Mimmopensiero: una ipotesi di gestione di club.

Vivere serenamente confinati nella miserrima dimensione imposta dagli spazi angusti di uno scantinato (box o soffitta), ed assumere nei confronti della società quello stesso ruolo miserabile e alienato che caratterizza quegli homeless capaci di sopravvivere miracolosamente valorizzando ciò che la comunità scarta, razzolando tra i rifiuti e facendo tesoro di ciò che gli altri considerano superfluo.
Oppure emergere dalle ombre dei sottoscala per accollarci gli oneri e gli onori che solo una sede sociale elegante e prestigiosa, adeguata alle nostre ambizioni slottistiche, può darci.
Ma valorizzare quello scantinato angusto che nessuno mai, per quanto possiamo sforzarci di ricordare, è mai riuscito a utilizzare decorosamente, non è una di quelle piccole soddisfazioni che lo slot (e solo lo slot) è in grado di regalarci?
Ma in fondo nella vita c’è anche dell’altro, se possiamo permettercelo perché non farlo; insomma: si fanno già abbastanza sacrifici, “quando mi dedico al mio hobby non voglio proprio farmi mancare nulla”, etc.
Così inizia una vita scandita dal ritmo delle spese fisse con i canoni mensili che incombono ossessivamente.
Siete in tanti al club, l’unione fa la forza (sicuro?), e così il problema economico diviene una pura formalità.
Eppure qualche difficoltà c’è sempre: qualcuno si dimentica, altri sono impegnati, piccoli disguidi, ritardi; per chi si trova a dover far quadrare i conti diventa un problema.
Guarda un po’ questo problema che sembrava quasi una cosa da nulla ma, a poco a poco, mese dopo mese, mi sta ossessionando.
Ma anche a questo c’è una soluzione. Non conviene comportarsi da esattori e trascorrere tutto il proprio tempo libero dedicandosi ad un frustrante recupero crediti; molto meglio cercare di animare la situazione, coinvolgendo sempre più gente, alimentando l’attività, creando interesse; niente di male: ti stati brillantemente trasformando in P.R. dello slot; poteva succedere di peggio ed in fin dei conti quando tutto funziona ed il club si riempie di gente pagante, vuoi mettere la soddisfazione?
Ma non c’è un attimo di tregua, subito nuovi problemi.
Questa gente che viene a trovarti a cadenze settimanali non è un tuo socio alla pari, sono ospiti.
Attenzione: il termine “socio” non si contrappone al termine “scroccone”; slottisticamente parlando chi non è socio è ospite.
Se non hai frequentato la scuola alberghiera (eccellenti slottisti lo hanno fatto con ottimi risultati) ti rivelo una cosa che potrebbe sorprenderti: gli ospiti vanno trattati con rispetto e con cura, vanno messi a proprio agio, si deve dare soddisfazione a tutte le loro esigenze, si devono curare prima di tutto i loro interessi (inevitabilmente trascurando i tuoi).
Perché? Ma perché la loro presenza è strumentale; perché tramite loro, e quindi inevitabilmente tramite la loro piena soddisfazione, passa la possibilità di mantenere il tuo bellissimo club, le sue comodità e tutti gli agi a cui velocissimamente ti sei abituato (potresti farne a meno?).
