LUCI: un’esperienza ‘quasi’ negativa.

L’auto che ho usato per questo esperimento è una FLY Panoz.
I risultati sono visibili nelle seguenti foto.

Passiamo ora a parlare più in dettaglio dell’esperienza.
Le luci posteriori sono realizzate con LED rossi. Le anteriori con due lampadine 6 Volt messe in serie (lampadine reperibili in qualsiasi negozio di elettronica: sono del tipo presenti nelle autoradio)
Non mi dilungo a descrivervi come ho realizzato i fori nella carrozzeria per le luci posteriori e anteriori. Vi segnalo solo da difficoltà nel trovare lo spazio per quelle anteriori per evitare che toccassero le ruote.
Per chi di voi non ha guardato da vicino una FLY Panoz di questo modello, devo brevemente descrivere la precisione con cui sono riprodotti i fari anteriori: la parabola e il relativo vetro di ogni faro sono all’interno di una calotta di plexiglas. Esattamente come sull’auto vera.
Cominciamo a descrivere la parte negativa dell’esperienza.
Le luci posteriori sono ok! Invece, le lampadine delle luci anteriori, fissate con colla a caldo e ricoperte sul lato interno dell’auto con carta d’alluminio per evitare fastidiosi e poco realistici riflessi all’interno del parafango anteriore, hanno manifestato una preoccupante tendenza al surriscaldamento. La conseguenza di questa caratteristica è stata la non piacevole deformazione dei delicati fari, sia della parabola, sia del vetro. La calotta e la carrozzeria non sembrano invece subire conseguenze. Tutto questo è avvenuto nel breve tempo necessario per scattare le foto presenti in questo articolo.
Una esperienza analoga, condotta con una NINCO Toyota Celica, non ha però portato agli stessi sconfortanti risultati: per questo modello, infatti, le plastiche dei fari (molto più semplici e quindi meno delicati) hanno ben resistito alla sollecitazione termica.
Vorrei solo segnalare, inoltre, che un impianto luci così concepito ha un assorbimento di corrente non trascurabile. La presenza delle due lampadine a incandescenza riduce sensibilmente le prestazioni. Ecco perché potrebbe essere utile la possibilità di accensione e spegnimento delle stesse. Per un giro di “puro divertimento” si lasciano accese, per realizzare il “tempo”, si spengono. Ho quindi montato sull’auto un microinterruttore azionabile (con un cacciavite o uno stecchino) senza dover smontare la carrozzeria. Nella foto seguente è ben visibile l’interruttore (di colore argento e celeste) posto in una delle prese d’aria frontali dell’auto.

Nella NINCO Toyota Celica tale interruttore era azionabile invece dal fondo del modellino attraverso lo spazio intorno al pick-up.
Nella speranza di avervi fatto trascorrere qualche minuto di sano svago, vi saluto con la speranza di incontrarvi, un giorno prossimo venturo, tutti di persona (magari non troppo nel futuro, data la mia età!!!).
A presto,
Herbie
(Cosenza)

Riguardo

Slot e Auto d'epoca in scala 1:1 (in particolare le Volkswagen raffreddate ad aria, cioè il Maggiolino & C.)

14 commenti su “LUCI: un’esperienza ‘quasi’ negativa.

  1. Grazie Herbie per il bell’articolo che ci hai inviato, come te amo particolarmente le auto con le luci e se gli impianti luci della Kelvin costassero meno, tutti i miei modelli ne sarebbero provvisti.
    Se può far piacere, ho sensibilizzato un produttore che ha garantito di uscire presto con un prodotto analogo.

    Sarebbe bello anche conoscere l’esperienza di “Gattaccio” che, se non sbaglio, aveva dotato 4 Mercedes CLK Scalextric di luci + un led del colore della corsia da usare durante le ore notturne, in modo da rendere facile al commissario individuare il colore della corsia anche in penombra (fatti sentire).

    Giacomo

    • Grazie per i complimenti. Fa sempre piacere riceverne: stimola la produzione di futuri articoli.
      P.S: Appena questo tuo produttore commercializza i LED bianchi a poco prezzo….ne ordino una cassa!!!!

      • hai provato a cercare i led in un negozio specializzato (in elettronico e non in slot) ?

        • Sì, ma mi hanno chiesto 3 Euro per ogni LED…e non mi sembravano neanche a luce molto bianca. Avevano troppo Blu!

    • Raccolgo l’invito fatto da Giacomo e mi riprometto di pubblicare su Italia slot lo schemino
      con i componenti necessari per realizzare l’impianto luci di cui avevo dotato le 4 Mercedes
      CLK Scalextric che abbiamo usato in una 24 ore ed in altre gare Endurance e che sono
      tuttora perfettamente funzionanti (senza aver subito mai alcuna riparazione o sostituzione
      di componenti).
      Quello che, purtroppo, devo premettere e’ che il costo complessivo dei componenti fu allineato
      (se non superiore) al costo attuale del kit Kelvin Light; ma all’epoca il Kit Kelvin Light
      non era ancora stato commercializzato e quindi la spesa fu inevitabile.
      Cio’ che, sicuramente, incise in maniera rilevante sul costo finale furono i Led anteriori
      (Ultrabright) ed il condensatore usato per mantenere accese le luci anche a macchina ferma.
      Per OGNUNO dei led da 5mm furono necessarie 8.000 delle vecchie lire (circa 4,15 Euro)
      mentre il condensatore da 1 Farad costava 15.000 lire (Circa 7,75 Euro).
      Poi c’era un transistor, un paio di diodi e qualche resistenza.

