VELOSPIEGA MIMMOMARTINEZ: 2- Il Campionato Siciliano.

Il Campionato Siciliano ha una tradizione, una storia ed una conseguente dignità, che a vederlo oggi, con queste garette e queste piccole recenti beghe da cortile, non ci credereste.
C’è anche un difetto di documentazione che, all’epoca della F.S.I., entità dotata, come tutti all’epoca, di memoria cartacea, non assumeva particolare rilievo; oggi la ben più organizzata (?) A.N.S.I. potrebbe, soddisfatta finalmente l’esigenza di memoria storica relativa alle attività nazionali, organizzare un piccolo archivio che documenti almeno per sommi capi, le principali competizioni regionali e interregionali da essa stessa patrocinati.
Nel frattempo, sfruttando il vuoto informativo, c’è chi approfitta per millantare successi in campo regionale.
Così mi sono convinto che sarebbe potuta valere la pena di rimboccarsi le maniche e cercare di dare un segno di buona volontà, ricostruendo tutta la storia del campionato Siciliano Slot.
Ho preso il telefono, ho parlato con Addia e gli ho detto: “rimboccati le maniche perché devi ricostruire tutta la storia del campionato Siciliano Slot. Vorrei farlo io, ma, come sai, ho la memoria che tende a romanzare. Tu che sei scientificamente analitico, ricostruisci il dato storico, poi io darò una nota di colore”; più o meno è andata così, ma, come ben sapete, ho la memoria che tende a romanzare.
Addia discende quindi lungo gli anfratti della propria memoria analitica e in soli due mesi di lavoro matto e disperatissimo riesce a ricostruire tutti gli eventi più remoti.
Non appena entro in possesso del documento contenente la ricostruzione, sfidando le creature che vivono nelle profondità della mia cantina, notoriamente collocata sulla bocca dell’inferno, rientro in possesso delle mie collezioni complete di “Slottistica”, “Sicilia Slot” e “Slot di Sicilia”.
Con ciò possiamo affermare che ogni ricordo di Addia è stato puntualmente confrontato con la documentazione cartacea originale dell’epoca. Più scientifico di così!
Cominciamo con l’albo d’oro:

1982

Produzione: Roberto Addia
Prototipi: Giacomo Tallo

1983

Prototipi: Davide Cuntrò

1988:

Assoluto: Pino Pitari
Produzione: Pino Pitari
Prototipi: Umberto Lunardi

1989

Assoluto: Umberto Lunardi
Produzione: Umberto Lunardi
Prototipi: Umberto Lunardi

1990

Produzione: Silvestro Pitari
Prototipi: Umberto Lunardi
Formula 1: Domenico Martinez
1/24: Domenico Martinez

1991:

Produzione: Gino Conti
Prototipi: Aurelio Salerno
Formula 1: Roberto Addia

1992

Produzione: Roberto Addia
Prototipi: Pino Pitari
Formula 1: Santo Calvo

1993

Produzione: Giuseppe Colletta
Prototipi: Giuseppe Colletta
Formula 1: Giuseppe Colletta

1994

Produzione: Roberto Addia
Prototipi: Vito Donato
Formula 1: Pino Pitari

1995

Produzione: Maurizio Sugameli
Prototipi: Pino Pitari
Formula 1: Maurizio Sugameli

1997

Produzione: Roberto Addia

2000

GT: Roberto Addia

2001

GT: Davide Santagati

2002:

GT: Davide Santagati

2003

GT: Davide Santagati
DTM: Calogero Alcamisi
Classic: Felice Mirone

2004:

