Mimmopensiero: una ipotesi di gestione di club (2). Quella brutta abitudine

Facciamo un’ipotesi, nel mondo reale, invito a cena una decina di amici, metto alla catena mia moglie, tra antipasti, aperitivi, risottino o pasta alla norma, grigliata mista, insalatona e contorni freddi, dolci, amaro e caffè, con vini e minerale diciamo mi costa circa 200,00 euro? Però, se la compagnia è buona, diciamo che ne vale pena, poi, a volere proprio essere gretti, sappiamo che ognuno porta qualcosa, che poi ricambieranno l’invito, e così via.
Se invece, tornado a bomba nel mondo dello slot, invito gli stessi amici a disputare una garetta sulla mia pista, più o meno domestica, senza neppure fare la fatica di schiavizzare mia moglie, sarà giusto ed indiscusso che io riscuota almeno euro 3,00 cadauno come fondospesemontepremidelclub (e sono i prezzi più bassi praticati in Italia) che sono per chiarire meglio anno sessantamila lire di “contributo unificato” gentilmente devoluto dai miei ospiti.
Quale è l’orribile abitudine degli slottisti? Il sentirsi autorizzati a riscuotere in quanto organizzatori di gare.
Organizzo ergo riscuoto.
Ma se, visto che mi hanno già detto che sono fortunato, invito un amico ad una partita a tennis sul mio campo personale (che non ho) cosa gli chiedo? Diciamo sei euro escluse luci e riscaldamento.
Se vi invito a fare il bagno nella piscina che al momento non ho ancora (ma è possibile che prima o poi ne abbia una perché sono fortunato) non ve la cavate con meno di 7,00 euro a persona.
Se vi invito a giocare a calcetto da me (e questa si potrebbe anche fare) non mi importa come ma complessivi 100,00 euro, mettevi l’anima in pace, li dovete cacciare. Ci metto anche il pallone e la doccia!
Se passiamo la serata a giocare alla Playstation o al PC: INSERT COIN! Un euro a partita è appena un obolo simbolico. Guarda che prezzi ci sono alla sala giochi!
Non regge, eh? Perché la faccia di tolla di chiedere tre pezzi delle nostra attuale moneta pesante ce l’hai solo nei confronti di quello sprovveduto che si presenta con macchina e pulsante.
Per trovare un motivo plausibile che giustifichi (in qualche modo) questa devianza, escludendo per buona volontà qualsiasi forma di malafede, bisogna tornare ad inquadrare quell’eterno bambino di cui abbiamo già parlato tempo addietro. Il “fanciulletto” che si nasconde (neanche tanto) in ogni slottista adulto.
Quel ragazzino combattuto tra la voglia di scatenarsi nel gioco e quella di sentirsi “grande”.
Per giocare basta la pista, ma per sentirsi davvero grande ci vogliono i soldi, quelli veri, gli stessi (magari un po’ meno) che usano i grandi.
Così ci si costruisce un paravento di alibi che aiuta a non vergognarci quando ci sorprendiamo assatanati dalla foga per macchina e pulsante.
Così è più chiaro che, nonostante la nostra più grande ambizione sia quella di prevalere (con quel gusto e quella metodologia tipicamente infantile di cui abbiamo già discusso a lungo) sui nostri compagni di gioco che proprio per gioco chiamiamo avversari, noi siamo in realtà (ma sempre nel mondo dello slot) delle persone piene di responsabilità e di preoccupazioni, che devono far quadrare i conti, che devono ogni mese far fronte a tante scadenze affitto acqua luce condominio, che nonostante questo come buoni padri di famiglia alla fin fine trovano lo stesso il modo di riuscire ad assegnare un premio o una coppetta a ciascuno. Insomma giochiamo, è vero, ad essere bambini in pista ma giochiamo anche, e questa è l’acrobazia, a fare i grandi, ad affrontare problemi veri (come diceva lo scemo in tv), di quelli che si risolvono con soldi veri.
Ebbene, non io ma chiunque, e sottolineo chiunque, si ritrovi per qualche motivo a veder calare quell’altissimo livello di alienazione che a lungo andare la pratica slottistica eccessiva comporta inevitabilmente, si accorge immediatamente che al gioco da “grandi” dell’affitto e delle bollette da pagare, dei soldi da far durare fino a fine mese, dei prezzi che aumentano sempre per tutto, ci ha già giocato, sino a stancarsi, qualsiasi persona adulta.
E’ esattamente per questo, caro il mio attento lettore, che il gioco della (inutile) gestione di un club non mi coinvolge. Perché è un gioco già giocato, perché è un gioco già vinto (altrimenti non mi direbbero fortunato), perché è un gioco che mi ha stancato.
In un mondo (quello vero) in cui chi non parte per la guerra è disfattista, capisco che mi si possa facilmente attribuire pessimismo nei confronti dei club altrui.
Non è pessimismo né voglia di menar gramo.
Semplicemente gioco ad altri giochi.
Lasciatemi giocare come io lascio giocare voi.
Amen

Riguardo

Slot racing

9 commenti su “Mimmopensiero: una ipotesi di gestione di club (2). Quella brutta abitudine

  1. Appunto! scusa,mimmomartinez,che palle!!
    Naturalmente con tutta la stima che ho per te,e lo sai.
    Ciau Mimmopurgamartinez

  2. Grande Beppelaschiappa!!!!!!!!!!

    Mimmo, stai pescando il peggio dello slot, non la media.