Organizzato tutto, messaggiàti i messaggiàbili, telefonàti i telefonàbili, inviate le e-m@il per i telematici, vuoi goderti la gara e ti preoccupi solo di incoronarti per l’ennesima volta dominatore della serata?
Stai prendendo una cantonata.
E’ vero che con gli euro che sei riuscito ad incassare gli ingenui hanno avuto accesso ad un pacchetto di servizi che comporta più oneri che vantaggi per loro stessi (20/24 minuti di gara contro 120 minuti di commissariamento) ma con 30 o 50 euro non ci paghi l’affitto, il condominio, le bollette ed il materiale di consumo.
Ce le paghi con 45/50 serate di questo tipo. A quelle medie, considerando anche le bibite, i caffè, e la cresta sui ricambi, fa poco più di 5.000.000 di vecchie lire che costituiscono un’ottima base per sostenere le spese; forse anche troppo se la considera un’attività senza fine di lucro. Anzi, se ti piacciono i paradossi, posso arrivare a garantirti che nessuno di soci del tuo (ipotetico) club arriva a pagare 5.000.000 di vecchie lire all’anno, ma non voglio forzarti a ragionare troppo; arriveresti a capire che non sei tu socio ad autofinanziare il club che consideri tuo, ma che sono gli ospiti estranei a pagare per mantenere i tuoi lussi.
Quindi a quella brutta gente devi dare soddisfazione, non puoi solo concentrarti a vincere la gara (con ogni mezzo) ma devi stare attento alle loro esigenze; anche ai loro capricci, sono stupidi ma non sono mica bestie.
Si corre il rischio di restare in dieci a sentire l’eco della tua voce in un (bellissimo) locale semivuoto.
La cura per gli ospiti non puoi considerarla conclusa con la pietosa scenetta della raccolta della quota per le iscrizioni.
Lo slottista che non fa parte del club e che conseguentemente è estraneo alla gestione economica interna al club stesso, ha comunque diritto alla più completa trasparenza riguardo alla gestione dei fondi al cui reperimento ha contribuito in maniera continua e non occasionale.
Se il club non ha fine di lucro, ad uno slottista ospite, dichiaratamente escluso in partenza dalla ricca spartizione di premi per la gara o per la stagione, non può essere richiesta una quota d’iscrizione.
Ancora, forzare sistematicamente la classifica del Wincrono per aggiungere ancora altri giri alla tua prestazione che non ti soddisfa mai, non aiuta a risolvere i problemi economici del club, anzi, non ci crederai, ma li aggrava; da quanto tempo non hai più il coraggio di concludere la serata leggendo ad alta voce la classifica della gara?
Se ti riconosci (e ci sono buone probabilità che tu lo faccia) in questo ritratto di slottista è assolutamente inutile che tu ti offenda. In situazioni di questo tipo, a rimetterci, sei solo tu.
Quando ti capita di chiederti “ma che fine hanno fatto questo e quello”, “è da tanto tempo che non si fanno più vedere”, “che stronzi, quasi quasi non li cerco più, anzi quasi quasi li mando affan…”.
Sveglia! Ti ci hanno già mandato loro da tempo!

