Mimmopensiero sul Campionato Regionale Siciliano, ed. 2005

Poche cose rifaccio puntualmente ogni anno e tra tutte, questa è quella che io considero più oziosa: esprimo il mio pensiero sul Campionato Regionale Siciliano. Mi sono detto facciamolo a gennaio e non pensiamoci più (quando rifletto con me stesso uso sempre il plurale, non per rispetto alla maestà, bensì per rispetto alle mie diverse personalità che si trovassero occasionalmente in minoranza, per disaccordo con le personalità dominanti).
Avevo, per pudore, deciso di non farlo più (esprimere il pensiero sul regionale, non usare il plurale); a sorpresa ricevo l’invito a rifarlo.
Gli inviti li avevo ricevuti a suo tempo, insieme agli auguri di Natale; ciò mi ha creato vistosi imbarazzi, come rispondo? “Auguri anche a te ma smettila di sparare cazzate”, oppure “si, sono d’accordo con te, occasionalmente hai avuto una idea passabile ma sei una merda e mai ti augurerei niente di buono”; non è facile mischiare il sacro con il profano, così, lo ammetto, non ho risposto a nessuno, mi sono paralizzato in un silenzio marmoreo.
Ma poi gli inviti (sempre con auguri allegati) espressi attraverso le forme più varie, sono continuati senza requie: confidenziali e cortesi missive, e-mail, scambio di fax, telefonate e, infine, ultimatum; mi hanno scritto “se hai qualcosa da dire dilla ora o mai più!”.
Ed eccomi qua, ho abboccato. La (esagerata) prospettiva di tacere per sempre mi ha spaventato, quindi rientro nel tunnel e faccio un altro giro.
In realtà mi era stato richiesto di rispondere in privato ed, esplicitamente, di non farlo su Italia Slot; a me gli accordi sottobanco non piacciono perché sanno di sporco anche quando non c’è niente da nascondere, quindi, procediamo.
L’argomento è, secondo il mio modesto parere, poco interessante, eppure coinvolge. Anche emotivamente. Forse più emotivamente che sportivamente, se si confrontano gli interventi polemici sull’argomento con la partecipazione alle gare.
Se avessi intitolato il mio intervento “Io Mimmo Martinez il Campionato Siciliano lo vedo così” avrei detto:

Categorie: GT e DTM secondo i vigenti regolamenti ANSI.
Tre date: Catania, Sciacca e Modica.

