Le prospettive del digitale

Bene, e’ una persona amabilissima, ma il classico inventore : il resto non lo interessa, lui continua a fabbricare a mano la sera il suo sistema (1000 Euro circa per convertire una pista a 6 corsie per 15 macchine) – ne fa uno ogni due mesi ed ha ordini fino all’Ottobre prossimo. Anche da altre informazioni, e’ evidente che DS e’ impantanata per l’industrializzazione

Conclusione : nel prossimo anno ci sara’ una mezza dozzina di piste che useranno il Davic per corse di durata, ma il tutto fuori dal “giro” principale – e’ un peccato…

Passando ai sistemi commerciali su 2 corsie :
– gli inglesi giurano che Scalextric introdurra’ il prossimo anno un suo sistema, compatibile con piste e macchine esistenti – come diro’ piu’ sotto, questo e’ certamente possibile, stiamo a vedere
– Carrera Pro-X, come da foto del Salone di Barcellona – direi proprio di no, e’ limitato a 4 macchine, la pista e’ compatibile, ma le macchine no (sistema astruso con guida lunga almeno 5 cm e forata per il contagiri)

Capitolo a parte per la tanto vituperata (per la totale incompatibilita’ del sistema) SCX :
– intanto e’ gia’ in vendita in Spagna, 305 Euro per il circuito base con 3 macchine, 3 pulsanti, contagiri – diciamo 400 Euro per una pista appena adeguata
– sara’ interessante vedere se il mercato del “giocattolo” accetta di spendere una cifra simile, io egoisticamente spero proprio di si’
– questo perche’ in realta’ e’ molto semplice convertire il pacchetto dell’elettronica e renderlo compatibile con qualsiasi pista e macchina, come pure costruire lo scambio a partire da elementi di pista standard (di fatto, sarebbe un buon business…)

Morale : Scalextric o SCX modificato, nel prossimo anno sara’ certamente possibile convertire una pista a 2 corsie per 6 macchine piu’ pit lane spendendo sui 350 Euro

Niente piu’ stints a rotazione, corse moolto piu’ emozionanti, il chip decoder (spostabile naturalmente da una macchina all’altra) sui 20 Euro, il pulsante non e’ piu’ importante e diventa un joystick (SCX a 25 Euro), a naso i motori saranno limitati (direi max. 23k per non magnetiche)

Tutto bene quindi ? Non proprio : rimane il muro insormontabile delle collisioni
Cioe’ :
– le uscite “normali” aumenteranno un po’, per il maggiore “ingarellamento”, ma non e’ questo il problema
– le collisioni laterali al cambio corsia sono evitabili semplicemente con un interblocco elettrico
– quello su cui non si puo’ fare niente sono i tamponamenti

Anche David mi ha confermato che il suo sistema va bene per corse di durata – per quelle piu’ corte ci stanno provando, ma servono piloti esperti ed e’ indispensabile un direttore di gara – io non oso immaginare come finirebbe uno “scambio di cortesie” tra perugini ed aretini, tanto per non far nomi !!

Per inciso, e’ proprio per superare questo limite che io sto andando avanti con la mia pista Xlot – li’ uscite e tamponamenti sono eliminati, ma questo e’ un altro discorso…

Tornando allo slot digitale, concluderei cosi’ :

– uno puo’ fare lo struzzo, pregare che sia un fallimento e che lo slot non cambi mai in vitam aeternam amen

oppure

– se uno decide che e’ possibile un cambiamento, tanto vale approfittarne e non rimanere a rimorchio degli altri – ma come ?

Quello che propongo – e di fatto e’ stato suggerito dall’articolo precedente su SCX – e’ di fare leva sul nostro punto forte : l’aggregazione. Sembra impossibile, ma l’Italia e’ l’unico posto dove sono stati organizzati dei VERI campionati nazionali – la Spagna lo e’ molto meno

Quindi se ci organizziamo per studiare insieme i nuovi prodotti e decidere quale adottare, potremo poi trascinare gli altri – ed incidentalmente (vedi per esempio la possibilita’ dello SCX modificato) ritagliarci uno spazio dal quale al momento siamo esclusi

Commenti ???

Beppe

14 commenti su “Le prospettive del digitale

  1. Lo dico con una certa difficoltà e sofferenza (diciamo così) intellettuale, perchè tento sempre di non avere pregiudizi e nostalgie di fronte alle novità, ma lo Slot mi piace così com’è (nel senso di corsie fisse) e, anche se mi affascinano i risvolti tecnologici del giochino, non riesco a farmi tentare.

    Peraltro ci sono già i micromodelli (tipo miniZ ecc.) che fanno un sacco di cose divertenti, senza bisogno di impianti fissi (basta un rotolo di moquette, e a volte non serve neanche quello).

    Quindi tutto il mio incoraggiamento a chi sperimenta e ricerca, ma per ora non riesco ad immaginare di lasciare la vecchia via per la nuova.

    Forse sto diventando vecchio, come dice mia figlia!!

