasmo per poi svanire nel nulla.
      Altresì ne ho visti altri non scoraggiarsi alle prime incerte gare e,coniugando possibilità con passione ed allenamento,perseverare e diventare campioni italiani…..
      Leggo da tempo di categorie da scatola,gomme e motori forniti “dall’organizzazione” e penso che sia pure buono ma non è la panacea di tutti i mali in quanto,come sappiamo, i bravi (o quelli che hanno più tempo o più soldi da investire o più semplicemente passione) alla fine vincono lo stesso e,allo stesso modo, i neofiti stancarsi ed andare via,perchè non sono i 3 o 4 o 20 giri di distacco che sviliscono o appassionano,ma altri fattori. Cioè l’ambiente più o meno accogliente (non mi riferisco ai locali…) ,i rapporti di amicizia che si instaurano, la voglia di passare il tempo cercando di migliorare il mezzo (la famosa passione….),il desiderio di confrontarsi sportivamente con i propri limiti prima ancora che con i “rivali”…..
      Insomma,secondo me,chi ha da andarsene se ne va lo stesso e chi ha da restare resta cmq, a prescindere. Resta chi ha passione, e si diverte e non per questo deve trascurare gli obblighi familiari od i piaceri coniugali…
      Se sei forte non hai bisogno di coricarti in pista.
      Semmai,c’è da dire che,sempre secondo me,alcune categorie (vedi Gt o Prototipi che dir si voglia) sono diventate impegnative perchè le prestazioni sono aumentate tantissimo con l’introduzione di motori che fino a qualche anno fà (non molti) erano impensabili.Per non parlare di cerchi,telai ultraflex,rapporti,ecc. . Per cui,per “livellare verso il basso”, per assurdo bisognerebbe gareggiare con macchine da scatola che però abbiano una tenuta pazzesca ed un motore mooolto docile,possibilmente anche un magnete o un motore con magnete incorporato…
      Nel nostro club ci abbiamo provato con le “Megane” Ninco da scatola ma,come previsto i valori in campo e relative classifiche non sono cambiate poi di molto se non che per il fatto che i distacchi sono un pò diminuiti e magari chi arrivava 7° o 8° qualche volta arrivava 3° o 4°.
      E cmq parliamo di una macchina che si prestava all’esperimento (con il magnete).
      Diverso è il discorso per le Gt.
      Ormai sono macchine che vanno troppo forte e difficili da guidare per un neofita (che non ha tanta passione e non vuole perdere tempo in prove) a prescindere dalle gomme o dal motore .
      Anzi,per assurdo ma forse tanto assurdo non è, con gomme tornite gentilmente dal più vecchio (e qui ci risiamo col discorso dell’accoglienza e dell’amicizia,ndr) e con qualche aiutino e qualche spiegazione (senza reticenze sui “segreti”….) sulla preparazione della macchina,il neofita (quello appassionato che vuole giocare e,perchè no,migliorare),ha meno difficoltà nella guida,si vede trattato da amico,si appassiona di più e continua.
      Poi ognuno è libero di pensarla come vuole…
      Ciao a tutti
      Salvo Toscano

      • Io invece non sono affatto d’accordo con Blast e ancora meno col mio amico e collega di club Pasquale.
        Nel sottoscrivere le osservazioni di Salvo Toscano, vorrei far notare che – tanto per cambiare: almeno al nostro club sembra essere la regola 🙂 – discutendo di regolamenti si tende a dimenticare che non si corre con un’unica categoria…
        Ne esistono 3 nazionali, AW-Ninco praticamente di scatola, Classic quasi, e GT. Francamente, voler far credere che l’esasperazione tecnica di una categoria su 3 porti all’allontanamento dei principianti mi pare un insulto all’intelligenza di chi legge.
        Lo slot è e rimarra un gioco difficile e – come dire – con una alta tassa d’ingresso: se non fortemente motivati, dopo un po’ la maggior parte dei principianti si stufa e passa ad altro; qualche risultato – cito ancora Salvo – si ottiene con una buona accoglienza dei nuovi, aiutandoli nella preparazione delle macchine, ma a volte non basta: sperare che lo slot raggiunga in Italia la diffusione spagnola mi sembra una nobile utopia; resta altresì da dimostrare che guidare un’AW-Ninco sia più facile che guidare un GT, come resta da dimostrare che la maggior parte dei praticanti preferisca le macchine di scatola; può essere vero in qualche caso specifico (mi par di capire che è l’andazzo al nord?), ma per esempio qui a Roma va al contrario: quest’anno la maggioranza dei soci si è trovata d’accordo nel NON fare un campionato AW-Ninco, che l’anno scorso abbiamo trovato mortalmente noioso, mentre il GT rimane la categoria più amata, al punto che è l’unica sempre presente in calendario (ovvero non soggetta alla rotazione stagionale).
        Tornando magicamente al soggetto originale, indubbiamente la preparazione delle gomme è una rottura di scatole che porta via un po’ troppo tempo, d’altro canto l’idea delle gomme fornite, come per le Classic, mi sembra irrealizzabile con le GT: bastino le differenti configurazioni, SW e in-line, off-set e standard, senza bisogno di arrivare alla raffinatezza di preferire un assetto con le gomme un decimo in più o in meno di diametro.