E su questo, è d’accordo un sacco di gente; bella la fatalità delle tre piste differenti, nell’ordine Ninco, Carrera e (la più bella) Polistil; però cerchiamo di motivare un pochino queste mie preferenze, sennò va a finire che non litighiamo.
I regolamenti tecnici non sono capricci. Si deve considerare come il campionato regionale sia presupposto (sportivo e tecnico) basilare per tutta l’attività nazionale ed internazionale a cui tanti aspirano come coronamento del proprio impegno personale. Questo vale per tutti, che si abbia soddisfazione o sdegno per l’attività dell’ANSI, che se ne condividano e meno gli interessi.
In ogni club c’è qualcuno che aspira ad impreziosire la propria esperienza slottistica con la partecipazione ai grandi eventi come le ormai tradizionali gare di durata, le grandi occasioni di incontro come Slotlandia o i campionati nazionali italiani ed esteri; c’è, e non fa meraviglia, chi non considera per la propria stagione altro obiettivo che non sia la partecipazione ai mondiali.
Tutto ciò, per lo slottista siciliano (tanto per entrare nello specifico, ma anche per gli altri), ha come unico presupposto tecnico e sportivo la partecipazione al campionato regionale. La gloria raccolta a piene mani sulla propria pista, nell’ambito dell’attività interna del proprio club, non vale a costituire un bagaglio tecnico e sportivo (se non umano) sufficiente ad affrontare con decoro gli impegni di livello superiore.
Anche l’anno passato, senza che questo abbia agevolato quantitativamente la partecipazione, i (due) club siciliani hanno deciso di derogare (io credo illegittimamente, ma questo è un altro discorso) ai regolamenti dell’Associazione, e disputato un intenso campionato siciliano con regolamenti propri.
La Caporetto slottistica dei siciliani agli ultimi Campionati Italiani, ove si è peggiorato il già deludente risultato dell’anno precedente, ne è il risultato. Mi spiego.
Adottare motori molto più veloci, rifiutare in toto le zavorre obbligatorie, non volere coinvolgere i fornitori delle eventuali monogomme previste, permette di mettere in pista facilmente (e subito) modelli immediatamente molto più divertenti e performanti di quelli previsti dai regolamenti ANSI. E’ ovvio che, nel breve periodo, questo dia maggiore quanto effimera soddisfazione.
I nostri DTM, sentivo rilevare con orgoglio campanilistico (che non ho mai condiviso) solo pochi mesi fa, dileggiano e spernacchiano quelli del continente. Appena tornato da Milano, mi sono atterrito vedendo che il DTM di Santagati (e non solo il suo) girava più forte del mio GT(!).
Ma alla lunga si presenta inesorabilmente un grave problema.
Il problema è duplice: non solo questi regolamenti fanno si che tutta l’attività della regione non abbia nessuna propedeuticità rispetto ai più importanti eventi stagionali, ma, soprattutto, sono dei regolamenti che non stimolano e che forse addirittura penalizzano l’evoluzione tecnica, l’approfondimento, lo studio, l’analisi razionale delle singole problematiche.
Se, e non ne sono sicuro, esiste una cultura slottistica, questi regolamenti, frutto non di ingegno, ma di pigrizia intellettuale, sono in netta antitesi con la cultura; al contempo sintomo e motore di un imbarbarimento tecnico e umano.
In Sicilia, non lo dico io, lo dicono i regolamenti 2004 (se si sa leggerli), non si fa rodaggio, si compra un motore più potente; non si studia la disposizione dei carichi, si scartavetra la carrozzeria; non si fanno test comparativi di gomme, ci si diletta in alchimia.
Pochi mesi fa un mio autorevolissimo interlocutore occasionale (diciamo il più autorevole), di fronte alla mia (facilmente) funerea previsione mi ribatteva: “Hi, hi, hi (ghigno) vedrai che a Soragna ce la abbagno anche quest’anno!”. Ce l’anno abbagnata a lui. In tutte le categorie. Anche quest’anno.
Ma davvero credete che chi è nato appena più a nord dello Stretto è slottisticamente così tarato da potere essere battuto da noi che disputiamo una sola gara all’anno secondo i regolamenti ANSI, dopo che costui da più di un anno si prepara analizzando e approfondendo ogni particolare tecnico?
Inoltre, come già detto ma non sufficientemente sottolineato, l’attività regionale è propedeutica a quella di livello superiore.
I nostri (siculi) passati e attuali organizzatori hanno sempre sperato di trovare in sede nazionale grandi vantaggi dall’aver partecipato al regionale; si architettava “solo coloro che hanno partecipato agli interregionali potranno partecipare al Campionato Italiano”: leggende metropolitane, eppure ci credono ogni anno.
Poi a Soragna tale supposto vantaggio viene puntualmente ridimensionato alla mera partecipazione ad una batteria un pochino più qualificata (un vantaggio con i controfiocchi!), che signorilmente veniva commentato da taluni: con un “ma noi siamo in pochi, gliela abbiamo proprio messa nel ####”!
Posso permettermi di riferire testualmente perché Paolo non mi censura mai, vero Paolo? ######## ma che ########! Paoloooooo!!
Indiscutibilmente la propedeuticità si notava meglio negli anni in cui, a seguito di un conforme campionato regionale, Addia, Daniele, Santagati, si imponevano, in qualche caso anche ripetutamente, in sede nazionale.
Lo so anch’io che facilmente si potrebbero trovare dei modi diversi per gareggiare; meno facile, evidentemente, è rendersi conto che senza regole omogenee non si può fondare un’attività di competizioni.
“Ma si! Aggiungiamo anche l’NC5!”, come se si dicesse “ma si! Aggiungiamo anche l’origano!” Non è una proposta tecnica, è una bravata improvvisata e campata in aria; una proposta tecnica va rivolta nei confronti dell’ANSI, va sostenuta con coerenza sino a quando non è adottata; solo in tal caso sarebbe opportuno adottare l’NC5.