Riguardo

Slot racing

8 commenti su “Mimmopensiero: una ipotesi di gestione di club.

  1. In primo luogo vorrei solo rivolgere un pensiero a tutte quelle persone meno fortunate di noi che passano le giornate a cercare di sopravvivere alla vita di tutti i giorni, non a come cercare di portare avanti un Club di Slot che, in qualsiasi caso è certamente un “privilegio” non certo un bisogno.
    In secondo luogo vorrei esprimere un parere sul ragionamento di espresso in questo articolo.
    Come precedentemente detto, lo Slot in quanto tale è un “privilegio”, un “hobby”, un gioco per appassionati. La gestione del Club è certamente una delle più importanti esperiente con la quale uno slottista è chiamato a confrontarsi durante la propria “carriera”.
    Abbiamo avuto esempi di Club importanti che per motivi getionali si sono trasformati, si sono evoluti, si sono allargati, ma abbiamo avuto anche esempi di Club che si sono ridotti, divisi, sfaldati e alla fine sciolti.
    L’impegno, la buona volontà, la costanza da sole non bastano, ci vogliono fortuna, intelligenza, perspicacia e anche una buona dose di “cattiveria”.
    Ogni Club vive della partecipazione e dell’impegno di ogni suo iscritto, è chiaro che per uscire allo scoperto e per rendersi visibili ed avere la possibilità di approdare ad una sede di prestigio occorra arrivare ad effettuare dei sacrifici.
    C’è da dire che comunque questi che chiamiamo sacrifici non sono certo paturnie masochistiche ed autolesioniste, ma tutt’altro: ci sono la voglia di trivarsi in compagnia a condividere un bellissimo gioco, la voglia di competere, il desiderio di evadere, la necessità esclusivamente umana di esprimere il proprio “io” attraverso una passione materiale.
    Un Club di Slot, come del resto tante altre realtà, si basa in primo luogo su un gruppo di persone; già di per se questa caratteristica basta a spiegare quali e quante possano essere le difficoltà del caso: simpatie, antipatie, malumori, entusiasmi, idee, punti di vista….e come sempre tutti differenti l’uno dall’altro.
    Per quanto mi riguarda, l’aspetto economico è si importante da un punto di vista prettamente gestionale, ma certamente non è il collante principale sul quale si possa basare un Club e l’attività da esso svolta.
    Le difficolà sono ben altre e non si può certo ridurre il tutto ad una semplice operazione matematica: N° di iscritti moltiplicato N° di quote = Club.
    Voglio sottolineare questo aspetto perchè è un lato dell’attività slottistica che svolgo al quale tengo molto.
    In un discorso più generale è chiaro che per mantenere un Club occorre sostenere delle spese, se ci si pone il problema di voler estendere la propria esperienza al di fuori delle mura domestiche, ma deve essere altresì chiaro che non basta che ognuno versi la propria quota perchè tutto funzioni a dovere; occorre che vengano stabilite delle gerarchie, che si tenga presente che le decisioni sono prese in democrazia ma che alcune questioni possono e devono essere affrontate da pochi, e sopratutto che il solo fatto di versare una quota non basti a dare a chicchessia la possibilità e il diritto di fare e disfare a proprio piacimento.
    Ora, non siamo certo di fronte al gruppetto di ragazzi che si trovano a giocare a pallone al campetto dove chi ha la palla decide le squadre, ma certamente per la buona riuscita di un Club occorre che chi ha più carisma, chi ha più esperienza venga ascoltato con attenzione.
    Il discorso economico può e deve essere ritenuto secondario in quanto le basi, le fondamenta di un Club devono essere necessariamente la coesione fra le diverse persone e la unione di intenti.
    Chiudo, e aggiungo solo che mi premeva questo intervento perchè l’argomento in questione merita molta attenzione e sopratutto una riflesione seria ed approfondita.

    A presto, Fabio.

    • Condivido tutto quanto sopra enunciato da Mimmo e replicato da Tecnoslot 2. Ma per esperienza posso dirvi che l’aspetto economico ha il suo peso in ogni clu di qualsiasi ordine e grado esso sia. Poi non va sottovalutato che molti “soci” non amano certamente sbracciarsi quando c’è da lavorare. Guarda caso hanno sempre impegni imprevisti. Ma una volta ultimati i lavori (grazie ai soliti fessi)….come per magia sono pronti, pulsante e modello in pista e via giri su giri “aiosa”. Cari amici slottisti, io sono giunto alla conclusione che molti la pensano in questo modo e cioè: “Vuoi giocare a fare slot? Ebbene cercati il locale, acquista la pista e tutto il materiale occorrente per la messa in opera, sgobba anche la notte, durante i festivi e…..sopratutto…..da solo! Quando sei pronto, chiamami che vengo anch’io a girare” Ho forse torto?