    Poi, a seguito anche di una critica giuntami e, assicuro, che mi ha lasciato l’amaro in bocca, possono esserci gli errori: l’importante in buona fede (peraltro, nel mio caso, penso non da attribuirsi a mio dolo o colpa).

    Ti posso, però, assicurare che la gestione di un club, sia delle persone che delle gare, dei soldi (entrate ed uscite), delle scelte, può non essere semplice, soprattutto perchè nessuno vuole farlo, ma chi lo fa non ha scopi diversi dal divertirsi in compagnia.
    E, esperienza alla mano, chi si dà più da fare è quello che “caccia” più moneta senza contabilizzarla, “spende” più tempo (rubandolo al cosiddetto “tempo libero”) per la manodopera nel mantenimento, cerca di migliorare le P.R.
    Poi, magari, si prende anche i meriti, ma, talvolta, anche dei “ma che c…o di gara hai organizzato” o “certo, se uno tiene la contabilità c’è un perchè……” o….. lasciamo perdere, mi fermo qui.

    Emilio

    p.s.: attendo sempre spqr632 per scusarmi

  3. Caro Mimmo sei unico. Cantagliele per bene ai paracul……. che si credono slottisti (per caso)!
    Sono con te! Forza Catania.

    • “paracul…che si credono slottisti (per caso)!” ma che vuol dire??? siamo al delirio!!!!!………..

      • ….e poi “Forza Catania”…..niente niente vi siete fatti “contagiare” dal virus della “Gauccite”? bhe…mi pare che come “ragionamenti” non vi discostate molto……..

        • Caro Barclay,
          spesso leggo i tuoi commenti e pur essendo un amante dello slot nella vita di tutti i giorni svolgo
          la difficile professione dello psicanalista.
          Cio’ mi porta, come immagini a dover studiare
          la psiche delle persone basandomi spesso sul linguaggio espressivo e talvolta su testi scritti
          o disegni.
          Dicevo, spesso mi capita di leggere tuoi commenti
          e, professionalmente parlando avrei il desiderio
          di invitarti,gratuitamente, si intende, presso il
          mio studio che, tra l’altro, non dovrebbe essere ad
          una distanza proibitiva dalla tua residenza in quanto
          tu, pur spacciandoti per abitante del “continente” sei invece semplicemente un terrone siculo della sicilia occidentale (resti fra noi questo segreto…).
          Non prenderla come un offesa ma credo che i tuoi
          problemi potrebbero essere affrontati e quasi sicuramente risolti in analisi con un po di sedute.
          Non posso dire di più sulla diagnosi da me riscontrata per motivi strettamente professionali
          ma resto a tua disposizione per poterti aiutare.
          Magari nel frattempo, evita di esporti troppo
          esternando patetiche critiche verso i catanesi in quanto sono siculi come noi….. e se vanno più forte di noi
          pazienza,cercheremo di batterli in pista evitando
          di fare certe figure come quelle che ci fai fare su questo portale.
          e ….ti prego, per non peggiorare la tua situazione
          evita adesso di replicare con farneticazioni ipocondriache come sei solito fare,anche se tutti ormai ti conoscono e….ti compatiscono.
          Aiutati,curati,sei ancora in tempo,abbi fiducia nella scienza e sul tuo prossimo.
          Abbandona le tue visioni oniriche ed allucinogene della realta’ circostante,c’è speranza x te.
          Con tanto affetto,nel rispetto del giuramento
          di Ippocrate che tanti anni addietro io esternai nel
          giorno della mia laurea, ti aspetto nel massimo riserbo ed anonimato.
          Ciao

          • Ok,dammi l’indirizzo del tuo studio,hai detto “GRATUITAMENTE”e saresti il primo psicanalista della storia a farlo….posso portare qualche amico? non per approfittare….
            (ps:Freudiano o junghiano?preparati che ne sentirai delle belle…lasciami il tuo indirizzo in privato,grazie)

    • I Mimmopensieri colpiscono ancora.
      Tutti si risentono e chi deve risentirsene tace.
      Perchè tace?
      Lo saprete in seguito quando da questo portale iniziera il nuovo appuntamento con ” LA VOCE DI RONALDO”
      Ciao e state buoni se potete

  4. Piu’ o meno ho capito cosa vuoi dire caro mimmo…..io con gli slot club ancora non ci sto dentro (solo perche’ sono arrivato da poco),ma 10 anni di club motociclistico mi hanno insegnato qualche cosa e posso dirti che ha confronto il motociclismo e’ una passione per migliardari….ma eravamo e sono tutti lavoratori che vogliono sentirsi vivi e liberi.

    Cmq come dici tu,se lo Slot porta all’alienazione figuriamoci giocare solo a quel gioco da grandi come lo chiami tu……farsi lobotomizzare dalla tv e finire per credere che l’unico scopo della tua vita e’ lavorare per gli altri,e per non suicidarti fai finta di credere che sia giusto,perche’ cosi e’,perche’ cosi qualcuno vuole…..

    Ti dico una cosa…..io sono uno che si da’ da fare per tirare avanti,e non navigo nell’oro…..ma prima di lavorare per gli altri(famiglia esclusa)lavoro per me….perche’ nessuno piu’ di me,ha diritto sui miei sudori,e questo vale per tutti quelli che sanno ancora di essere vivi e si danno da fare senza aspettare che Cristo moltiplichi i pani e i pesci.

    Seguire una passione porta all’alienazione e’ vero….ma sai perche’?
    Perche tutti quelli che ti circondano e non hanno passioni…..non sanno piu’ manco di essere vivi,e i morti non sono di buona compagnia.

    CIAO.

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