Cronaca di una gara davvero speciale

Dall’alto e maestoso palco dove c’erano le postazioni di guida e la direzione gara, erano perfettamente visibili le 2 piste a 6 corsie, teatro della gara.
Sul retro erano posizionati i box, una stanza attrezzata con attacchi corrente, monitor per tenere sotto controllo la situazione della corsa e una zona utilizzata per le verifiche tecniche. Su un altro lato dello stand Ninco, erano montate altre 4 piste, 2 rally, 1 Raid e una curiosissima pista monocorsia con andata e ritorno che simulava i tornanti di montagna e saliva per più di 1.5 m da terra.

Non potevano certo mancare le vetrine con le novità, ma di questo ne parlerò nel prossimo articolo.

Tornando alla World Cup, le squadre potevano essere composte da 2 o 3 piloti e le macchine dovevano avere l’impianto luci funzionante e utilizzare tutti i ricambi della serie Prorace.

Dei 2 modelli a disposizione, tutti i team si sono presentati al via con le Toyota Supra, potendo montare solo su questo modello l’interno in Lexan, la scelta è stata praticamente obbligata, anche se devo dire che la squadra italiana è stata l’unica, nelle prove libere, a provare anche la Honda NSX, staccando tempi da “pool”.

Alla fine si è andati sul sicuro scegliendo la Toyota che, dipinta con un rosso fiammante, somigliava molto più a una Ferrari che non a una Japan, il che l’ha resa unica e, in una gara denominata “World Cup”, distinguersi per nazionalità, ha giocato il suo ruolo.

Sabato la giornata era dedicata alle gare per selezionare le 6 squadre spagnole che avrebbero partecipato alla finale (i 6 Team stranieri erano di diritto già in finale), ma c’era anche la possibilità di parteciparvi e quale occasione migliore per verificare il mezzo e poter provare soluzioni alternative. E così è stato, il Team Italia si è schierato al via. Ad Alberto Elli è toccata la prima frazione di gara, in batteria con lui alcuni tra i più forti piloti spagnoli, il semaforo di WinCrono diventa verde a la rossa Ferra… hem… Toyota scatta subito in testa allungando alla grande sugli avversari.

Tra macchine ballerine e corone sibilanti, quella del Team italiano non emetteva alcun rumore, l’esperienza del Proff nel preparare questi telai e la bravura di Davide Segante nell’accoppiarli alle sue carrozzerie, ne hanno fatto un mezzo silenzioso e stabile tanto da impressionare i tecnici Ninco.

Per buona parte della gara, Biacchi, Elli e Sagante hanno gestito giocando tra la prima e la seconda posizione, ma lo scopo era quello di provare soluzione alternative, da bravi professionisti non hanno badato al risultato di questa competizione e si sono fermati ai box per modificare alcuni particolari. La già performante Toyota, con la modifica effettuata, ha reso la macchina ancor più sicura, togliendo del tutto l’unico dubbio che il Team italiano avava.
Nella sostituzione del pezzo perdono 3 giri e finiscono la gara in terza posizione ad un solo giro dai secondi e 5 dai primi.
A questo punto, i top Team spagnoli guardano la squadra italiana come uno degli avversari da cui devono guardarsi le spalle, e per quello che posso aver capito, sono corsi a casa a rimettere mano alle loro macchine.

Domenica, arrivando in fiera, il nostro stupore è stato nel vedere la coda chilometrica alle casse, una marea di gente che, pazientemente attendeva di entrare nei padiglioni della fiera, (da noi, con una coda simile, avremmo girato immediatamente i tacchi) fortunatamente il nostro pass ci consentiva un accesso riservato.
Dopo che tutti i Team erano presenti nei box, i tecnici Ninco cominciano le verifiche tecniche; chiamano 1 team alla volta, macchina aperta, senza motore né gomme (entrambi forniti).

Il Team Italia è l’ultimo ad essere verificato, al Proff il compito di incollare il motore sotto l’occhio vigile degli uomini Ninco. Un po’ di agitazione e la fretta giocano però un brutto scherzo, della colla finisce sull’assale e Davide Segante ha il suo bel daffare per ripulire tutto; rimontando si accorge che non scorre più come prima, probabilmente si è sporcato anche il cuscinetto.
Non c’è più tempo, lo speaker ha iniziato la presentazione dei Team al pubblico e non resta altro che schierarsi con la speranza che la rossa Toyota non si fermi a metà strada.

Scatta il verde e la Ninco World Cup Super GT 2005 ha inizio, il rilevamento della velocità di WinCrono dice che la macchia del Team italiano è una tra le più lente, in rettilineo le altre auto sfrecciano come siluri, pur a fatica, i nostri piloti riescono a mantenersi nelle prime posizioni.

Slotmania e Slot Car Mospmis, i nostri diretti avversari, prendono vantaggio ad ogni manche, con una macchina che non scorre è difficile poter pensare alla vittoria, a poco a poco il Team Italia perde terreno fino ad arrivare verso la quarta ora in sesta posizione.