      Rispetto alla realizzazione di Herbie i vantaggi sono pero’ notevoli.
      Se andiamo oltre la pura resa estetica (I led Ultrabright hanno una luce simile a quella
      dei fari allo xeno delle auto che vediamo sulle strade di tutti i giorni) potrei citare :
      – I led, se non sovraccaricati, durano in eterno
      – La luce prodotta e’piu’ intensa di qualsiasi lampadina a filamento.
      – I led sono insensibili agli urti, le lampadine a filamento no e, anche se il bulbo della
      lampadina rimane intatto, le sole vibrazioni possono causare la rottura del filamento.
      – Il led non scalda
      – Il consumo e’ assolutamente trascurabile e quindi non penalizza le prestazioni del motore.
      – L’utilizzo del condensatore permette di avere le luci sempre accese in ogni condizione di
      marcia ed anche a vettura ferma (per circa 2 minuti).

      I vantaggi poi introdotti dal Kit Kelvin Light sono la miniaturizzazione di tutti i componenti;
      per cui tutto quello che serve, compresi i cavettini di collegamento, viene fatto stare
      su una basettina di circa 2 x 0.7 cm. pronto all’uso.
      Gli amanti del “fai da te” devono tenere in considerazione, prima di tutto, il costo al dettaglio
      dei singoli componenti che dovrebbero acquistare per realizzare qualcosa che (escluso il
      discorso miniaturizzazione) gli permetta di illuminare la macchinina allo stesso modo.
      Senza voler privare nessuno del piacere di dire “Questo l’ho fatto io” considero che
      l’opportunita’ offerta al kit luci Kelvin Light sia a tutt’oggi la migliore.

      Saluti, Gattaccio.

      • Grazie per la precisa risposta.
        Sono d’accordo con te su tutto……la mia speranza è però che il costo dei LED bianchi diminuisca perché a me piace molto costruirmi le cosa da solo.
        Mi fa piacere, inoltre, constatare il grande interesse verso qust’aspetto dello Slot.
        Aspetto anche io con ansia un tuo articolo con gli schemi elettrici.

      • Volevo precisare che l’impianto del Gattaccio prevedeva anche i led colorati nella parte superiore del modello, che venivano utilizzati nella fase notturna in sostituzione dei famosi bollini delle corsie.

        Inoltre, la mia impressione, è che questo impianto stia acceso molto di più del Kelvin…tra una corsia e l’altra a verbano occorrevano circa due giri per rivedere la tua auto.

        CiaoCiao!!

  2. Bellissima idea l’interruttore …. non ci avevo pensato …. l’alternativa attuale e aprire il modello e staccare i fili…. complimenti per il servizio, dovrebbero obbligare l’uso delle luci ad ogni tipo di gara endurance, per tutta la gara.
    Io e Giacomo abbiamo due modelli custom di Viper con anche i fari antinebbia, 4 sull’anteriore e due sul posteriore con freno, spero un giorno che possa aver tempo di fare qualche foto.
    Organizziamo un meeting notturno!

    • “Tanuzzo” si complimenta con me? Ma sei proprio il famoso “Tanuzzo”?Incredibile!!!!E l’idea dell’interruttore non l’avevi avuta nemmeno tu che, da quanto sento su qusto sito, “vivi” di solo slot?……Cavolo, mi sa che prima di pubblicare l’articolo dovevo BREVETTARE l’idea!!!!!Grazie per i complimenti e a presto.

  3. Come mai hai usato la colla a caldo?
    se le lampadine scaldano la colla a caldo diventa molle.

    Non è che le luci si sono surriscaldate perchè hai tenuto la macchina ferma per le foto?
    probabilmente con la macchina in muovimento la temperatura tende a rimanere piu bassa

    • E’ molto probabile, ma in ogni caso anche correndo la ventilazione non aiuta molto. Potrebbe invece aiutare il fatto che in curva si molla il gas e quindi la luce si affievolisce e riscalda di meno. Ma questo però è un difetto: rende poco “vere” le luci.
      Mettendo un condensatore da 1 Farad le luci rimangono accese il tempo che basta a percorrere la curva ma questo comporta altri problemi:
      1) le lampadine continuano a riscaldare
      2) il condensatore si scarica e, quando si da nuovamente gas all’uscita della curva, parte della potenza viene assorbita dal condensatore che deve ricaricarsi.
      Ormai ho quasi rinunciato a trovare una soluzione a questi problemi e mi limito ad adottare questa soluzione solo su auto con fari “robusti” e non delicati come quelli delle Fly.
      Grazie e ciao.

  4. Io ho fatto arrivare, non molto tempo fa, alcuni impianti luci del tutto simili ai kelvin light (anche come prezzo!), ma di una casa tedesca.
    I kit disponibili sono parecchi e mi sembrano fatti altrettanto bene.
    Il loro sito, se a qualcuno interessa, è questo: http://www.slotservice.com
    Ciao a tutti… e complimenti ancora a Herbie per l’interessante articolo. Umberto
    PS: Gattaccio aspetto con ansia lo schema e l’elenco dei componenti, anche perchè io le 4 mercedes le ho viste in funzione!!! eh! eh! eh!

  5. Ciao,
    volevo solo dire a Herbie, Bumbi, Tanuzzo e chiunque altro fosse interessato, che ho inviato venerdi’ scorso un articolo contenente 2 schemini che ho recuperato tra le mie note (e non ricordo bene da dove arrivano) per autocostruire degli impianti luce simili al Kelvin Light (Con o senza luce stop).
    Paolo stava per partire per le ferie e mi aveva avvisato che forse non avrebbe fatto in tempo a pubblicarlo.
    Rimanete in paziente attesa, appena Paolo tornera’ lo pubblichera’ nelle sezioni speciali.

    Ciao, Gattaccio

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