Facciamo che tu eri (Mimmopensiero sui regolamenti tecnici).

Con tutto il rispetto (peraltro non dovuto) per numerosi fans degli 883, non mi spiego come una semplice collocazione geografica possa automaticamente comportare, per tutta la popolazione slottistica della zona, una precisa caratterizzazione di gusti o di esigenze diverse circa le scelte tecniche più idonee. E non parliamo dei regolamenti interni ai club.
Ma come! A Soragna avevamo pienamente dimostrato che a correre la stessa gara così o cosà non fa nessuna differenza!
Non voglio farvi leggere un ennesimo “Io il regolamento lo farei così”, non solo perché sarebbe noiosissimo da scrivere e da leggere, ma ancora più perché ciò che mi diverte è l’osservazione critica del problema. Attraverso lo studio dell’ambiente in cui vive è possibile, secondo me, capire come vive e si evolve (poco) lo slottista italiano.
Non voglio esprimere preferenze tra le diverse impostazioni regolamentari, quindi nessuno è autorizzato ad offendersi.
I regolamenti son tutti buoni; sono stati redatti da cervelli fini che, non per niente, appartengono a slottisti.
Ciò che considero interessante è la assoluta incapacità di convivere e competere insieme secondo regole comuni. E non è detto che sia un difetto.
Lo slottista ama ritrovarsi periodicamente con i suoi simili per giocare.
Ho umano rispetto per le inibizioni di chi preferisce affermare che ci si riunisce per praticare un hobby comune.
Chiedo il ricovero immediato di chi considera lo slot una pratica sportiva.
La sostanza rimane il gioco.
Lo slottista non è un adulto colto e maturo, interessato ad approfondire, anche tramite il confronto umano e l’interazione, la propria personale passione per una attività intellettivamente stimolante e tecnicamente ancora insondata e sorprendente.
E’ un eterno bambino o, in qualche caso, un adulto che cerca insanamente quanto tardivamente di colmare l’enorme carenza di attività ludica che ogni essere umano normale si porta con sé per tutta la vita.
E’ un bambino che gioca in mezzo agli altri bambini apparentemente uguale a loro.
In realtà ogni bambino cerca di imporre nel gioco una dettagliata gerarchia.
L’oggetto del gioco viene riassunto da ciascun bambino (ancora inconsapevole ma pur inconsapevolmente master del gioco) con una di quelle formule caratterizzate dal “facciamo che tu eri”.
Facciamo che tu eri il cau-boi che arriva a cavallo e io che ero lo sceriffo ti aspetto e poi ti sfido a duello che tu morivi.
Gioco appassionante quanto sgrammaticato ma dal finale prevedibile: i bambini volano con la fantasia ma hanno sempre bisogno di sicurezze.
Facciamo che tu arrivavi con una carrozzeria che è troppo leggera ed io che facevo il regolamento ti faccio aggiungere del piombo in un posizione assurda che tu perdevi.
Capito? Altrettanto appassionante, altrettanto sgrammaticato, altrettanto prevedibile il finale.
Siamo o non siamo bambini?
L’obbiettivo dello slottista non è quello di regolamentare in modo uniforme e tecnicamente sensato una attività sociale in modo civile.
L’obbiettivo dello slottista è quello di arrivare, tramite una regressione sino allo stato infantile, a governare, gerarchicamente sovraordinato, una comunità dedita a piacevoli attività ludiche, dei cui legami con la realtà e delle quali prospettive future non è per nulla interessato. Tanto la mamma (rappresentata dalla vita reale: lavoro, famiglia, problemi vari) ci chiamerà prima o poi perché si è fatto tardi (quando ci si diverte è impossibile accorgersene da soli).
Questi sono i fatti.
Lo stupore nasce quando ci si ritrova improvvisamente in pochi (se non da soli).
Se non lo avete ancora fatto, andate a leggervi “Baol, una tranquilla notte di regime” di Stefano Benni, editore Feltrinelli; una lettura piacevole (ed agevole anche per uno slottista medio) per una mezza dozzina di euro, vi spigherà perché il Baol (il protagonista del romanzo) sin da bambino grande organizzatore di giochi, alla fine di innumerevoli preparativi e complicate regolamentazioni di modi e di luoghi, si trova sempre, al momento del gioco, irrimediabilmente solo.
Vorrei dirvi il perché ma vi rovinerei il finale del romanzo, scopritelo da soli.
Qui c’è un salto logico che potrà essere colmato solo dalla lettura del (breve) romanzo.
Lo slottista non esiste.
Non riesce a comprendere la propria natura, non cogita, “ergo non est”.
Ciò inevitabilmente comporta un devastante effetto a cascata, una serie di reazioni a catena dagli effetti devastanti.
Non esiste neanche l’A.N.S.I.
Non esiste quella associazione alla quale devi pagare non so quanto (credo 20 euro o giù di lì) per partecipare alle gare ufficiali o di campionati italiano.
L’A.N.S.I. che esiste nel mondo reale, quello nel quale gli slottisti non esistono, è una “Associazione che ha lo scopo di regolamentare la pratica dello slot”.
Le deliberazioni dell’A.N.S.I. che esiste nel mondo reale “sono vincolanti per tutti gli associati”.
Il consiglio direttivo dell’A.N.S.I. che esiste nel mondo reale stabilisce “la sospensione od espulsione degli associati che tengano un comportamento non conforme”. Riconoscerete le parole dello statuto.
Ognuno di noi è padrone di affermare come sento spessissimo da più parti in questi giorni: “a me dell’A.N.S.I. non me ne frega niente!”.
Ma allora, benedetti figlioli, perché vi iscrivete? Solo per vantarvi d’avere (eventualmente) vinto questo e quello?
Spendete meglio i vostri soldi, iscrivetevi a qualcos’altro.
Voglio fare una proposta a Giovanni Montiglio, che per altro, lo avrete già capito, non esiste (lo slot ne deve ancora fare molta di strada prima di meritarsi un presidente così), l’anno prossimo il Campionato Italiano chiamiamolo Campionato Italiano Open, aperto a tutti.
Così non escludiamo nessuno, solite feste, soliti abbracci, solite bevute, poi se uno ritiene di aderire ai nostri regolamenti si iscrive all’A.N.S.I., se no fa il gradito ospite e magari vince anche.
Così non potrà più dire “a me dell’A.N.S.I. non me ne frega niente!”.
Dovrà dire “simpatici quelli dell’A.N.S.I., magari non capiscono un cazzo, ma mi hanno fatto correre lo stesso!”.
Non suona un pochino meno ipocrita?