        Ciao
        Marco

        • Marco condivido in toto quanto hai espresso anche se rispetto ed accetto le idee di Blast pur non condividendole non certo per partito preso ma solo sulla base di una discreta esperienza come pilota e come co-conduttore di club ed associazione.
          Ogni club ha, cmq,
          esigenze,obiettivi,fruitori,mentalità,esperienze alquanto diverse,per cui, ciascun sodalizio, percorre strade proprie.
          Quello che conta è che la maggior parte (è impossibile farlo con tutti) dei membri si diverta,torni a casa senza l’amarezza di una scelta regolamentare dura da ingoiare ma anzi soddisfatta anche solo dal fatto che,in quella gara,grazie ad un paio di gomme prestate o regalate da un amico è riuscito a migliorare 2 decimi sul giro… possibilmente il tutto condito con una parola d’incoraggiamento degli altri per la bella ed inaspettata performance.
          Ciao
          Salvo

  6. Grande Mimmo!!!
    Dite la verità!!!
    Quanti di voi/noi . . . in realtà cominceremo a sbatterci per costruirci qualche ordigno “roda-scalda-gonfia etc…. gomme” ..magari sollecitati dall’articolo di Mimmo??????
    Pronti alle fughe in laboratorio/garage..
    Ciao!!
    Cesare (Race64)

  7. mi sa che questo palloncino mi ricorda qualcosa, forse il 2002…ciao mimmo auguroni ppo figghiu masculu. davide s.

    • Come sarebbe ti ricorda qualcosa, u pigghiai pricisu pricisu! Iù nun ci aiu misu nenti!
      Matteo ti saluta.

  8. “Una sola scelta per la colla: quella rapida tipo cianacrilato”

    Io veramente credevo (e mi pare che sia stato Salvatore a dirlo) che fosse molto meglio la Loctite 480 – quella nera, addittivata con gomma e più lenta

    ” sperare che lo slot raggiunga in Italia la diffusione spagnola mi sembra una nobile utopia”

    A proposito, in Spagna che fanno (oltre a considerarci dei matti per come trattiamo le gomme) ?

    Beppe

    • Scusa Beppe ma per quanto mi riguarda ho scritto almeno 10 volte esattamente il contrario: MAI USARE LA LOCTITE NERA CON GOMME NSR!!!
      Almeno 11 volte…

      ciao 🙂

      • Grazie Salvatore : vedi che ricordavo bene – che poi abbia capito il contrario è un dettaglio 🙂
        Strano però, avrei giurato che la 480 fosse l’ideale – potresti spiegare per la 12a volta perché ?

        A tutti gli altri : che è ‘sta storia che in Spagna corrono tutti con il magnete ??? Da frequentatore assiduo di SlotAdictos non me ne ero mai accorto !!!

        E’ vero, è lì che, con l’ NC-6 , è cominciato l’andazzo dei motori semiaperti con effetto magnetico – ma è anche lì che – mi risulta – si sono attrezzati con strumenti di misura per limitare la cosa ad un 10 g

        Ciò detto, ripeto la mia domanda….

