Toyota GTone – Il primo amore non si scorda mai

Quando l’avevo vista nella vetrina del negozio, ricordo che era stato amore a prima vista, non vedevo l’ora di metterla in pista. Talmente superiore a tutte le altre slot da usarla fino alla noia.
Inoltre, è stato fotografandola in pista, che è nata l’idea del sito amazing shot slot car; una fotografia in particolare con 4 Toyota Gt one a fari accesi in prossimità della curva, ha sempre suscitato emozione e stupore.

Pur andando molto forte, il suo punto debole era l’affidabilità, i materiali con cui veniva costruita erano decisamente scarsi, supporti motore che si rompevano, anello del PK fragile e una serie di altri guai che la rendevano una macchina a rischio per gare di durata o per un intero campionato senza continue sostituzioni e manutenzioni.

Poi sono arrivate altre tecnologie, la vecchia Toyota non ha potuto reggere il confronto e, quasi senza accorgermene, è stata abbandonata del tutto.
Gli anni passano ma le forme sinuose della Gtone hanno ancora un fascino unico.

Con mia grande sorpresa, pochi mesi fa la Scaleauto presenta alla fiera di Norimberga un nuovo modello di Gtone con telaio all’avanguardia.

La carrozzeria è la stessa che veniva montata sulle ProSlot, ma tutto il resto cambia in modo radicale.
Il telaio monta un supporto motore Slot.it, assali professionali con corona 28 denti sempre Slot.it, cerchi in alluminio a 5 razze e pk a vite.

Il motore è uno Scaleauto cassa corta da 29.000 giri con pignone in plastica da 9 denti.

La vera novità sta nella regolazione di assetto per l’assale anteriore; con una chiave a brugola, la stessa che serve per smontare i cerchi e la corona, è possibile alzare o abbassare l’assetto della macchina per adattarla ai vari tipi di piste.

Non servirà più avere treni di gomme anteriori tornite con vari diametri, ma sarà sufficiente avvitare o svitare le 4 brugole (2 sotto e 2 sopra il telaio).

Il telaio è ben fatto, robusto e soprattutto combacia perfettamente con la carrozzeria.
Due cose non mi hanno favorevolmente colpito, le prima è il pignone in plastica montato di serie, uno in ottone sarebbe stato certamente più indicato.
La seconda è perché, dopo aver fatto un gran bel lavoro sul telaio, si sia utilizzata la carrozzeria Proslot. Provate ad immaginarvi la Toyota GTone con la presa d’aria sul cupolino del tetto e quelle sui passaruota aperte, i fari anteriori e le luci posteriori con i vetri, le antenne e altri particolari che oramai siamo abituati a vedere su molte auto slot.
La macchina è chiaramente fatta per le competizioni e il costruttore ha evidentemente evitato di montare inutili particolari, in più, il classico abitacolo Proslot è stato sostituito con uno in Lexan.
Poco male, basta una verniciatura per rendere il tutto più accattivante.

Prova in pista

La Toyota Gtone in pista dà subito una bella sensazione di sicurezza, le gomme di serie garantiscono un’ottima tenuta e dopo pochi giri di rodaggio si cominciano ad apprezzare anche dei tempi di tutto rispetto.

La macchina si inserisce molto velocemente anche nelle curve più strette, solo una brusca accelerazione in uscita la scompone facendogli perdere il retrotreno, ma basta una guida pulita per stupirsi di ciò che è in grado di fare.

Miglior tempo in corsia verde della pista Ninco di prova con la macchina completamente di serie: 11,68, detto così non vi dirà molto, ma vi basti pensare che, come uso di solito fare quando voglio confrontare due modelli della stessa categoria, ho montato motore e assali della Gtone su una Dallara e i tempi sono saliti a 11,83.

Ho provato più volte a invertire varie meccaniche e la Toyota ha dato sempre un risultato migliore, in più, per il mio tipo di guida, mi è parsa anche più facile da guidare, più sincera.

A questo punto mi è parso d’obbligo provare a prepararla secondo il regolamento ANSI (ricordo che la Toyota è in fase di omologazione e quindi, per il momento non è possibile utilizzarla per gare Interregionali).
Innanzi tutto non ho voluto sostituire i rapporti di serie per avere un confronto anche con la macchina di serie, per cui ho montato delle gomme posteriori incollate al cerchio e ho aggiunto poco peso sul pianale.