P.s.: facciamo che non era vero che avevano ucciso l’Uomo Ragno?

Ah dimenticavo! Salvatore, se nei prossimi giorni viene a cercarti il figlio di Totò Riina, sappi che te l’ho mandato io.

Riguardo

Slot racing

17 commenti su “Facciamo che tu eri (Mimmopensiero sui regolamenti tecnici).

  1. Ti sei dimenticato, che spesso i bambini, dopo aver affermato il loro possesso, perchè la propria supremazia è legata al senso del puro possesso … “e’ miiiiiaaaaaa”, “ci gioco io e tu nooooooo”, messi davanti alla mamma, col broncio stapato sulla faccia, hanno anche la pura furbizia, naturale apprendimento delle false tecniche di evasione da parte dei genitori, ” di negare ciò che poco prima hanno imposto per raggiungere la propria soddisfazione o vittoria…

    La scuola spesso è il passo dei cambiamenti, luogo di aggregazione ma di assoluta democrazia…. le regole sono uguali per tutti, ecco perchè ad alcuni non piace andare e ad altri si, almeno all’inizio, il loro mondo viene stravolto radicalmente, trovando tra l’altro, bambini più forti di loro fisicamente. E’ la dura legge della scuola, o ti adatti o sei un emarginato.

    Ed esistono dei principi che la scuola non può modificare, ne lei ne nessun altro!

    Invece i bambini “grandi”, proprio perchè hanno subito questo tipo di imposizione sociale, tendono ad isolarsi e formare piccole bande e scontrarsi, “cerbottane alla mano”, per affermare quella ancestrale forma di possesso che ci trasciniamo da secoli … ogni tanto riusciamo a controllarla, altre volte esplode in pura manifestazione di potere. Del resto in ogni banda (club, associazione, società, nazione, ecc…) c’è un capo, una gerarchia da rispettare, tipico della natura umana, fin dai tempi dei tempi.

    Ma mi domando allora, c’è qualcuno che riesce a fare la maestra dell’asiloslot rispettando quei principi che nessuno dovrebbe modificare?

