Un giro in soffitta… Un tuffo nel passato.

La soffitta di cui vi parlo in questo articolo è quella di un grande dello slot italiano, Roberto Addia, appassionato di Formula 1 e co-fondatore con Martinez dello Slot Palace di Catania (vi ricordo che nei giorni 16-17 agosto lo Slot Palace ha festeggiato il trentennale con una gara con auto Policar). http://www.italiaslot.com/ modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=7601

Vi lascio alle immagini di queste macchine, sicuro che tanti di voi riconosceranno e commenteranno. Grazie "Bobby" per averci aperto le porte della tua soffitta. Giacomo Grazioli.

Si, tutto molto bello, ma andiamoci piano. Innanzitutto è suggestiva l’idea della soffitta, un luogo ove custodire ricordi troppo polverosi per potere essere ricordati. Molto suggestivo se parlassimo di una casa "normale", ma casa Addia non è una casa normale. Casa Addia sembra costruita attorno a ad una collezione di modelli slot ed altri memorabilia slottistici che possono andare dagli originali Caschi d’Oro alle pubblicazioni originali d’epoca. Lo slot quindi come nucleo fondante dell’ambiente domestico.

Per quanto riguarda l’ambito più strettemente modellistico bisogna riconoscere diverse fasi. L’inizio, Addia è sempre monomaniaco, prende lo spunto e concentra tutta l’attività sulla riproduzione delle auto di Lauda. Lauda in tutte le salse ed in tutte le varianti. L’auto di Lauda, il casco di Lauda, la Tuta di Lauda; ma non basta, la follia umana non conosce limiti ma quella slottistica è peggio, in gara Ro.Ad. cerca di comportarsi "laudescamente", così, se per caso si rende conto di avere margine per vincere una gara, anzichè procedere del suo passo rischia tutto per comportarsi come, secondo lui Lauda si sarebbe conportato in quel frangente (!!!).

Dopo la fase laudesca tramontata insieme alla carriera agonistica del campione austriaco, inizia una fase modellistica più generica nella quale distiguiamo, a sua volta, tre momenti differenti. Un primo momento nel quale avere una carrozzeria in qualche modo riproducente corrispondeva solo ad una esigenza dettata dal regolamento tecinico e da una regola morale non scritta (almeno una decals). Poi l’abilità modellistica si sviluppa e diventa esercizio tecnico astratto anche dalle passioni, questa fase porterà il nostro a riprodurre finanche le detestate Ferrari. Infine l’involuzione della tecnica modellistica sacrificata alle nuove tendenze slottistiche dei formulini metallari. Nota del redattore: secondo me la Theodore numero 34 è mia. Considerato che sono passati almeno 28 anni, quando diamine me la ridai?


Quanto sono state importanti le Can.Am e le monoposto a ruote coperte (come sempre senza pilotino) per lo slot!

Le decals Parmalat sparse dapertutto senza alcun criterio (oltre a menare gramo su una delle più solide aziende italiane) nascondono molte storie. C’è innanzitutto, a questo punto lo immaginerete già, l’occasione per riprodurre, prima per bene, successivamente a sproposito le livree laudesche, ma c’è anche il ricordo quasi imperituro di una visita- sacceggio della sede della Polistil a Milano, di cui le decals sono solo la perte visibile, sotto cui sono nascoste tonnellate di teali, spazzole, gomme, cerchi, rapporti, etc.

La bellissima Lancia Stratos non antiurto, probabilmente verniciata Humbrol o sottomarche.


Nel mucchio indistinto dei telai oltre ad una riconoscibilissima Tover prima serie, si riconoscono autocostruiti di diverse ere geologiche, in ottone (che adesso nelle categorie IMCA è tornato in auge), acciaio inox, acciaio armonico.

Ma tra tutti i tesori custodoti in casa Addia, l’ultima volta che ci sono stato, il migliore mi è sembrato la pizza della signora Antonella Addia, sarà che sto diventando troppo vecchio o che la pizza è diventata troppo buona? Domenico Martinez

Riguardo

Moto, Auto, Kart e Slot Car

3 commenti su “Un giro in soffitta… Un tuffo nel passato.

  1. Una ottima documentazione, impressionante il numero di telai proto e F1 che sembrano comunque ancora ben assemblati e funzionabili. Da ARCHIVIO, complimenti anche per lo sforzo fatto a suo tempo per costruire i telai, non oso pensare all’investimento in ore… ne sò qualcosa anch’io…

    Un dettaglio? se ben ricordo tutte le scoperte dovevano avere il pilotino con testa, braccia, busto, anche le Can-Am.

    Ricomplimenti per la rassegna.

    • c’è stata una precisa proposta durante un’assemblea per obbligare il montaggio del pilotino, non ricordo l’anno ma la località sì, a Cigoli: ebbene fu l’unica proposta ad essere stata respinta e questo fatto è registrato nel verbale che, purtroppo, è toccato a me redigere.
      I tempi cambiano…

  2. BENE BENE BENE, Mi fà piacere constatare che non sono il solo ad essere “malato” di Vintage da queste parti. Comunque, complimenti vivissimi per la collezzione. Anch’io, ovviamente, ho un bel pò di roba, ed ancora più RETRO’, e mi farebbe tanto piacere – se si potesse organizzare un appuntamento Reggionale annuo – potere incotrare i tanti vetereni e collezzionisti SLOT CAR, ed insieme, poi, mettere le basi per un eventuale meeting Espositivo e – perchè nò – anche competitivo.

    CIAO A TUTTI. ORTNER
    Giancarlo Guagenti

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