    Enrico

  2. Una domanda, ma i pilsanti negli impianti SCX devono rimanere quelli di serie e si possono adattare i classici PARMA?

    Ciao MB

    • dalle foto, direi che sono collegati alla centralina con connettori tipo telefono – quindi sono specifici – d’altra parte, non passandoci la corrente del motore non c’e’ motivo, potrebbero benissimo avere un altro sensore al posto della resistenza
      Ciao
      Beppe

  3. Bene, visto che il dibattito non e’ proprio vivacissimo, ne approfitto per elucubrare ancora un po’
    Tre note apparentemente non connesse :

    – la rispettabilissima risposta di EnricoSP – che non conosco, ma avrete visto la sua brillante idea sul contagiri, e per di piu’ sa che e’ un falso problema > e’ certamente in gamba

    – sempre a proposito del suo articolo, il commento di Renato – non so a voi, ma trasuda tanto negativismo da far passare l’appetito

    – una notizia che guarda caso ho letto ieri – i tre modelli piu’ diffusi nella storia dello slot (Manta Ray, Chaparral Cox e la mia amatissima Cucaracha) sono stati fabbricati ognuno in piu’ di UN MILIONE di esemplari !! E ricordo ahime’ bene che all’epoca i costi erano molto piu’ salati

    Naturalmente, il coro dei Renati e’ gia’ li’ ad ululare che c’entra, quelli erano i bei tempi che non torneranno piu’, le cose sono cambiate etc.

    La mia umilissima opinione e’ che non e’ affatto detto – oddio non proprio a quei livelli, ma lo slot appena aggiornato ha quanto meno la potenzialita’ di eclissare lo RC

    Il problema (e questo mi rendera’ molto popolare) sono gli slottisti attuali, la maggioranza dei quali preferisce il calduccio di questa nicchia di pochi intimi [la perla : al Campionato Italiano, che senso ha avere 5 categorie e poi farci correre gli stessi piloti – se uno fa il GT Open non fa il GT Light, cavolo !]

  4. Premesso che sono molto affascinato da questi nuovi sistemi di fare slot, i commenti sull’argomento sono ben pochi. Ciò lascia intendere che, almeno adesso, c’è ancora molto scetticismo su questi sistemi digitali, vuoi per la non completa compatibilità con piste e vetture esistenti, vuoi per la molto probabile impossibilità di utilizzare i pulsanti tipo parma ecc..

    Detto ciò, da pilota RC, ritengo sia un pò presuntuoso affermare che questi nuovi sistemi hanno le potenzialità di “eclissare” l’RC.

    A mio avviso, sono due modi di correre completamente diversi (con costi decisamente diversi), dove anche i fattori di preparazione dei modelli sono differenti. Inoltre il mondo RC è mooolto più complesso, ci sono modelli on e off, scale diverse, ci sono i modelli micro (1/18 e mini-z…) e c’è l’elettrico e lo scoppio. Non ritengo dunque basti un sistema di questo tipo per cancellare tutto ciò di cui sopra.

    • hai perfettamente ragione e dovevo spiegarmi meglio : certo il mondo RC e’ estremamente evoluto (solo come esempio, basta guardare il banco prova motori Robitronic) – ma forse e’ TROPPO evoluto e quindi plafonato ai veri appassionati

      Detto in altro modo (anche per coprire le MiniZ), le macchine sono troppo complesse, delicate e difficili da guidare perche’ sia concepibile – estremizzando – darle a nolo per far divertire anche la propria ragazza

      La mia ipotesi e’ che proprio e solo lo slot aggiornato abbia le carte in regola per (ri)diventare un hobby di massa (ariululati)

      Ciao
      Beppe

  5. Personalmente sono molto attratto dall’avvento di questi nuovi sistemi digitali che alcuni grossi “brand” stanno sviluppando (più che altro per via delle potenzialità di “gestione elettronica” della gara di durata che questi sistemi possono rendere virtualmente disponibili… immaginate un software o un chip intelligente se volete che in base ai “settaggi” del pilota permette di gestire la gara in una determinata maniera… poca benzina=più tensione disponibile, ma soste x rifornimento + frequenti!!!).
    Ho avuto modo di leggere su diversi siti spagnoli le recensioni e/o le preview dei vari sistemi. Per il momento pare proprio che quello proposto da SCX (il primo ad essere commercializzato dopo l’originale sistema DAVIC) sia quello che per rapporto prezzo/prestazioni sia quello destinato ad avere il maggior successo (vuoi anche per il fatto che -attualmente- non ha rivali sul mercato… il DAVIC -che a mio avviso continua a rimanere probabilmente il migliore- è ancora “fuori portata” anche per molti club).
    Il grosso rimprovero che però si può muovere al sistema SCX è la totale incompatibilità (pista compresa!!!) anche con altri prodotti dello stesso brand.
    La spesa per la pista (almeno in spagna) si aggira tra i 300 ed i 350 euro (con 3 auto); ogni auto aggiuntiva costa intorno ai 50 euro, i pulsanti mi pare 20/30 euro, la centralina per arrivare a correre in 6 circa 90 euro.
    Diciamo che per avere un sistema (a due corsie) sul quale far correre tutte e 6 le auto disponibili la spesa si aggirerebbe attorno agli 800-900 euro (considerando anche di ampliare almeno un po’ il tracciato base)… vedremo i prezzi quando arriverà sul mercato italiano.
    Il sistema della Carrera mi sembra poco funzionale (con un pick-up lunghissimo!!!) e limitato (solo 4 auto su una 2 corsie contro le 6 della SCX) e comunque se ne sa ancora troppo poco per farne una valutazione oggettivamente valida.
    Vedremo nei prossimi mesi come andranno le cose anche se effetivamente, il timore è che i vari sistemi -essendo poco compatibili con quanto già esistente sul mercato- potrebbero avere poco supporto e sparire dopo non molto tempo!
    bye, U.