    Caro Martinez.

      • MA….. se intendi quel bambino con tre cerbottane unite con manico e mirino, che si annidava nelle finestre delle scale e “punzecchiava” i passanti… Forse!

  2. Questo e’ buono (e su slotadictos o slotforum roba cosi’ non si trova)
    Tocca ricredersi, o domani ricomincia come prima ??

  3. Caro Mimmo, non ho il piacere di conoscerti ma leggo spesso i tuoi articoli,spesso arguti talvolta esilaranti, alcune volte volutamente inconclududenti (tanto anke a questi c’è qualche genio che si prende l’ardire di rispondere……chissà mai cosa avrà capito …). Molte volte mi sono ritrovato in sintonia con certe tue tesi o certe tue constatazioni (adesso qualche buontempone penserà ke siamo compari,vedrai) notando cmq. ke le tue idee sono aprioristicamente criticate da qualche personaggio in cerca d’autore…di seguaci di Flaubert (“chi non la pensa come è un imbecille…) che non ne hanno saputo cogliere, pur nella tua voluta provocazione, lo spirito costruttivo che credo tu abbia voluto trasmettere.
    Ma,come tu stesso dici, lo “slottista” o come diamine si chiama quel bambino,magari pure laureato e con prole ke calca le italiche piste,costui dicevo rappresenta la contraddizione incarnata.Ti faccio alcuni esempi:Compri una macchina Dtm Ninco e se stai in certo posto devi comprare un motore fiacco e relativo adattatore però……con la giusta tensione il mostro va forte o più forte della configurazione con motore di serie….ma! Ognuno è libero di dare come crede purchè si diverta solo ke i pezzi aggiuntivi li devi pagare….
    Poi abbiamo assistito a dei campionati italiani in cui sostanzialmente quasi tutti correvano con lo stesso modello in varie salse e motorizzazioni e la cosa andava bene a tutti ma…..questo monomarca o monomodello (non imposto x carità..) ad un certo punto ha dato fastidio quando è conparsa lei..la macchina più antipatica,odiosa,brutta,scarsa(tutti a criticarne la fragilità,il telaio ke si rompe,ke è fatta in Romania,ke è troppo leggera..) e sfortunata macchinetta slot che sia mai apparsa:lei la famigerata Toyota Gtone.
    E si è fatto di tutto e ci si è riusciti a non farla correre additandole un peso troppo basso, una superiorità schiacciante,ecc.poi vado a leggere che il campionato Gt è stato vinto (con pieno merito,per carità e tanti sinceri complimenti) da chi non ha omolagato “quella” con una macchinetta che utilizza materiali…da Shuttle…per non parlare della comparsa sul set di mostri supersonici quali Audi e Porsche 956…
    Potremmo continuare a lungo,magari tediosamente, dissertando su pulsanti elettronici (ke caspita ci mettono dentro a quei congegni cosìvoluminosi ? ) o altro ancora.Dopo tutte queste nie innumerevoli c…..azzate (ma le dicono in tanti qui e perino Celentano…) qualke Don Chisciotte si sentirà di darmi addosso ma…..ke vuoi ke mi importi . Ognuno continuerà a divertirsi lo stesso e potrà scegliere ancora quale sciocchezza leggere tanto la crociata ecumenica slottitica non attecchirà mai. Noi siamo quelli dei vari gran ducati, delle signorie,degli staterelli dei regni delle due o tre sicilie,ecc per cui è insito,forse sta nel dna italico..
    Spero di aver offeso nessuno,non era nelle mie intenzioni, anke se qualcuno da oggi mi odiera.
    Mimmo chiedo perdono anke a te,ti prego, ora pro nobis e per me……

  4. Caro Mimmo sai qual’è il problema?

    In ogni CT, partendo da quelle dei club per arrivare all’ANSI, i componenti stessi giocano (leggi corrono) e quindi come tutti i bimbi vogliono vincere.

    Così si creano regolamenti che, pur in modo non plateale, permettono cosette che solo i grandi “giocatori” sono in grado di fare (e di spendere).

    Il problema e che manca un “nonno” od un “papà” non giocante che, in senso figurato, metta in castigo i bimbi disubbidienti.