GT: Davide Santagati
DTM: Fabio Amodeo
Classic: Davide Santagati

La nostra storia inizia quindi nel 1982; cronologicamente con il “produzione”; nulla più che un timido inizio, ma Addia, allora giovanissimo, non perde l’occasione per mettersi in mostra con i mezzi dell’epoca, la leggendaria Speedy Slug prodotta dalla torinese Tover e motorizzata Mabuchi (ma c’era ancora chi preferiva la Parma Womp-womp); le piste erano solo quelle dello Slot Club Catania Targa e del Mini Autodromo Bandini; già da allora boicottato lo Slot Palace che organizza un meeting regionale non valido per il campionato (ovviamente vince Addia, nell’occasione su Foresta e Cuntrò; la gara è leggendaria perché Addia riceve la sua prima Tover in kit già in regime di parco chiuso, la monta e vince!).
La (sorprendente) macchina organizzativa si mette in moto sul serio a Trapani il 28 febbraio 1982 con quello che allora era denominato campionato Prototipi (dal ’87 “gruppo C” e dal ’94 “Eurosport”).
Campionato già articolato in otto gare equamente divise tra est ed ovest, sulle piste di Catania, Ribera, Siracusa e Trapani.
Vince, al termine di una stagione incertissima, il riberese Giacomo Tallo, coronando un inseguimento iniziato sin dalla seconda gara, dato che il 28 febbraio la macchina di Giacomino “viene scoronata” dal maldestro intervento del commissario di curva Salvatore Sarullo.
Grande successo di partecipazione numerosa e qualificata, venti piloti circa a gara (stiamo parlando di ciò che venti anni dopo sarà denominato metallo) e fiore all’occhiello, vittoria di Bruno Novarese nella settima gara (la seconda ospitata a Ribera), allora già cinque volte campione d’Italia (sei volte con la vittoria che sarebbe giunta dopo l’estate) e probabilmente lo slottista (allora) più forte del mondo, e altrettanto prestigioso piazzamento al quarto posto per Franco Uliana allora segretario flexy della Federazione Slot Italiana (tre titoli italiani per lui).
Curioso il fatto che Novarese abbia vinto alla guida di un telaio prodotto dagli inglesi della factory “1-0-1”, tutti gli altri finalisti, il secondo, il terzo ed il quarto classificato, Tallo, Sarullo e Uliana, usavano i leggendari telai Novax.
Se vogliamo dare ascolto alle cronache dell’epoca, Novarese aveva preferito lasciare a Torino il modello preferito per non essere costretto dai numerosi fans siciliani a disfarsene a fine gara.
Allora (solo) i migliori utilizzavano già i motori X88 e le clamorose gomme White Manbas, da noi meglio conosciute come “ASP bianche”, dal nome della ditta produttrice e dalla caratteristica colorazione bianchissima.
Una nota di costume: su “Slottistica, il notiziario flexy della FSI”, nei numeri di allora, si presentava già come un fatto noto e risaputo la rivalità tra Slot Club Catania e Slot Palace.
Gli slottisti siciliani vengono in quella occasione descritti quasi con scetticismo “ancora in affinamento”.
Giacomo Tallo a questa gratuita affermazione risponde come sa (o meglio come sapeva, dato il suo attuale distacco dal mondo dello slot) perché la lunga avventura del campionato del 1982 non è ancora finita, la suntuosa premiazione prevede (anche) la partecipazione dei primi due classificati alla gara di campionato italiano prototipi di Torino, nella sede dell’ECA Club, allora dominatore sulla scena nazionale; in quella occasione Giacomino Tallo dopo la severa batteria di qualifica (3 minuti per 4 corsie) si qualifica addirittura quarto!
L’evento e la pista presentavano difficoltà enormi; non fosse bastato il livello dei partecipanti, il tracciato, in legno, non prevedeva tratti rettilinei, solo curve di diverso raggio; me lo ricordo bene, c’ero, nonostante il fatto che ne io ne Addia riuscimmo a qualificarci (allora le qualificazioni prevedevano una vera procedura selettiva).
La gara quindi entra nella storia anche per l’esordio nel campionato italiano prototipi di giovanissimi slottisti che avranno modo di farsi conoscere: Addia, Martinez, Sarullo ed un certo Maresca (!).
L’anno successivo vide la vittoria per la categoria di punta di Davide Cuntrò, probabilmente il più grande talento e lo slottista più completo nella lunga tradizione siracusana, rappresentante di quello che allora si chiamava Mini Autodromo Lorenzo Bandini nella meravigliosamente pittoresca sede di Ortigia.
Negli anni immediatamente successivi la partecipazione degli slottisti siciliani al campionato italiano diventa massiva, i club siciliani assumono maggiore importanza all’interno della F.S.I., il Mini Autodromo Bandini, lo Slot Palace e il Centro Accademico Rauni organizzano gare di Campionato Italiano, ma la parabola si compie in breve tempo.
Causa il disagio di trasferte troppo onerose, le distanze tra lo slot Italiano e quello isolano si fanno nuovamente notevoli.
Lo slot siciliano, quanto mai “isolato”, è costretto ad organizzarsi autonomamente: viene costituita la Federazione Siciliana Slot presieduta dal giovane sottoscritto, ci si dota di un bollettino informativo, la vivace fanzine “Sicilia Slot”, che cerca di perpetuare il mito di Slottistica (che a fine anno chiuderà tristemente i battenti), si rilancia il Campionato Siciliano.
