XIX Meeting Vintage Internazionale di Torino

Il tema di questa edizione del raduno era per la scala 1/24 un monomarca della mitica casa americana Russkit; nella scala 1/32 per i modelli, tutti in plastica, l’unico limite era invece costituito dalla data di fabbricazione antecedente al 1972.
Il tutto condito dalla affascinante borsa scambio, con banchetti più o meno professionali di appassionati provenienti da tutto il mondo; sicuramente l’evento più internazionale a cui abbia partecipato in Italia (i concorrenti stranieri erano più di quelli italiani!) e tutto frutto del lavoro di un unico club: l’ormai leggendario ECA Club di Torino che sin lontano 1964 continua a farsi onore sulle piste di tutto il mondo.

IMMAGINE NON RECUPERABILE

IMMAGINE NON RECUPERABILE

La particolare formula di gara consiste, per entrambe le scale, in un concorso di modelli sottoposti alla severa valutazione degli stessi appassionati partecipanti, seguito da una “normale” competizione in pista sulla distanza di 12 minuti.
La pista, come avviene dal 2002, è una bellissima Carrera a quattro corsie che ha sede nella signorile (a dir poco) “succursale” dell’ECA Club ospitata da Ezio Scisco.

IMMAGINE NON RECUPERABILE

Anche Torino ci ha messo del suo per la migliore riuscita del Meeting: il sole molto più che primaverile ci ha permesso una serie breve ma indimenticabile di pranzi e cene all’aperto.
A margine dell’evento, pochi fortunati testimoni hanno potuto assistere alla cerimonia durante la quale un comprensibilmente emozionantissimo Edo Bertoglio è stato nominato, beato lui, socio onorario dell’ECA ricevendo nientepopodimenocchè da Bruno Novarese in persona le insegne ufficiali del Club.
Non potete neanche sperare che vi racconti a parole quanto belli fossero i modelli impegnati in gara o semplicemente esibiti. Lascio spazio a qualche foto nella speranza di rendere l’idea dell’emozione.
La gare sono state un trionfo per Bruno Novarese che ha sbaragliato la piazza nei concorsi sia per quel che riguarda l’1/32 che l’1/24; in pista ha dovuto ingoiare polvere dagli avversari in 1/32 senza per altro mettere mai in dubbio la vittoria finale; in 1/24 si è imposto con una superiorità inaudita: ha vinto la gara superando il primo delle batterie precedenti quando mancavano ancora quaranta secondi di gara.

IMMAGINE NON RECUPERABILE

Su questi presupposti la classifica combinata ha assunto i toni di una mera formalità.

IMMAGINE NON RECUPERABILE

La più rara delle macchine portata in gara è stata la Porsche 907 Russkit presentata e guidata da un mito vivente dello slot come l’americano DeLespinay: il particolare telaio in ottone è stato costruito in soli 3 esemplari!
Personalmente per la gara 1/24 ho avuto l’onore immeritato di poter portare in pista una macchina non solo bellissima e rara ma anche tutt’ora performante ad onta dei numerosi decenni che si trascinava sul groppone. Potrete capire l’insolito esercizio di chi come me si impegna per il massimo risultato in pista, perseguito stavolta con il massimo rispetto per un mezzo che vale senz’altro più del dito che lo guida.
Un discorso a parte, di due capitoli, merita l’aspetto culinario del Meeting.
La cena istituzionale e, mi dicono, tradizionale al Ciacolon, non ancora sponsor ma certamente fornitore tecnico della manifestazione, raffinata e conviviale rassegna di specialità torinesi con porzioni da guinnes dei primati vale già da sola la trasferta.
Il secondo capitolo lo merita l’ospitalità di casa Scisco: l’intera famiglia si è adoperata dall’alba al tramonto affinché una intera mandria di ospiti vivesse questo lungo fine settimana nella maniera più felicemente indimenticabile; la squisitezza dei (ripetuti) pranzi in giardino è stata seconda solo a quella della padrona di casa: il suo personale impegno ha strappato applausi a scena aperta.
In sede di consuntivi, una nota statistica del Presidente Franco Uliana mi segnala approssimativamente (per difetto) intorno ai Kg 7.5 la quantità media di cibo ingurgitato da ogni singolo partecipante nel corso della manifestazione.
Nell’occasione più marcatamente vintage dell’anno non poteva che essere comico il rapporto con la tecnologia: tre i PC portatili utilizzati per la gestione della gara, nessuno dei tre compatibile in alcun modo con gli altri, né per quanto riguarda il software che quanto riguarda l’hardware, nessuno in grado di dialogare con le periferiche disponibili e tutti e tre disprezzavano apertamente la stampante; meno male che il Wincrono ha resistito stoicamente a ben 3 (tre) blackout, causati per altro dalla dispendiosissima preparazione dei già citati banchetti, senza perdere un solo dato.
Una nota ed il massimo rispetto li merita il mio compagno vegetariano Mr. John Roche che è partito in moto dall’Inghilterra per partecipare al Meeting (ed alle relative pantagrueliche mangiate) e classificarsi ultimo! Gli sarà stato di adeguata consolazione (non magra, anche perché il termine non gli si confà) essere premiato, oltre che con la immancabile bottiglia di barbera) con la nuova bellissima Ostorero in inedita livrea europea messa palio per lenire le sofferenze del peggio classificato.
Invito tutti gli altri partecipanti a linkare al più presto numerose le loro immagini perchè le poche che ho a disposizione da sole non sono sufficienti a rendere merito a questa manifestazione.
 