    Credo che il problema sia di difficilissima soluzione e quindi, sconsolato, sono convinto che si andrà avanti così come quando eravamo bimbi (sotto il metro) dove nessuno voleva perdere, tutti volevano fare i generali e il problema veniva risolto dalla mamma che ci chiamava per cena!!!

    ciao

    Alberto

    • Una volta, proprio in Sicilia, un Nonno/Padre/Non giocante c’era, e al di la delle sue piccole “fissazioni geografiche” aveva un metro di giudizio e di regolamentazione, a mio parere, abbastanza equo.
      Poi anche lui è stato disconosciuto….
      I bambini, in involucro da adulti (oltre il metro), hanno ammutinato!
      Vuoi vedere che nemmeno una figura così oggi basterebbe?
      Il nostro nonno/padre ecc… noi l’avremmo già….l’Ansi (al di la della sua ormai imbarazzante latitanza), ma anche in questo caso gli ammutinamenti non si contano!

      Ciao

      Sergio

      • Il problema dell’ANSI Sergio e che è composta da bimbi…..che corrono. E qui il cane si morde la coda!

        Purtroppo l’Italiano è individualista e come tale tende ad aggregarsi per poi immediatamente ridividersi, siamo fatti così e prendiamone atto!

        ciao

        Alberto

        • perchè alberto, secondo te è meglio mettere tutto in mano a gente che non corre??????????????
          sarebbe l’errore più grave, affidarsi a non-tecnici.
          perchè se uno corre, qualcosa almeno la dovrà capire, conoscere i problemi, ma se non corre nemmeno……
          scusa alberto ma non sono d’accordo.
          ripeto sempre la stessa cosa: gente con le palle, specializzata solo in una cosa: promozione, organizzazione, commissioni tenciche ad hoc, cioè 1 ct per ogni categoria, ecc.
          non mi importa se corrono, se vendono, l’importante è seguire la volontà degli slottisti SENZA FARSI LE SOLITE PIPPE MENTALI!
          ciao

          • Scusa Salvatore, non ci siamo capiti.

            Intendo che chi dovrebbe guidare l’Ansi e le varie CT dovrebbe essere uno EX-SLOTTISTA, quindi un esperto che ha ormai appeso il pulsante al chiodo ed è fuori dai vari giochi di potere.

            ciao

            Alberto

          • Alberto,
            -un ex-slottista non si prende certamente l’onere di gestire l’Ansi senza avere la soddisfazione di correre e partecipare, ma chi o cosa glielo farebbe fare, penso io?
            -giochi di potere? potere a che titolo e tornaconto?
            semmai qualche dubbio di incompatibilità sarebbe su chi ha interessi economici correlati

            Emilio

    • Questa poi…!!!! Non è cosa fà o non fà l’individuo, ma la sua integrità e saggezza…..

      Tanuzzo.

  5. Ho dovuto stampare l’articolo e leggermelo con calma; gli articoli di Mimmo sono sempre troppo articolati e complessi, oltre che ricchi di cultura, che, ammetto, mi trovo in difficoltà a coglierne il succo.
    Raccolto il cervello, sparpagliato quà e là, più o meno compreso il senso del discorso, mi sento in dovere di intervenire su alcuni punti:

    -gli 883, nonostante evidenti limiti qualitativi, riempivano le piste delle discoteche, quindi qualcosina davano alla massa
    -è tutto vero, ma credete davvero che in tutte le attività competitive o di hobby, ovvero dove si ritrova un gruppo di persone, non esistano problemi a mettere tutti d’accordo?
    forse i bambinoni ci sono anche non solo nello slot…
    -l’Ansi non esiste…….
    se non erro, è un’associazione senza fini di lucro che tende a promuovere lo slot in Italia ed è un’associazione basata sul volontariato, presupponendo che i volontari agiscano per aumentare il numero di adepti e, di riflesso, avere più soddisfazioni.
    Chiede una tassa di iscrizione annuale che serve per coprire le spese e dare dei premi.
    ……l’Ansi non esiste…….. o forse sì, se si parla di persone con l’intento sopracitato….. o no?
    Mi è stato chiesto, pur essendo molto raramente in giro per competizioni, di entrare nella CT plastica, quantomeno come parte relativamente attiva…. a parole qui su Italiaslot: dopo un’iniziale sconcerto per la potenziale mia sopravvalutazione sia come tecnico che come persona, ho accettato.
    Ma non dovrebbe esserci la fila per poter entrare a far parte del gruppo che razionalizza le regole a livello nazionale e far “pesare” le proprie idee?
    Non è che chi ha lavorato per costruire qualcosa si sia trovato messo al muro sotto il fuoco delle critiche e si sia un pò rotto le palle?
    E magari ci siamo bruciati persone che avrebbero fatto del bene alla comunità……….
    L’Ansi (o ex FSI o come volete denominarla) siamo noi, sia che tutte le domeniche siamo in giro, sia che corriamo nel club di casa, sia in soffitta.