Così nel 1988 il primo campione assoluto della neonata Federazione Siciliana è nuovamente un siracusano, Pino, il maggiore della triade dei Pitari; il produzione di allora è praticamente un monomarca Club-kar; il club di Taormina entra ad arricchire il parco dei circuiti siciliani (ma i catanesi frequentano la due corsie dello Slot Club Targa di Gravina), ma il fenomeno emergente è il giovanissimo (quasi infante) Umberto Lunardi.
Nel 1989 l’ancora troppo giovane trapanese vince a mani basse tutti i titoli in palio (avvantaggiandosi del fatto che io facevo il militare?).
Ormai si gareggia esclusivamente per vedere se c’è qualcuno in grado di batterlo.
Lo spunto viene fornito dall’ormai tradizionale G.P. d’Estate, organizzato per riunire gli slottisti siciliani in vista della nuova stagione, sulla avveniristica pista di Trecastagni, realizzata quasi appositamente da Eusebio Mirone, si disputa la rivincita: l’anno prima Lunardi aveva avuto modo di infierire sugli avversari inermi nell’impianto amico di Valderice.
Mi devo fare vanto del fatto che proprio Domenico Martinez alla guida del leggendario Maresca SM20 riesce ad infrangere il tabù e sconfiggere per la prima volta il marziano.
Infatti l’anno dopo finisce lo strapotere, Silvestro, il minore dei Pitari vince in Produzione, a Lunardi rimane il Prototipi, Martinez vince sia in 1/24, lunghissimo il monomarca Parma (14 gare), che in Formula 1, utilizzando il Maresca 04 fresco reduce dal campionato tricolore; quest’ultima nuova categoria viene inserita gradualmente (solo casse Mura per il primo anno), e si affermerà nelle stagioni seguenti testimoniando la straordinaria vitalità del movimento siciliano (la categoria Formula 1, per le caratteristiche tecniche che le sono proprie, è tradizionalmente quella che trova più difficoltà a diffondersi ed affermarsi).
Ma nel 1990 accade soprattutto che finalmente lo Slot Palace, dopo diversi anni di “vacatio”, riesce a trovare una nuova sede, quella di via Milano, i risultati si vedono subito: in occasione della proibitiva trasferta di Vittoria, categoria produzione, nelle prime quattro posizioni della griglia di partenza ci sono quattro piloti Slot Palace che così monopolizzano la finale: 1° Addia, 2° Martinez, 3° Mirone, 4° Squillaci (!).
Anche per quell’anno il G.P. d’Estate costituisce un piccolo evento, sulla pista dello Slot Palace (la stessa che usiamo ancora oggi) la gara (produzione stavolta) viene vinta dal nuovissimo modello Laser 32 progettato, prodotto e commercializzato dal mai sufficientemente ricordato talento di Franco Gianotti, con alla guida un giovane ma già esperto Antonio Squillaci alla sua prima affermazione regionale, nel bizzarro ordine d’arrivo il secondo ed il terzo, Addia e Martinez (abbiate pazienza, correvamo in casa, finalmente!), pilotano rispettivamente un 32 International della Parma e una Club-Kar.
Nel 1991 si devono rinnovare i vertici della Federazione Siciliana, Roberto Addia è il nuovo responsabile.
Sul piano dell’informazione, “Slot di Sicilia” prende il posto di “Sicilia Slot”.
Uno slottista di Vittoria, Gino Conti, riesce a coronare in produzione la sua scalata ai vertici regionali, invece, sul trono del campionato ormai da tempo denominato Gruppo C rimane un trapanese, Aurelio Salerno, su quello della Formula 1 un pilota dello Slot Palace, Roberto Addia che così riesce a centrare un suo vecchio pallino (io mi piazzo ottimo quinto nell’interregionale nord, ma che centra?).
Bisogna attendere il ’93 per assistere all’affermazione dell’ennesimo talento trapanese, Giuseppe Colletta che si impone in tutte le categorie.
Con il 1994 i trapanesi, a questo punto odiati, si impongono nella categoria di punta, stavolta con Vito Donato, per la settima volta consecutiva! Come guest-star, alle gare di Vittoria partecipa ma non riesce a vincere Paolo Niccolai (il tracciato è assurdo).
Ci penserà Pino Pitari, nel ’95, a riportare a Siracusa il titolo, ormai Eurosport, nell’unica categoria mai vinta da un catanese. Una nota di colore: Umberto Lunari, con un atto collegiale ma non unanime, era stato squalificato a vita. Che succederebbe se si presentasse oggi ad una gara GT? Clemenza ! Clemenza!.
Il mondo dello slot si trasforma, in quegli anni si pratica già molta plastica, ma la Sicilia (quando mai) fatica ad adeguarsi, la Federazione Siciliana si disunisce, solo nel ’97 si disputerà un campionato Produzione e Addia timbrerà il cartellino con puntualità.
Nel 2000, si apre un millennio che sino ad oggi sembrerebbe marcatamente plasticaro, nel timido inizio, manco a dirlo, si impone Roberto Addia, da quel momento in poi, complici anche i flussi migratori, inizia il ciclo tuttora ininterrotto di Davide Santagati e dei suoi “ferrarini” (a dire il vero ormai superati).
Nella più veloce categoria plasticara il titolo non è mai sfuggito ai piloti catanesi; questo potrà valere a cancellare l’onta dei metallari? Boh! Nel frattempo sono già cinque consecutivi.