        Beppe

    • Beh, in Spagna sono Nincodipendenti, per di più magnetizzati, quindi, figurati che livello… ma per favore…
      Comunque io mi ero già espresso tempo fa riguardo questo discorso sulle preparazioni-prestazioni, che si ripresenta regolarmente circa una volta all’anno e io regolarmente mi chiedo: Perchè ci sono degli egoisti che pensano che lo slot debba essere a tutti i costi globalmente alla portata di tutti? Ci sono piloti neofiti e piloti veterani che non hanno voglia di sbattersi e piloti neofiti e piloti veterani che invece hanno vogli di divertirsi non solo premendo il grilletto del proprio pulsante (scusa Emilio, tu premi uno stantuffo :)), ma anche praticando il modellismo, che implica appunto anche smacchinare sui propri modelli, provando e riprovando motori, rapporti, gomme, pesi e qualsiasi cosa permessa dall’attuale regolamento. A questo punto vi chiedo: ma non abbiamo già categorie che accontentano già tutti? Non abbiamo già una Angle Winder e una Classic, nonchè i Campionati Slot.it, che prevedono gomme e motori consegnati in parco chiuso? e che dire di tutti i campionati di club, che si possono inventare a proprio piacimento?
      E allora ancora chiedo: questa GT, vogliamo lasciarla almeno così com’è?

      • Caro Cico,
        D’accordissimo con te in tutto…. quasi tutto.
        Mi risulta che gli spagnoli sono venuti in Italia in gare importanti (Endurance) hanno vinto senza usare magneti. Sono fortissimi almeno quanto noi,non credo scorretti più degli italiani,forse meglio preparati o cmq meglio organizzati.
        Chi è stato lì ed ha visto (Igualada,ecc.), racconta di un contesto slottistico di un altro spessore numerico e dimensioni per noi inimmaginabili oltre che all’ovvia facilissima reperibilità del materiale anche in negozi non specializzati.
        Che si corra molto col “magneticos” non mi sembra sia una pregiudiziale sminuitiva,molti club italiani hanno,nel loro “palinsesto” settimanale, gare o campionati con slot car dotate di magneti o super magneti e si divertono pure.
        La vita è bella perchè varia, anche se lo scrivente non adora i magneti,anzi…
        ciao
        salvo

        • Hai ragione Salvo, la prima riga è a sproposito, ma solo perchè nel sentire “spagnoli” mi è venuto in mente “pista Ninco” e “magneticos”, cose che non amo…
          Effettivamente lo sò che il mondo dello slot in Spagna è a un livello di popolarità invidiabile.

          • Anche io non amo la pista Ninco (non me ne voglia il sig. ……Ninco) perchè mi scoccia dover buttare un treno di gomme ogni 3 gare ed il magnete perchè toglie un pò di sensazione di padronanza della macchina,derapate comprese.
            Questo non vuol dire che chi guida col magnete sia meno bravo di chi guida senza,anzi le maggiori prestazioni ti costringono a stare forse anche più concentrato perche’ ogni errore lo paghi con una inevitabile uscita.
            Sul discorso Spagna,bè la loro realtà slottistica è quella che è e c’è solo da imitare e prendere esempio.
            Singolare il fatto che a livello di automobilismo vero (scala….1/1) da loro il motociclismo ed i rally sono ancor oggi più seguiti della F1,del Gt Fia,nonostante abbiano un bicampione del mondo e molti altri bei piloti.
            E’ un discorso culturale radicato ne tempo.
            Ciao Cico
            è stato un piacere scambiare un parere con te.
            Salvo Toscano
            alla prossima

          • Visto che magicamente si è passati a parlare di magneti:
            e se la finissimo con le ipocrisie, di dare la colpa alle gomme per le prestazioni dei GT, e guardassimo in faccia il vero problema, ovvero l’effetto magnetico dei motori sulla bandella? 🙂
            Se la smettiamo di nasconderci dientro a un dito, da un anno – ovvero da quando è omologato il King NSR – il GT si corre col magnete… un magnete debole, senz’altro non paragonabile a quelli in neodimio delle macchinine di scatola, ma sufficiente a creare il famigerato effetto minigonne delle F1 anni ’80, ovvero una deportanza che ti abbandona all’improvviso e ti fa volare fuori come perdi un pelo di aderenza e la macchina si solleva leggermente dalla pista.
            questo, molto più delle prestazioni del motore, rende difficile e selettiva la guida degli attuali GT.
            A questo proposito la vedo molto nera per il futuro, con le Nissan e l’annunciata Mosler col cassa-lunga angolato, che offrono un effetto magnetico ancora maggiore. (con la ciliegina di farci buttar via tutti i modelli attuali, se omologate.)
            Da parte mia spero che i cassa lunga angolati non vengano omologati, ma temo sia una pia speranza; mi sorprendo piuttosto che Emilio, fautore del livellamento verso il basso, in un altro thread si sia espresso decisamente a favore dell’omologazione della Nissan AW… Mi piacerebbe una sua spiegazione di questa – a mio modesto avviso – incongrunenza.