I guai non sono finiti, durante la quinta ora Biacchi è costretto a fermarsi in più riprese, la macchina sembra proprio non andare più, qualche cosa la frena, Alberto tenta di sistemarla, sembra che qualche cosa sia finito tra i denti della corona, la sbatte, la agita ma il problema rimane. Fa il cambio di commissario con Davide che, non si è capito come, riesce a sbloccare l’assale e finalmente i 3 piloti italiani si ritrovano a guidare una macchina che gli consentirà di iniziare una rimonta da fuori di testa.

Siamo all’ultima ora, la velocità è al pari delle altre macchine, Davide inizia a girare velocissimo recuperando parecchi giri e risalendo posizioni. Vince la manche e gli avversari cominciano a preoccuparsi.

Sale in pedana Elli, i prossimi avversari sono a 12 giri di distacco, non so cosa Alberto avesse sniffato ma sicuramente era roba buona, in una sola manche recupera 9 giri su Miniauto, vince la manche e da’ la speranza alla squadra di salire sul podio.

La tensione si fa veramente incandescende, questa grande rimonta del Team italiano ha fatto si che l’attenzione del pubblico, dei tecnici e dirigenti Ninco fosse tutta per l’Italia, tutti incollati al monitor per vedere se il nostro Proff Biacchi continuasse la rimonta.

E così è stato, per parecchi giri ha viaggiato affiancato all’avversario fino a costringerlo all’errore, negli ultimi minuti di gara Biacchi ha stretto i denti e ha mantenuto la terza posizione.

Dopo 6 ore di gara e con tutto quello che è successo, il Team Italia arriva a 16 giri dai secondi e 25 dai primi, è stata talmente bella la gara che possiamo ritenerci più che soddisfatti. La vittoria sarebbe stata poco di più in confronto allo spettacolo che Alberto, Davide e Claudio sono riusciti a dare.

Riguardo

Moto, Auto, Kart e Slot Car

5 commenti su “Cronaca di una gara davvero speciale

  1. Veramente complimenti, gara entusiasmante, ma…. ditemi che pezzo avete regolato/cambiato in prova per migliorare la Toyota!
    Saluti
    Cesare
    (Race64)

    • Spiacente Cesare ma i segreti sono segreti… di spagnoli che leggono Italia Slot ce nè molti e lasciamo che ci arrivino da soli.

  2. Aricomplimenti – ho rilanciato su SlotForum, chiedendo perfidamente notizie dei pellegrini inglesi :-))

    Un chiarimento : sul display WinCrono la velocita’ e’ il valore in basso a destra ? E dove si misurava in pista ? Mi sembra di vedere due ponti a meta’ – 2/3 del rettilineo

    Beppe

  3. Ecco altre immagini gentilmente offerte da David Lahoz Martín di Slotcenter.net

    Si noti la rottura della carrozzeria sulla macchina del Team Italia, dopo averla aperta, i rimasugli tritati del pezzo mancante sono stati la causa del blocco della corona.

    Il podio dei nostri 3 eroi

    Il trofeo raffigurante il logo “Super GT”

    La premiazione dei primi 3 arrivati. Il personaggio in giacca è il Signor Ninco in persona.

    Merito ai primi: Slotmania

    e ai secondi: Slot Car Mospmis

  4. ringrazio tutti per i complimenti e faccio un paio di considerazioni.
    1) il pezzo cambiato, possiamo anche dirlo perchè gli spagnoli ci hanno visto ai box, era la molla del pickup: abbiamo provato con mezza molla(su indicazione di un mio amico spagnolo….) e poi siamo tornati alla molla intera.
    2) alla premiazione il signore al centro è David Costulluela, ovvero il signor CO (direttore generale e responsabile commerciale). il signor NIN (del quale mi sfugge il nome) che è il “capo progettista” ha passato molto tempo allo stand ma non ha partecipato alla premiazione.
    3) il rilevamento della velocità massima era a 180 cm dall’inizio curva (ossia sul quint’ultimo binario), ed il traguardo 4 pezzi prima. per la cronaca la nostra macchina col 12/33 era rilevata tra 23,8 e 24,1 – triste vedere quelle degli altri (tutti con lo stesso pignone da 12, ma un paio con corona più piccola) erano tra 25,4 e 26,1 stabilmente.
    solo un paio aneddoti su macchina e velocità: al secondo doppiaggio di Carlos De Bolos (slotmania) che era in testa alla gara, mi ha chiesto (correva in 2, io in 1) se avevo cambiato le gomme: avevamo le stesse dall’inizio……
    al terzo doppiaggio, con un giro di anticipo mi ha detto “en la recta”; morale: siamo usciti dalla curva con 10 cm di vantaggio per lui , arrivati alla staccata lui era avanti di un metro….. si è praticamente fermato per farmi passare, nonostante fosse all’esterno….. spero che questo esempio faccia ragionare parecchi piloti italiani (ma non solo italiani…) che non agevolano i doppiaggi!!!
    inglesi? questa la so: in ottava manche l’ho doppiato 36 volte!!!! miiiiiiii una volta mi ha pure buttato fuori, sembrava che si divertisse ad andare forte solo quando mi vedeva arrivare……. Dio salvi la Regina!

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