Sulle tre date: le diciotto (18!!!) gare dell’anno scorso erano troppe, accorgermene non mi fa sentire intelligente.
Disputare nove (9!!!) gare del medesimo campionato regionale sulla stessa pista è la cosa slottisticamente più noiosa che sia mai capitato di vedere. Lo scarso coinvolgimento emotivo era palpabile.
La cosa deve necessariamente essere ricondotta entro i limiti della razionalità.
I due grossi e predominanti gruppi di appassionati che attualmente affollano le estremità occidentali ed orientali dell’isola dovrebbero impegnarsi una volta ciascuno ad organizzare quello che per loro sarà indiscutibilmente l’evento slottistico dell’anno (stante l’attuale conformazione del campionato italiano), per poi incontrarsi, in un capolavoro di logistica, per uno “spareggio” in campo neutrale nella Sicilia centrale; di meglio, per quest’anno, non si può neanche sperare.
Dirò brevemente che alla gara di Modica tengo tantissimo, non solo per l’amicizia nei confronti dei modicani e per il legame nei confronti di una struttura che o visto nascere, ma anche perché di un territorio neutrale, in posizione quasi centrale, c’era davvero bisogno.
Però questa soluzione con una gara a Catania, una a Sciacca ed una Modica, grande passo in avanti rispetto all’anno scorso, non mi soddisfa definitivamente; in questa ottica, la gara di Modica serve solo a coprire la consueta spartizione della torta tra Catania Slot e Sciacca; ci sono troppi club esclusi dall’organizzazione e, in sovrapposizione a ciò, il vantaggio di disputare un campionato sulla propria pista di club è troppo grosso.
Considerate, per esempio, che Davide, Pasquale ed Enzo, con la sola partecipazione alla gara di casa hanno ottime possibilità di incamerare 25 punti; io (o se volete rendere clamoroso l’esempio, il ben più promettente Marco Toscano), supponendo una ipotetica partecipazione a tutte le gare, non ho alcuna ragionevole probabilità di totalizzare 25 punti nell’arco dell’intero campionato.
Direi che, oltre ad essere soggettivamente sgradevole, oggettivamente non può incoraggiare la partecipazione.
Gli amici siracusani che dal Mini Autodromo Bandini in poi, diciamo negli ultimi 25 anni, del Campionato Siciliano sono stati assiduamente protagonisti, non hanno neanche ipotizzato l’eventualità di una loro partecipazione da quando non hanno più la possibilità di ospitare una gara in casa. Vorrete convenire quanto questo sia quantomeno sintomatico?
Sarebbe sano e leale programmare concordemente (finalmente!) una rotazione tra le piste dei diversi club.
Quella logica irrazionale secondo la quale, quella robetta tra amici, che indiscutibilmente è il campionato siciliano, non possa essere ospitato che nelle sedi più maestose e negli impianti più faraonici (spesso senza bagno) porta soltanto a devianti investimenti inopportuni ed a trasferte disagevoli.
Ho disputato (immeritatamente) fior di prestigiosissimi Campionati Italiani negli scantinati di Torino o di Genova, ed ero più emozionato entrando nelle misere sedi dell’ECA o dell’Autosprint che non visitando il Museo Egizio o l’Acquario (e per di più del Museo Egizio e dell’Acquario non ricordo un cazzo).
Comunque si da quest’anno, credo non sia possibile ammettere neanche uno scarto nel calcolo dei punteggi del campionato; nella situazione attuale, al vincitore di una gara in casa basterebbe un solo piazzamento in trasferta per vincere il campionato.
Inoltre è necessario che il vincitore del Campionato Siciliano 2005 sia uno degli slottisti che hanno partecipato alle tre gare, seguiti questi ultimi in classifica da coloro che avranno partecipato a due gare, precedendo tutti coloro che avranno onorato soltanto l’impegno casalingo.