      • Non hai torto , ma la cosa triste è che nessuno sarà disposto ad ammettere di essere uno di quelli che “si accodano” all’iniziativa del singolo/i .
        La mia esperienza è , da questo punto di vista , abbastanza significativa , ma la decenza e la corettezza mi impediscono di proseguire nei dettagli.
        Lo slot (come penso qualsiasi altra esperienza di situazioni “aggregative”) , vive TROPPO spesso di entusiasmi (falsi) sullo stile “armiamoci e partite” , o , per essere più precisi : ” armati e poi (forse) partiamo” .
        Quello che dice Tecnoslot 2 (che per me è un fratello , o è come se lo fosse…) , è oro colato , così come condivido appieno il pensiero di Mimmomartinez .
        Purtroppo , però , non c’è soluzione al problema : nella vita , come nello slot , ci sarà sempre qualcuno che tira come un bue (e che spende come Moratti….meno male che sono milanista!) , e che poi , nella migliore delle ipotesi , si sente dire :” che bella serata che ho passato!” .
        Spesso poi capita che ti fai un culo così (e lo fai anche al tuo portafoglio e al tempo libero sottratto alla famiglia ) e che poi qualcuno ti rovini il giochino che tu , stronzo , per mesi ed anni ti sei illuso di mettere a punto nel migliore dei modi…
        Meno male che qualche amico e la sempre incrollabile passione (finchè dura….) , ti aiutano a tirare avanti.
        C’è anche chi ha rovinato delle famiglie (non sto esagrando…) per questo e, francamente , non so se si tratta di eroi o di colossali stronzi.
        Dal mio punto di vista sono eroi (voglio dire : slottisticamente parlando…) , ma stiamo attenti , alla sera , prima di andare a dormire , quando si fa un esame di coscienza dopo l’ultima sigaretta , a non darsi degli stronzi….
        Anche perchè , spesso , i vostri sacrifici non avranno mai una “audience” che sia direttamente e dignitosamente proporzionale agli sforzi che avete fatto….
        Ovviamente se siete stati dei buoi da tiro e non delle pecore sullo stile “armati (e spendi) e partiamo ” .

        Marco vive .

        Guasta (Tecnoslot)

  2. Credo che hai centrato perfettamente il problema. Io mi sono avvicinato allo slot dopo circa 30 anni e più. Allora avevo una polistil, che ho anche adesso come cimelio. Mi sono riavvicinato visto anche l’accuratezza nella riproduzione dei modelli, cosa che qualche decina di anni fa non c’era. Premetto che parlo come ultima ruota del carro dato che lo slot è diventato veramente “tecnologico”. Mi sono avvicinato ad un club, tutti molto simpatici ma credo che lo spirito vero del gioco sia lasciato veramente da una parte. Gente che s’incazza se gli rimetti la macchina in pista un secondo dopo un’altra (magari quando hai gareggiato tu erano talmente intenti in altre cose che non si accorgevano che la tua bella macchinina era fuori pista proprio davanti a loro), senza poi parlare di gesti non proprio consoni ad un bel gioco quale è lo slot e come lo interpreto io. Stiamo organizzando un nuovo club ed abbiamo progetti faraonici però mi accorgo quanto è difficile oggi per un neofita avvicinarsi a questo hobby. Giustamente le quote di partecipazione devo essere comunque essere corrisposte anche se sei completamente nuovo all’ambiente. E’ vero 10 minuti di gara e 100 di commissariamento. Non voglio essere polemico con chi mi conosce a sa di cosa parlo, è solo la mia impressione e tante volte mi sono chiesto se ne valeva tanto la pena farsi qualche decina di chilometri per andare a provare una mezza garetta. Oramai la passione mi ha preso ancora una volta e credo che continuerò nonostante tutto alla faccia dei professionisti, delle gomme iperribassate, dei tempi ecc…… perché voglio divertirmi con gli amici e mentre corro parlare di …… e di…. e magari anche di altro, ma sempre scherzando e ridendo, magari ci scappa qualche tempo decente con le gomme di serie eh eh. Io ho speso tanto del mio tempo (parapendio) rimanendo a terra e insegnando agli altri a staccare i piedi da terra da soli (a gratisse), per ora qui non ho trovato nessuno che mi spiega soltanto come si può cambiare un motore o che gomme usare. Scusa lo sfogo, ma finché mi diverto continuo senza chiedere nulla a nessuno. Il nostro club, in via di creazione sarà cristallino con tutti dal primo all’ultimo e con tutti gli amici che vorranno venirci a trovare compreso tu mimmo. Viva lo slot quando è solo e puro divertimento per poter passare spensieratamente le poche ore di tempo che abbiamo per poterci divertire. Non rileggo quello che ho scritto e mi scuso per gli errori.
    Ciao Mimmo
    Energytwo