Riguardo

Slot racing

6 commenti su “VELOSPIEGA MIMMOMARTINEZ: 2- Il Campionato Siciliano.

  1. MIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!
    Ma questa è l’enciclopedia dello slot isolano!!!!
    A quando un report su tutto lo slot metallico dell’epoca?
    Facciamo sentire ai plasticari come ci si divertiva con i produzione monotelaio, monomotore e monogomma!!!
    La mitica speedy slug…ne avrò ancora dieci smontate a casa!!!
    Oh, ma se ci riprovassimo con un telaio metallico semplice, un 16D iperaffidabile e delle gomme in spugna “toste” e le gare sulle piste in plastica?
    Senza tutti stì smanettamenti della plastica…di cui conserverei solo le carrozzerie per una questione estetica…
    Che ne pensate? Chi si fa avanti per mettere eventualmente mano al progetto? potrebbe diventare “l’anello mancante”…

    Alibabà

    • Caro Mimmo nel 98 99 00 lo slot club Francesco Spallino di Ribera ha fatto scuola nel metallo sotto l’ala di Salvatore Sarullo & company vincendo tutti i campionati siciliani produzione ed eurosport 1/24 e nel 1998 il campionato italiano produzione.Strano che Roberto non ricordi nel 98 la sua solidarieta’ con Salvatore Noviello che lo porto’ a non correre. Ciao.

      • Mandami tutti dati che hai o tutti dettagli che riesci a ricordare.
        Grazie

      • Mitico Mimmooooo!!!! Mi hai fatto ritornare ai mitici anni ottanta!!!!

        P.S. Splendida quella foto (futtuta???) del grandissimo Daniele Cuntro’ “bambino”…

    • ….si e’ proprio questa…. ma non era appesa al muro del mitico e “pittoresco” Bandini di Siracusa??!!
      Spero di rivederci a Modica…. pulsante permettendo!!!!

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