XLOT (P.S.)

Rileggendo i vostri graditissimi commenti all’articolo, mi e’ venuto il dubbio di non essere stato chiaro su di un punto fondamentale : quando dico che le macchine non possono uscire ma solo fare testacoda, questo non vuol dire che le macchine siano fisse nella pista e che si debba correre sempre con le stesse 12 – questo si’ che sarebbe da sala giochi e basta !

Di fatto, 12 (o magari 16, dipende dalla lunghezza della pista) e’ la capienza massima della pista – le macchine vengono introdotte od escono nella pit lane ed ognuno puo’ correre con la propria macchina, oltre che con una in affitto. E le macchine sono le stesse di oggi, solo con una guida diversa e posizionata appena dietro l’assale anteriore (e’ per questo che credo non si possano adattare le Fly Avant)
Quindi rimangono tutte le possibilita’ di assetto e modifiche (ed, ahime’, dispute sui regolamenti) attuali.
Due parole sul chip – che i fermodellisti chiamano decoder, ma non e’ quello di Tele+ – da installare a bordo. Io – ignorante e memore del problema delle frequenze RC – pensavo che quelli si’ fossero di proprieta’ della pista ed assegnati a chi vuol girare. Invece mi dicono che il numero di codici e’ molto grande, per cui ognuno puo’ avere il suo personalizzato (ed intanto loro li vendono, a credo 40 Euro l’uno). Un’altra particolarita’ e’ che l’alimentazione in uscita e’ sui 14 V, ed e’ il decoder che e’ tarato per dare 12 V massimo in entrata al motore. Questo elimina il problema degli sbalzi di tensione al variare del carico dell’alimentatore, e permette anche di assegnare i bonus per l’estetica – cioe’ la famosa BMW di ItaliaSlot avrebbe corso magari con 13 V rispetto ai 12 V delle altre, e vinto a mani basse. Pensate ai soldi che faranno gli “artisti”! Basta che poi anche questi decoders non si possano taroccare e nascano polemiche come per l’elettronica della F 1

Dicevo che i vostri commenti mi hanno fatto moltissimo piacere. Cercate di capirmi, e’ un anno che lavoro da solo (e probabilmente per la gloria), e fino ad ora avevo trovato un muro di gomma. Vi prego quindi di scusare mie espressioni precedenti forse un po’ taglienti.
Solo il commento di Lucio alla foto della Cucaracha Squit, con incomprensibili riferimenti all’eta’…….. per quanto, mi ricordo……….la Blue King di Via Rubicone, il regno del nostro Sorcio Rampante, e le sapienti uscite alla sopraelevata per centrare il piu’ pericoloso dei milanesi e storcergli l’assale. Quelli si’ che erano i tempi, non come le pappemolli di oggi che batterei senza problemi se solo riuscissi a vedere la pista dalla sedia a rotelle !

Bene, grazie ancora e vi terro’ informati degli sviluppi. Come dicevo, la pista “vera” dovrebbe venir pronta per l’estate, e certamente vi preghero’ di provarla. Ho previsto una larghezza dei moduli di 1.6 m proprio per poterli caricare sul tetto della macchina.
Beppe

12 commenti su “XLOT (P.S.)

  1. Lo spirito avventuriero c’è, e l’idea è geniale………
    peccato che il tuto già esiste ed è perfettamente funzionante e testato. In Francia ci sono già parecchie piste dove si corre con questo sistema.
    Questo è il link:
    http://www.miniracing.fr/racing.htm
    Sono sicuro che non ne eri a conoscenza.
    Ciao
    Massimo

    • Non so il francese, ma a primo acchito non mi sembra lo stesso sistema spiegato qui sopra.
      Sembrerebbe trattarsi solamente di uno scambio di corsie

      • La mia non voleva essere assolutamente un’accusa di plagio. Sono incappato proprio ieri nel sito che ti ho indicato e ho creduto che fosse la stessa cosa che stai realizzando. Semplicemente questo. In ogni caso, secondo me, ci vuole un grande cervello per, soltanto pensare, una idea come questa. I miei complimenti e sarei ben lieto di poter assistere a qualche prova di questo tuo impianto.
        Ciao

        Massimo Cellini

  2. Penso di aver capito che grazie a dei decoder si possono pilotare piu macchine, ma sempre una per corsia giusto?

    • Grazie ai decoder puoi pilotare una macchina, ma sulla stessa corsia ce ne sono anche altre. Ho visto un pezzo di pista e anche come e fatta la vettura (in quel caso una Ferrari 360 Proslot) a Perugia in occasione della gara di C.I. Quello che non capisco è: se vado in testacoda in curva, le altre vetture che sono sulla mia stessa corsia non mi vengono addosso?