I tempi sono subito scesi a livelli da record, 10,69 il miglior giro e una media sui 10,8. Per verificare la bontà dei tempi, vi rimando alla tabella dei migliori tempi fatti registrare durante l’ultima gara GT ANSI al Milano Slot dove il miglior giro in corsia verde è stato di Riverso con una Nissan in 10,69 (manco a farlo apposta lo stesso tempo), mentre quello della miglior Dallara (Oliva)10,74.
La prova del nove l’ho avuta quando ho montato sulla Toyota le stesse gomme usate da Tommaso (10 anni) sulla Dallara, sempre nell’ultima gara e poi l’ho fatto girare.
A parte il suo commento positivo, girava costantemente in 11,7, mentre in gara non era riuscito a scendere sotto i 12,00.

Rivedremo le Toyota Gtone in gare titolate? Io spero proprio di si, fosse solo per vedere un altro modello che si aggiunge alle dominanti Dallara e Nissan.

Riguardo

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10 commenti su “Toyota GTone – Il primo amore non si scorda mai

    • > Quanto pesa la carrozzeria?

      E ti pareva che Emilio non infilava un braccio intero nella piaga? 🙂

      La carrozzeria – che è identica a quella Proslot, ma con l’interno in lexan – pesa meno di 15 grammi.

      Ora, come noto il regolamento dice:
      “I modelli con carrozzeria di peso inferiore ai 16 gr, salvo motivate eccezioni, non saranno omologati.”
      non ci resta che sperare che venga trovato un valido motivo per l’eccezione…

      Ciao
      Marco

      • …o utilizzare le vecchie carrozzerie Proslot che ne pesavano 18. Credo che sarebbe meglio questo piuttosto che non fare un’eccezione ad una buona regola.

        Ciao
        Maurizio

        • Ciao Maurizio,
          sarei sostanzialmente d’accordo con te (fra l’altro personalmente muoio dalla voglia di riesumare la mia adorata Toyota), MA…
          Se non vado errato le Proslot non sono più in produzione, come a dire: “chi ce l’ha ce l’ha, chi non ce l’ha s’impicchi!”.
          Già mi immagino il mercato nero di vecchi interni Proslot… e io – fessacchiotto – che l’avevo smontato per metterci l’interno Gom in lexan e non mi ricordo più dove ho messo quello originale? 🙂

          Più seriamente: ma non si fa prima a riesumare la vecchia e vituperata regola della zavorra sotto al tetto?

          Ciao
          Marco

          • Ci ripenso come i cornuti.

            A proposito di abitacolo originale Proslot, ho clamorosamente sbagliato qualcosa io, o ha dimensioni tali da non lasciare abbastanza spazio per i motori a cassa lunga?

            No, perché ci mancherebbe solo la beffa dell’omologazione del solo vecchio abitacolo con l’impossibilità di montare il King 21K, che – almeno sulla pista di Roma – ha un chiaro vantaggio sugli altri motori omologati.

            Ciao
            Marco

  1. Anch’io come te trovo che la Toyota abbia sempre avuto un fascino tutto suo, gran bel lavoro la tua prova in pista, complimenti.
    Andrea Lucisano “Il Cavallino Sanremo”

  2. A prescindere che le Toyota Proslot si trovano ancora in commercio, sarebbe veramente un peccato se questo modello non venisse omologato.
    Ai tempi della sua uscita lo si è penalizzato a tal punto da renderlo inutilizzabile nelle gare ANSI, ora che torna con un pianale serio lo si penalizzerà per la carrozza troppo leggera.
    Certo che se dovesse essere così, questa macchina è particolarmente sfigata.
    Mi rivolgo a tutti quei produttori che sfornano boccole, viti, cerchi, copricerchi e accessori vari:
    AAA cercasi abitacolo per Toyota GTone con pilota ciccione soprattutto nelle caviglie.

    • Senz’altro lasciare la Toyota senza via di scampo sarebbe un delitto. Primo perchè è una bella macchinetta poi perchè ad altre macchine consentiamo di avere la scelta di 2 o 3 supporti motore nella versione alta o bassa con le diverse motorizzazioni, invece alla GT1 non vogliamo permettere neppure di montare la carrozza Proslot che, tutto sommato, è quella originale.

      Zik

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