  3. Grande Mimmo,
    pensa che io, da utente appassionato mi sono trasformato in utente disgustato, lasciando la bella pista del GAS per rifugiarmi in cantina con amici e non con fenomeni.
    Bisogna promuovere non stancare!
    spqr632

    • Se il riferimento è il GAS di La Spezia, mi dispiace sinceramente.
      Ti prego di farmi sapere chi sei, per poter capire dove abbiamo sbagliato.
      Grazie
      Emilio

  4. Caro Mimmo,

    scrivo questa mia al fine di chiarire alcuni passaggi, non troppo chiari, del tuo articolo.
    Non troppo chiari, a mio avviso, poiché non ritengo tu abbia la dovuta esperienza riguardo la gestione economica di un club, avendo tu avuto sempre (per fortuna e con grande disponibilità personale) un locale “agibile” da destinare al nostro hobby.
    Hai sempre avuto il tuo “Palace” senza obbligo di pagamento a fine mese della retta di affitto e tutto è sempre filato liscio.
    Tanti altri, ovunque, non sono così fortunati o magari vorrebbero non limitarsi ad una piccola pista a 4 corsie, senza box ed altri servizi vari e vorrebbero invece allargare le loro vedute realizzando un sodalizio più ampio: più piste, più servizi, più appassionati.
    Tutto ciò lo si ottiene con “ingredienti” essenziali: grande passione, voglia infinita, disponibilità di tempo e, certamente, sacrifici economici non indifferenti.
    A questo punto ti parlo da “amministratore” (insieme a Davide, Felice, Mario e Paolo) di un club che oggi conta, oltre a noi cinque fondatori, circa una decina di soci ed altrettanti ospiti.
    E’ nostro ospite chiunque volesse partecipare alle gare di club senza obbligo di quota associativa quindi senza chiavi del locale ma soggetto al solo pagamento della quota di iscrizione se vuole partecipare alla gara (3 €).
    Sono nostri soci, tutti gli iscritti che versano mensilmente la quota di 15 € disponendo delle chiavi del locale ed usufruendo appieno di tutti i servizi: 2 piste (legno 4 corsie 30 metri, plastica 6 corsie 46 metri), altre 2 piste in fase di ultimazione (polistyl 4 corsie 22 metri e rally 2 corsie circa 10 metri), sistema computerizzato Wincrono di contagiri, ampi spazi box, stanza con chiusura a chiave per deposito valigetta box, macchinetta per caffè (0,50 €). Inoltre, a tutti, è data possibilità di fruire dei servizi igienici, della corrente elettrica, del parcheggio auto interno e delle bibite a pagamento (acqua 0,50 €, birra, coca cola, sprite e aranciata 1 €).
    In considerazione che il Catania Slot, per scelta, premia a fine anno, in base alla classifica assoluta, i concorrenti che hanno partecipato ad almeno 15 gare sociali ed inoltre mette loro a sorteggio anche 10 macchinette, considerato tutto ciò, dicevo, facciamo qualche conto:
    un ospite che partecipa, diciamo, a 20 gare di club spende 60 € in un anno, partecipa all’estrazione delle macchinette e riceve di diritto il premio finale.
    Un socio che partecipa anche lui a 20 gare spende 60 € per l’iscrizione alle gare e 180 € per le iscrizioni mensili al club, partecipa anche lui all’estrazione delle macchinette e riceve il premio finale. In totale spende 240 € annui.
    Si comprende, certamente, come un locale più grande di 300 metri quadrati richieda una retta d’affitto mensile non indifferente che, sicuramente, non può esser pagata solo dai soci o dalle iscrizioni, degli stessi e degli ospiti, alle gare di club!
    E’ a questo punto che, puntualmente, interviene la tasca del socio fondatore che ogni mese versa una quota, ben più alta delle altre, che appiana il “deficit” e investe il resto in attrezzature che saranno poi a disposizione di tutti all’interno del club.
    Tutto qua.
    Niente creste, niente surplus su bibite e caffè, niente di niente, solo ed esclusivamente passione allo stato puro.
    Quella indicibile, indescrivibile, indomabile voglia di fare slot a qualsiasi prezzo (costo)!!!
    Con questo spirito nasce, cresce e si espande il Catania Slot; lo spirito di chi mette a disposizione degli altri ad un prezzo, a nostro avviso, irrisorio, un locale le sue piste e tutti i servizi accessori già elencati.
    Abbiamo soci iscritti dal primo giorno, altri da meno tempo, altri allontanatisi per mancanza di tempo o per affievolimento della passione ma MAI NESSUNO è andato via perché tutto ciò costava troppo o addirittura per aver scelto altri sodalizi!