Le quote di iscrizione più ridotte mi sembrano un’ottima cosa, l’anno scorso, con una marginale partecipazione sporadica ho speso uno sproposito, circa 96.000 lire di sole iscrizioni.
Nonostante ciò, mi sforzo ma non vedo la ragione, per cui l’ottanta percento (!) dell’incasso debba andare al club organizzatore.
Organizzare una gara, se come avviene, si possiede già un impianto funzionante e non si offrono premi ai partecipanti, non costa nulla, o quantomeno non rappresenta un costo aggiuntivo per il club ospitante: questo ha solo vantaggi tecnici, sportivi, promozionali, etc.
Costa invece (e quasi mai è redditizio) partecipare alle trasferte (la Sicilia è in realtà molto più grande e dispersiva di quanto non sembri vista da nord), sarebbe inutile elencare spese di viaggio, soggiorno, vitto, etc., ma chi partecipa a tutto il campionato senza correre mai in casa spende ancora di più e anche costoro hanno un club da mantenere, con le stesse spese ma con soddisfazioni minori.
Per i padroni di casa il doppio vantaggio in pista e nel portafogli è inaccettabile da parte di chi, ormai ripetutamente negli anni, non viene ammesso ad ospitare una gara . Con il ricavato bisognerebbe incoraggiare le trasferte, premiare i più distanti, incentivare chi è stato penalizzato da tutte le scelte precedenti.
Per le premiazioni mi sembra veramente insulso continuare a tartassare i partecipanti, ormai soggetti idonei alla spremitura, in tutte le competizioni del mondo, in qualsiasi campo, il premio lo porta lo sponsor, e nel nostro settore, piccoli soggetti molto attivi ed interessati ad essere coinvolti ce ne sono moltissimi.
Partecipando in Italia e all’estero ad eventi e competizioni di prestigio inferiore al campionato siciliano ho spesso assistito a piogge di premi offerti da sponsor, anche in quantità imbarazzati.
Amico, tu che sai che mi sto rivolgendo a te, non mi rispondere (anche questa volta) “ma qui siamo in Sicilia”, la solita giustificazione nichilista (per stavolta) risparmiamela tanto non la condivido.
Io ogni anno, nell’ambito dell’attività ragionale, partecipo a costose collette che non mi coinvolgono; delle quali non so nulla, ne delle finalità, ne dei risultati concreti.
Altro Amico, amico del precedente, si, mi sto rivolgendo a te, non mi rispondere “a fine anno c’è un premio per tutti”; non è vero, quando non è spontaneo, quando si cerca solo di coltivare equilibri di potere già consolidati e clientelismi, ci si dimentica sempre di qualcuno, si fanno figuracce indecorose.
Anche se non tutti hanno voglia di fare gli offesi o di fartelo notare.
Oplà, un sassolino per me ed uno anche per Andrea , anche se quella era tutta un’altra storia, c’era sempre una premiazione, le persone erano le stesse, ma allora è proprio la stessa storia!

Infine un appunto che dovrebbe essere formale ma che purtroppo assurge a livelli sostanziali. Mi rivolgo a coloro, anzi ai pochi, qualche slottista ignorante o in mala fede, che chiamano il Campionato Siciliano denominandolo “IRS”. Starebbe credo per InterRegionale (chissà perché con la maiuscola mediana) Sicilia.
Interregionale significa, non lo dico io, lo dice il “Dizionario della lingua Italiana” edito da Gabrielli (se lo si sa leggere, ma anche se non lo si sa leggere), ciò che concerne più regioni.
Lo so che sarebbe bello, oltre che utile, scimmiottare i ben più solidi Interregionali Nord e Centro, ma per fare ciò bisogna quantomeno arrivare a comprendere la Calabria. Li ci sono slottisti e piste. Molto spesso su Italia Slot si leggono Annunci tipo “c’è qualcuno che organizza gare in Calabria, in Puglia o in zone vicine?”
Io li contatto, cerco di conoscerli. Chi di voi li ignora, anche per questo, abbia il pudore di non dire “IRS”. Grazie
Ah! Dimenticavo, io non potrò partecipare con continuità, al limite spero di potere venire a fare il direttore di gara a Modica per il battesimo regionale della pista e per salutare gli amici. In parte per impegni di lavoro, in parte per motivi di famiglia, in parte perché quello che si è sin ora delineato, cosa ci posso fare, non mi pare proprio il migliore dei mondi possibili.

Come Mimmopensiero mi sembra completo.
Nel rammentarvi (se ce ne fosse bisogno) che un contagiri Carrera è per sempre, rinnovo a tutti i più sinceri auguri di buon anno.

Riguardo

Slot racing

1 commento su “Mimmopensiero sul Campionato Regionale Siciliano, ed. 2005

  1. Ciao Mimmo complimenti per il tuo intervento come sempre preciso, dettagliato e sopratutto pieno di proposte e iniziative per portare avanti lo slot in sicilia .Erano anni che non vedevo qualcuno darsi da fare come te per mettere tutti d’accordo e svolgere un campionato siciliano degno di questo nome ……….ancora complimenti Mimmo. A.Savatteri.

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