      • Si!

        questo a mio avviso è il più grosso limite del sistema.

        In caso di un mio errore condiziono pesantemente la gara altrui poichè si formerebbe un trenino di macchine, che oviamente al giro dopo tenterebbero di passare nell’altra corsia.

        Il sistema di GIG ricalca come filosofia quello francese anche se non utilizza una pista normale ma una ad hoc.

        A me personalmente l’idea piace se fosse possibile andare su tre corsie contemporaneamente e con relativa scelta della medesima.

        sono curioso di vederlo dal vero

        Ciao

        Alberto

        • Michele (lieto di rivederti in azione !) ed Alberto :
          ed invece no !! – ma mannaggia non posso ancora spiegarvelo per ‘sta palla del brevetto – giuro che mi ci metto la prossima settimana
          Quello che posso dire e’ che chi fa un testacoda perde un secondo, uno e mezzo per recuperare – e quindi in un certo senso darebbe fastidio a chi segue, ma poi non e’ cosi’ – ma comunque l’incapace al primo passaggio davanti ai box si toglie di mezzo – e non puo’ rientrare fino a che non passano piu’ macchine
          Insomma, ci ho pensato e per adesso fidatevi
          Cordialmente
          Beppe

  3. Massimo, per carita’ non mi offendo affatto, anzi ti ringrazio per il giudizio.
    Piuttosto, con l’eta’ – evidentemente il commento/constatazione di Lucio continua a bruciare – si diventa verbosi ed incautamente mi dai lo spunto per discettare sul sistema DAVIC di Miniracing, ed addirittura sul futuro dello Slot.

    Dunque, siete proprio voi (Alberto ?) che mi avete informato dell’esistenza del DAVIC quando un anno fa ho fatto la proposta originale – io, nella mia conclamata ignoranza di cose elettroniche, avevo ipotizzato di usare brutalmente il controllo di velocita’ delle Mini-Z.
    Mi sono subito messo in contatto con Gerard Caupene, titolare di Miniracing e disponibilissimo, abbiamo scambiato molte mails e – come ho detto nell’articolo – ho anche provato il sistema nella pista dello Squash Montmartre a Parigi.

    E qui arriviamo alle dolenti note : il sistema e’ a mio giudizio FAVOLOSO, e permette a 12 macchine di correre su una pista normale a 4 corsie aggiungendo solo degli scambi. Io non capisco come chiunque, dopo averlo provato, possa non implorare Gerard di dargliene uno. Non e’ solo il numero di macchine, e’ che non serve piu’ la rotazione delle corsie e le macchine uscite possono essere ricollocate dove ti pare. Di fatto, il mio suggerimento a Gerard e’ stato di fare una pista a 3 corsie, dove quella esterna (con confluenza dopo ogni curva) serve appunto solo per ricollocare le macchine e nel rettilineo fa da pit lane.
    Ed invece…. il sistema esiste da almeno due anni, ed il povero Gerard non riesce a farselo produrre – lui ha detto che dovrebbe farlo Cric Crac, ma il tempo passa e non si vede niente.
    Pensavo appunto, in vista di Norimberga, di chiedere a “qualcuno” che conosce Joan Basas di avere la sua versione dei fatti.

    Il motivo per cui ho continuato a sviluppare lo Xlot e’ che il DAVIC conserva tre (IMHO) “pecche” dello Slot tradizionale :
    – servono sempre i commissari di curva
    – le macchine a nolo si possono danneggiare per tamponamenti e “dritti” intenzionali (voi non avete idea di cosa possano combinare certi imbecilli – io, per esempio, a Parigi sono riuscito a tamponarmi da solo avendo dimenticato una macchina in pista e girando con un’altra !)
    – mancanza di realismo dovuto ai binari
    In piu’, secondo Gerard chi ha torto in una collisione dovrebbe secondo coscienza fare un drive-through (si’,lallero), ma questo sarebbe ovviabile mutuando una parte della logica di gestione corsa dello Xlot.

    Ora, sara’ demenza senile, ma io vedo lo Slot/Xlot come potenzialmente l’hobby piu’ diffuso IN ASSOLUTO , e l’unica alternativa valida agli odiatissimi videogames. Ma per ottenere questo occorrono massimo realismo e possibilita’ di dare macchine in affitto – gli amici/amiche di chi pratica devono potersi divertire, non essere adibiti a raccattamacchine !

    Come ho anche detto, presumo che il DAVIC potrebbe essere facilmente adattato alle esigenze dello Xlot, ed e’ quello su cui ho contato per diverso tempo. Visti pero’ i ritardi, ho avuto la fortuna di trovare quest’altra ditta (italiana, tra l’altro) che e’ interessata e che mi sembra abbia una competenza ancora maggiore

    Ciao
    Beppe

    • Beppe,
      come ti ho detto la tua idea mi piace.