    Caro Mimmo, anche a te ci siamo rivolti all’inizio della nostra avventura allo scopo di coinvolgerti direttamente nella gestione del club.
    Non hai accettato, non hai mai voluto uscire una lira (euro) per fondare un grande club.
    Non è che te ne sei pentito?
    O per caso stai “gufando” affinchè tutto vada secondo le tue pessimistiche previsioni? (Chiuderete entro breve tempo – mi fu da te detto qualche tempo fa – perché tanto a Catania un club così grande non ha mai funzionato!!!)

    Riguardo alla trasparenza sulla gestione dei fondi del club, penso che al Catania Slot non può esser mossa un’accusa del genere. Il libro dei conti è ogni venerdì sera sul mio box e a disposizione di tutti!
    Inoltre, nella tua lettera aggiungi che lo slottista ospite è “….dichiaratamente escluso in partenza dalla ricca spartizione di premi per la gara o la stagione e pertanto non deve aver richiesta la quota di iscrizione…” mmahhhh sono esterrefatto, mi stupisco di ciò che leggo.
    A dicembre abbiamo premiato i primi 10 piloti della classifica assoluta ed in più abbiamo sorteggiato, fra tutti, n. 10 macchinette POLICAR offerte dal club!!!

    Se non rientri nei primi 10 piloti della classifica assoluta del Catania Slot, pazienza, non è colpa nostra, dovrai allenarti di più sulle nostre piste: ma come farai se non sei socio e non hai le chiavi?
    Non è un problema,…….troverai sempre qualcuno, compiacente, che ti farà girare, alla faccia dell’onestà e della correttezza, anche la notte, soli soletti, lontano da sguardi indiscreti ma soprattutto, indisturbati.
    Ciao a presto.
    A proposito ci vediamo, come sempre, venerdì sera da noi. C’è la gara del trofeo 956 Slot.it

    Luca Mangano

    • Devo chiedere scusa a qualcuno.
      La mia inesperienza (che da tempo non può trovare giustificazione neanche nella giovane età) mi ha portato a trascurare l’uso della formula “il riferimento a cose o persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale”.
      Scusatemi.
      Sono imbarazzato.
      Ma quanto deve essere imbarazzante riconoscersi spontaneamente in un modello negativo? 🙂
      Pensare che io avevo considerato l’argomento un pochino troppo arido per poter coinvolgere qualcuno.

      Sul piano personale, Luca, da molti anni (diciamo più di dieci) non ho più spazio sufficiente a conservare ulteriori premi.
      La mia intenzione era quella di stimolare una riflessione riguardante (se mai ce ne debbano essere) alcuni aspetti più propriamente etici della gestione di uno slot club.
      Il riferimento al piano economico-materiale voleva solo fornire uno spunto di partenza che non fosse troppo astratto.
      Ad maiora.

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