    I regolamenti:
    se ne è già parlato fin troppo, ma forse non basta….
    I regolamenti servono per raggiungere degli scopi che, penso la maggioranza convenga, devono essere:
    -graditi a più gente possibile, al fine di raccogliere più persone
    -semplici, affinchè non occorra Zichicchi per preparare una macchinina competitiva
    -che consentano di usare più materiale (facilmente reperibile e a prezzi ragionevoli) per diversificare e rendere più interessante la competizione
    -che permettano un minimo di preparazione tecnica, perchè il gusto dello slot è anche provare ed elaborare, altrimenti….. macchine fisse in pista e via!!!
    -che esaltino la guida, ma non deprimano i meno bravi al pulsante
    -che di anno in anno non si stravolgano, perchè c’è il patito che compra a tutto spiano, ma c’è anche il tranquillo con una macchina per categoria
    -che trovino equilibrio tra la ragionevolezza e la mediazione dei gusti da Aosta a Catania (p.e.: non corriamo con i ferri da stiro versione slot, anche se a qualcuno piacciono), imponendo sacrifici minimi ed equi per l’adattamento
    -che non facciano favoritismi
    QUESTA E’ LA MIA IDEA DELLE REGOLE.

    Ora, un dato di fatto è che gli slottisti, ma non perchè tali, non riescano ad accordarsi o a riconoscere la validità di un regolamento e vogliano sempre introdurre qualcosina di diverso, anche se apparentemente senza un senso logico.
    Ebbene, cosa deve fare un’associazione nazionale che dovrebbe raggruppare tutte le teste slottistiche nazionali? Deve fare dei regolamenti SENSATI ed attendere che siano seguiti.
    La gente nel locale li modifica o stravolge?
    Signori, fate come credete!!!!
    Evidentemente è nella natura dello slottista.
    Però quando nell’occasione di radunarsi per una gara nazionale ci si lamenta della frammentazione e delle conseguenti perdite di tempo, la colpa è solo nostra.

    Concludo, sperando di aver tenuto testa, anche se certamente non allo stesso livello, a Mimmo, commentando la critica per la troppa competitività: lo slot è gara (sport?) e quando c’è gara è d’obbligo tentare di arrivare al meglio delle proprie possibilità….. rispettando le regole, anche sportive.
    Altrimenti, diamoci al modellismo statico o andiamo in sala giochi!!!

    Saluti

    Emilio

    • Emilio Grazie, sante parole,beato te che hai ancora la voglia di scrivere tutti questi articoloni così lunghi per dare risposta a tutti.
      sei un grande io ormai purtroppo e dico purtroppo questa fase l’ho già passata e non ho più nè il tempo nè la voglia di dare risposta a quei tre o quattro personaggi (sempre loro quelli che vogliono vogliono e non hanno mai toccato una paglia nemmeno al loro club e che per me in tanti casi sono la rovina dello slot e dei loro slot club.)
      Sono solo capaci di additare tizio o caio ma in definitiva lo fanno solo stando a casa dietro al pc ma questi non hanno le palle per dire in faccia le cose .
      Comunque Emilio sei un grande e migliore personaggio da inserire nel quadro Ansi non c’era.
      Chissà se ti sei chiesto chi ti ha tirato in gioco?.

      • Dopo essere arrossito………, mi sento di dirti che l’esperienza di lavoro mi ha insegnato che, molte volte, critiche che nascono in buona fede possono degenerare in “massacro della folla”, perdendo l’obbiettività ed il senso della ragione, con il risultato di ritrovarsi con le cose che vanno male, solo per aver sottovalutato discorsi che si ritenevano chiaramente fuori luogo….
        E’ per questo che dico sempre la mia, giusta o sbagliata per altri, ma, per me, corretta.

        Emilio

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