      La mia perplessità sta nel fatto che:
      1) si tratterebbe di una svolta epocale non facile da far digerire agli slottisti
      2) i costruttori di piste non sarbbero interessati. Non venderebbero più i set ai privati
      3) tutte le macchine andrebbero modificate

      Come vedi anche lo stesso Davic, che per altro utilizza una pista classica, ha i suoi problemi.

      Posso solo sperare di vedere quest’opera dal vero e provarla.
      Sicuramente un test a Novegro potrebbe essere interessante ma se vuoi cercare di sfondare l’unica è presentarlo a Norimberga.

      ciao

      Alberto

    • Ciao Beppe,
      mi permetto di dirti la mia impressione.
      Il tuo progetto non puo’ non risultare interessante data l’originalita’ ma, personalmente, lo vedo adatto solo a delle realta’ “commerciali” dove la pista e le auto vengono noleggiate.
      Vista in un’ottica diversa, e cioe’ quella dei nostri clubs, vedo molto piu’ promettente il sistema DAVIC.
      Tu stesso qualifichi come “pecche” delle cose che nei nostri clubs sono praticamente inesistenti:

      – servono sempre i commissari di curva
      Questo credo non sia mai stato un problema, anzi, spesso, visto che i presenti vogliono vedere l’andamento della gara, ci sono intorno alla pista piu’ commissari di quelli richiesti.
      – le macchine a nolo si possono danneggiare per tamponamenti e “dritti” intenzionali
      Non mi risulta che ci siano clubs dove le macchine vengono noleggiate.
      – mancanza di realismo dovuto ai binari
      A questo si puo’ ovviare adottando la soluzione che, probabilmente, utilizzera’ la Fly quando decidera’ di commercializzare la sua pista, e cioe’ i binari di metallo brunito tali da confonderli con il colore della pista.

      Il sistema Davic si avvicina, seppur con tutti i limiti dovuti agli scambi ed alla possibilita’ “reale” che si formino trenini di macchine fino allo scambio successivo dove, peraltro, non e’ detto che il trenino si riformi esattamente com’era.
      Il fatto che pero’ le macchine possano ancora uscire dalla corsia, esattamente come succede ora, e che l’unica modifica richiesta sia l’utilizzo di un decoder, rende il sistema DAVIC, sempre a parer mio, meno “rivoluzionario” del tuo e quindi di piu’ facile assimilazione da parte nostra.

      Cio’ non toglie che spero di poter essere tra coloro che avranno la fortuna di provare il tuo sistema.

      Un saluto, Gattaccio.

  4. Mi sembra che gli ultimi due interventi di Alberto e Gattaccio siano perfettamente centrati.

    Gattaccio ha ragione nel dire che il sistema DAVIC sarebbe piu’ facilmente assimilato dai clubs – certamente, le corse sarebbero piu’ dinamiche e questo porterebbe anche ad un discreto aumento dei praticanti.
    Ed io ripeto la domanda : c’e’ qualcuno che andra’ a Norimberga e/o che puo’ chiedere a Joan Basas di Cric Crac se ha veramente intenzione di produrlo ?

    Ma qui arriviamo al nocciolo della questione : essendo i costi per il passaggio al DAVIC oppure allo Xlot sensibilmente gli stessi (l’elettronica pesa, e gira e rigira la pista tocca cambiarla anche con il DAVIC, se non altro perche’ l’usura si concentra sulle due corsie favorite), perche’ fermarsi ad una evoluzione e non pensare ad una rivoluzione che faccia esplodere il giro dello Slot a 50 volte quello attuale, dove noi saremmo i leaders e non a rimorchio degli altri ?
    Per quello che ho imparato in quest’ultimo anno, la risposta non inzuccherata e’ : perche’ al tipico slottista italiano la situazione attuale, tranquilla e conviviale, sta bene – mentre invece lo disturba la prospettiva di essere gettato sotto i riflrttori nell’inevitabile caos di molti nuovi arrivati.

    Circa Alberto 2) & 3), : le modifiche al pianale delle macchine attuali per installare la nuova guida sono minime, ed al limite uno potrebbe passare dalla configurazione Slot a quella Xlot o viceversa in 5 minuti. Riguardo all’opposizione delle case che vendono piste non saprei – tutto sommato ce ne sono molte altre che piste non ne fanno, e tutte beneficerebbero dall’aumento della vendita di macchine ed accessori.

    Ai fini pratici, comunque, abbiamo tutto il tempo (fino all’estate, almeno) per interrogare la nostra psiche – e per decidere se per caso non ci piacerebbe metterci finalmente in proprio e gestire una pista

    Cordialmente
    Beppe

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