            Ciao
            Marco

          • Se capisco bene, Marco : rimangono i motori cassa aperta (chiaramente una devianza) e pertanto fuori gli anglewinder (logica evoluzione della tecnica) – vabbé…

            Ma – prima che si scateni il finimondo – tornando al tema, ripeto la domanda :

            – per le gomme, cosa fanno in Spagna – ed incidentalmente nel resto del mondo civilizzato ?

            Beppe

          • Scusa Bebbe, ma ho difficilta a capire cosa vuoi dire:

            a) cosa intendi per cassa aperta?

            b) perche’ i cassa aperta (qualunque cosa voglia dire) dovrebbe necessariamente significare l’uscita degli AW?

            c) non si capisce cosa c’entri la “logica evoluzione” con gli AW

            d) io non ho alcuna voce in capitolo, ho solo fatto delle considerazioni personali, condivisibili o meno

            Per quanto riguarda: “cosa fanno in Spagna?”, ho una personalissima teoria: si fanno molte pippe mentali in meno, e magari si comportano piu’ virilmente, ovvero si piangono meno addosso. 🙂

            Ciao
            Marco

          • Marco,

            da un maestro come te ?

            Cassa aperta vuol dire che l’involucro ferroso del motore non è chiuso/stagno (come ad esempio il 18k Scalextric), ma presenta aperture più o meno grandi – che sono nate certo per migliorare il raffreddamento, poi ci si è accorti che da lì “scappava” una parte del flusso magnetico, creando l’effetto “minigonna” di cui parli

            Più grandi le aperture, maggiore l’effetto – per cui nei motori più recenti le hanno fatte ben più grandi di quello che servirebbe per raffreddare, arrivando credo ad una decina di grammi di effetto …

            Questo richiede naturalmente magneti un po’ buoni (ferrite anisotropa), in modo che nonostante il flusso disperso l’armatura riceva comunque il dovuto – con magneti di neodimio come nel Nasaka il flusso è talmente tanto che scappa anche da una cassa chiusa, con oltre 30 grammi di effetto

            Quanto all’AW, si tratta della solita ricerca della distribuzione ottimale del peso : non a caso si è imposta da decenni nel metallo (dove c’era anche la questione delle ruote più piccole) – nella plastica permette di usare un motore cassa lunga con il peso spostato indietro

            Circa la Spagna, temo di deluderti : da quello che posso leggere, mi sembra che il QMS (quoziente masturbatorio slottistico) sia una costante universale !

            Ciao / Beppe

          • Beppe, facciamo a capirci:
            quello che non capivo e continuo a non capire e’ quel “di conseguenza” fra cassa aperta e AW.
            Detto questo, mi sfugge anche il senso di progresso per l’AW, per l’appunto parliamo di un sistema vecchio di 40 anni, precedente anche al SW, in ogni caso progresso non significa necessariamente prestazioni piu’ elevate, allora corriamo direttamente con i magneti di scatola al neodimio che si va ancora piu’ forte! 🙂

            Ciao
            Marco

  9. LEGGO SOLTANTO ORA IL TUO SPLENDIDO ARTICOLO.GRAZIE!MENO MALE CHE C’E’ QUALCUNO CHE CI AIUTA A “FARE DA SOLI”.I “SEGRETI DI FATIMA”SECONDO ME NON FANNO BENE ALLO SLOT E PIU’ IN GENERALE NON SERVONO A UN FICO SECCO SE TANTO TU NON SAI METTERE POI IN PRATICA QUELLO CHE VEDI E SENTI.GRAZIE DI NUOVO E SPERO CHE NON RESTI ,IL TUO,UN EPISODIO ISOLATO.

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