Al termine della ricchissima cerimonia di premiazione, durante la quale mia moglie Tiziana ha pensato che fosse il caso di fotografare solo me, officiata da un triunvirato di autorità in alta uniforme (il Presidentissimo Franco Uliana, il socio anziano Giovanni Montiglio e l’anfitrione Ezio Scisco) è stato rivelato il segreto (già trapelato) del tema della prossima edizione, la ventesima (!!!) che vedrà, il primo fine settimana di maggio 2009, una sfida suggestiva tra i modelli Revell e quelli Monogram.
Personalmente devo ringraziare Lucio Cocchi per la straordinaria Russkit, tutto l’ECA Club per il solo fatto di esistere e ancor di più particolarmente Franco Uliana per la disponibilità e per la pazienza ed Ezio Scisco per la straordinaria ospitalità.
Io c’ero.

Riguardo

Slot racing

8 commenti su “XIX Meeting Vintage Internazionale di Torino

  1. …..e bravo Mimmo….come al solito e’ un piacere leggere i tuoi commenti a gare e manifestazioni di “un certo spessore”….QUESTO E’ LO SLOT!!!! Vedere tanti modelli vintage con cotanti illustri ospiti e padroni di casa fa ACCAPPONARE LA PELLE!!!!!!!!…..Ma piuttosto chi e’ quel GIOVANOTTINO che tieni sulle tue ormai vecchie ed insicure braccia???? Per caso vorrebbe intraprendere la NEFASTA carriera di uno slottista dal nome MARTINEZ???? Fammi sapere…ahahahahaha

  2. Voglio ringraziare pubblicamente Mimmo da questa tribuna virtuale, per l’entusiasmo con cui si è lanciato in questa avventura per lui così inconsueta.
    Spero che sia da esempio per gli altri slottisti italiani un po’ titubanti e incerti verso le gare con le slot vintage. In fondo Mimmo è la dimostrazione che quando c’è il manico si può fare bella figura in qualsiasi categoria.
    Ti aspettiamo l’anno prossimo come ospite d’onore, con moglie e figlio al seguito.

  3. Oh! Arrivano le prime foto! Grazie UFO.

    Innanzitutto le foto dei due straordinari modelli con i quali Bruno Novarese ha sbaragliato l’agguerrita concorrenza.
    La Russkit 1/24…

    IMMAGINE NON RECUPERABILE

    … e la IMC 1/32

    IMMAGINE NON RECUPERABILE

    Uno scorcio della cena di gala al Ciacolon: il tavolo delle signore. Assente giustificatissima la signora Scisco che già preparava per l’indomani.

    IMMAGINE NON RECUPERABILE

    L’albo d’oro della manifestazione.

    IMMAGINE NON RECUPERABILE

  4. Per chi non dovesse avere un’idea chiara di cosa rappresenti Philippe de Lespiney per lo slot.

  5. per quanto riguarda le foto, eccovi, per ora, un’immagine della Cobra (Scalextric CK1) che mi ha permesso di conquistare un secondo posto alle spalle di un incontenibile Bruno Novarese.
    Naturalmente merito della parte estetica è di Paolo Dapretto – DPSlot: è stata molto apprezzata anche da “Herr Doktor” in persona de Lespinay.

    IMMAGINE NON RECUPERABILE

    in gara, poi, ho sostenuto uno storico duello contro la Corvette di Maurizio Primo, risoltosi soltanto negli ultimissimi secondi causa una sua disastrosa uscita dovuta però al rendimento altalenante del suo motore.

    Ringrazio Mimmo di aver portato in gara la mia Chaparral 1/24 e della grande battaglia che abbiamo portato avanti per tutta la nostra batteria (mai più di uno-due metri tra noi fino all’ultima corsia): sapevo che quel motore aveva qualcosina in più, ma ho puntato sull’estetica migliore della Ferrari P2 per un piazzamento nella classifica finale.

    Altre foto quanto prima, però nel frattempo sto impazzendo per montare i filmati girati durante tutto questo grande week-end.

I commenti per questo articolo sono chiusi.