Campionato Nazionale DTM Scalextric al Catania Slot

Ma il primo appuntamento ufficiale del week-end è comunque la gara valida come quarta ed ultima prova del Campionato DTM Scalextric; campionato senza suspance perché giunge in Sicilia a titolo già assegnato (complimenti Professore), ma importante tappa di avvicinamento per i piloti dato che il rinnovatissimo impianto del Catania Slot è ancora poco familiare per i più.

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E la Sicilia chiamata ad ospitare il trofeo che porta il nome dello storico prestigioso produttore inglese, pur di fronte ad uno sponsor quantomeno timido, risponde dando il meglio di se.

Accorrono sin dalla vigilia molti tra i migliori piloti della Sicilia occidentale (Savatteri, Guarnaccia, Sciascia, etc.) ed anche alcuni tra i peggiori (Ricca, etc.).

Si macinano chilometri su chilometri triturando grandi quantità di gomma sulla pista più abrasiva dell’universo (secondo me hanno impastato pietra lavica nella plastica).

Segue tranquilla seratina a fondo valle nella non proprio vicinissima Catania, ove il gruppetto di slottisti più volenterosi non riesce a giungere prima delle 23:00 circa. I primi obbiettivi dichiarati sono i miti più celebrati della tradizione culinaria popolare locale: il panino con la carne di cavallo originale dei “Cursoti”, la più decadente granita di mandorla a mezzanotte, io propongo tappe intermedie ai ciospi del mandarino & limone, i più ardimentosi sollecitano più costose consumazioni nei quartieri malfamati, insomma ci sono tutte le premesse per una notte brava!

Non ci crederete! Dopo la prima tappa, carne di cavallo, la truppa dei gladiatorei slottisti è già KO (e cosa dovrei dire io che sono vegetariano?).

L’indomani mattina la pista è un deserto e l’infermeria (improvviata) del Catania Slot è piena in ogni ordine di posti, si parla di influenza, dissenterie e flatulenze seminano lo scompiglio tra le fila dei sopravvissuti.

I più gravi, così ad occhio, mi sembrano subito Guarnaccia che ha scarse possibilità di vedere l’alba di domani e Paolo Paliddo Sciascia, per il quale si sciorinano rosari a tutto andare, che non avendo più barelle a disposizione dorme su una sedia delirando a squarciagola, pur non riuscendo poi da desto a proferire parole comprensibili.

Nel frattempo il piccolo Paco Ballotta e Iller Ravagnani sono intenti a scoprire quanto è lunga l’Italia e quanto è difficile raggiungere la Sicilia quando qualcuno ti sta aspettando: una serie inaspettata di difficoltà causate dalla sempre impeccabile rete di comunicazione nazionale, gli impedisce di essere presenti come previsto sin dal sabato mattina.

Non tutto viene per nuocere, non solo perché le loro tragicomiche disavventure ce li tengono fuori dai maroni per una mezza giornata, ma soprattutto perché il quanto mai opportuno ritardo (di circa sei ore credo) ci permette di rimpolpare il parco dei partecipanti con tutti coloro (ci sono anche io) che avevano dovuto fare fronte ad una mezza giornata lavorativa.

Così ci troviamo ad un orario che proprio non saprei più ricostruire a partire in 16 (contando Paco solo una volta). L’unico provvedimento un pochino restrittivo è quello con il quale si decide di disputare una finale un pochino minimale con soli sei concorrenti anziché dodici; improvvisamente mi girano un pochino le balle ma non riesco a capirne il perché: non posso ancora sapere che alla fine sarò io il dodicesimo.

Nella prima batteria partono Martinez, Sciascia, Guarnaccia, Ballotta e Mangano.

Sciascia è in coma e non riesce ad entrare in gara, si limita a non causare troppi danni, invece il corpo di Guarnaccia che da diverse ore è clinicamente morto ospita improvvisamente un simbionte alieno evidentemente slottista o comunque padrone di una tecnica superiore, che riesce a portarlo nello stupore generale a livelli di eccellenza (una ordinaria e superficiale autopsia ha poi dimostrato che si trattava di semplice doping); io parto benino e sto per salutare la compagnia quando nella penultima corsia un tragicomico errore di regolazione del fidato pulsante NSR mi costringe a subire la rimonta di Ballotta e Mangano.

Nella seconda batteria partono Santagati, Addia, Ricca, Sparatore e Merulli.

Roberto Addia si impone con bastante sicumera dimostrando di mettere a frutto l’allenamento del venerdi e di essere già arrivato ad un buon livello di conoscenza della nuova pista, Santagati e Merulli sono su livelli di eccellenza e mettono subito al sicuro la qualificazione, i compagni di batteria li vedono ormai solo con il cannocchiale.

La terza batteria vede la partecipazione di Mirone, Motta, Ferrari, Savatteri, Zappalà e Ravagnani.

Il Signoppaolo parte a testa bassa, più che mai determinato a conseguire una vittoria importante prima della (ormai imminente) vecchiaia (che gli auguriamo lunga e serena), Addia impallidisce ma nel finale la prestazione di Paolo Motta si ridimensiona pur riuscendo a precedere compagni di batteria agguerriti come Mirone e Ferrari.

1° Roberto Addia 110,24

2° Paolo Motta 109,95

3° Davide Santagati 109,85

4° Walter Merulli 109,83

5° Felice Mirone 108,29

6° Maurizio Ferrari 106,10

7° Salvo Guarnaccia 103,97

8° Paco Ballotta 102,54

9° Luca Mangano 102,26

10° Antonio Savatteri 101,93

11° Mario Sparatore 101,28

12° Domenico Martinez 101, 25

13° Beppe Ricca 99,20

14° Angelo Zappalà 92,0

15° Iller Ravagnani 86,83

16° Paolo Sciascia 80,51

Aldilà della qualificazione alla finale questa classifica assegna punti ormai decisivi per l’assegnazione del titolo di Dominatore Assoluto dell’Universo Slottistico per il quale erano ancora in ballo soltanto Martinez e Ricca.

Parte la finale che già cantano i grilli e Davide ex centocapelli Santagati scopre finalmente il suo bluff: parte (come al solito) come un assatanato, Addia e Motta fanno (rispettivamente) il possibile e l’impossibile per raggiungerlo ma non c’è niente da fare.

Secondo me l’impresa davvero storica la compie Maurizio Ferrari (ormai sempre più simile ad uno slottista) che riesce a mettersi dietro un Felice Mirone pur avvantaggiato dalla pista amica.

1° Davide Santagati 111,29

2° Roberto Addia 110,24

3° Paolo Motta 110,06

4° Maurizio Ferrari 107,71

5° Felice Mirone 106,59

6° Walter Merulli 105,09

Una serena giornata di slot ed aspirine che neanche la brutta sorpresa di una premiazione che non c’è riesce a guastare (per una volta mi astengo dai commenti, un motivo ci sarà).

Conto sulla spontanea collaborazione dei numerosi fotografi presenti per poterVi documentare al più presto con le immagini dell’evento e su quella dell”organizzazione per la classifica finale del Campionato.

L”anno prossimo lo rifacciamo, vero?

MimmoMartinez

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