  6. Bumbi,ma e’ proprio su questo che mi sto sgolando : il sistema SCX puo’ essere facilmente modificato per adattarlo a qualsiasi marca di pista ed a qualsiasi macchina, proprio come il Davic ma a costi molto inferiori – sia pure con il limite di 6 macchine, che comunque e’ anche quello di capienza di una 2 corsie
    E per di piu’, se queste modifiche fossero commercializzate, sarebbe un buon mercato !!!

    • Ma per dire che con semplici modifiche il sistema diventerebbe compatibile con altre piste hai già avuto modo di provarlo?!?
      Ad ogni modo penso anch’io che si riuscisse ad adattare il sistema SCX-Digital anche solo a quello “standard” potrebbe forse valere la pensa di fare l’acquisto…
      Discorso a parte meritano -forse- le auto… anche per queste le modifiche sono così “semplici” da rendere compatibili al sistema Digital anche auto di altre marche?!?
      Saluti, U.

  7. Ovvio che allo stato attuale delle cose ognuno di questi sistemi ha i propri pro e contro.

    Il DAVIC è senza ombra di dubbio il migliore ma eccessivamente costoso. Il sistema CARRERA ha il vantaggio di essere compatibile con le piste dello stesso brand (che comunque sono notoriamente più care e ingombranti) ma consente di utilizzare solo 4 vetture su una 2 corsie, il sistema SCX è senza ombra di dubbio il più appetibile però se occorrono 800 euro per un tracciato di dimensioni modeste.. cioè, premesso che la quasi totalità dei club ha piste ninco o polistil, quanto si spenderebbe per cambiare un tracciato che può tranquillamente variare tra i 30 ed i 70 metri di sviluppo (senza contare che poi tutti gli attuali tracciati finirebbero per essere inutilizzati)?

    • Domanda: A cosa serve avere una pista da 70 metri a 2 corsie?

      A mio avviso a niente: tutta la lunghezza serve soprattutto se hai pisto a 4-6 corsie al fine di avere una lunghezza che permetta come sviluppo curve-rettilinei simile per le due esterne.

      Il sistema digitale cambia la filosofia: a che serve avere un maxi tracciato sue due corsie, così sviliremmo la bellezza di questo tipo di gara: la bagarre.

      Oltre a ciò il sistema digitale permettendo spazi più contenuti per la pista permette anche ai vari club di trovare più facilmente gli spazi necessari e con minore spesa.

      il problema più grande da risolvere è vedere come e con che costo si riuscirà ad adattare le macchine attuali al sistema scx e quale sarà la larghezza della pista.

      ciao

      Alberto

  8. Continuo a ripeterlo : con lo SCX modificato NON SI DEVE CAMBIARE LA PISTA !! Quindi vale la mia valutazione del delta costo veramente minimo

    Per la macchina, basta installare il minuscolo chip decoder come per il Davic, ed in piu’ solo un LED sulla pancia per dare il segnale allo scambio . Le modifiche, in dettaglio, stanno su quel mio thread su slotcarillustrated che vi avevo segnalato (Tech Q&A/Looking for Mr.Bugs) – se volete, ve lo traduco. E Bumbi, sono tanto semplici che non c’e’ bisogno di averlo provato per sapere se funzionano

    Circa la lunghezza della pista, penso anch’io che 30-40 m sia l’ideale, anche perche’ poi non ci sono i commissari. Per la bagarre, il mio unico dubbio come ho detto e’ che ce ne sia troppa !

    Larghezza pista : certo Carrera a 10 cm tra le corsie sarebbe meglio, ma penso che anche Ninco a 9 sia accettabile – piuttosto stiamo parlando di piste permanenti, ben ponticellate

  9. Stasera invece leggo su slotadictos che il circuito SCX Digital (299 Euro, confermato) e’ quasi esaurito in Spagna – pero’ le vendite sono nei grandi magazzini, i negozi specializzati molto meno
    Evidentemente siamo tutti ricchi…

  10. ennesima aggiunta : mi sono beccato un cazziatone (non totalmente immeritato) da Alberto Elli circa un’altra questione
    Come riparazione, gli faccio presente che Wincrono nell’ottica del digitale diventa essenziale

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