Perché comprare tutto?

E allora mi chiedo…. ma è possibile che non ci sia nessuno che si fa le cose da solo, come un vero modellista?

Oppure ci si vergogna così tanto del proprio lavoro, che si preferisce rimanere nascosti davanti alle soluzioni commerciali, belle e scintillanti, che un po’ tutti mostrano con fierezza nei Club di tutta Italia?

E poi vogliamo parlare dei costi dello slot?!
Bene, cominciamo con la plastica!
E’ chiaro che la tecnologia legata a questo settore del modellismo dinamico è praticamente zero rispetto a quella di un R/C a scoppio o elettrico, eppure per avere una slot car competitiva tra modello di base, nuovi assi, nuova trasmissione, nuovi cerchi, nuovo motore, nuove gomme, il pulsante (e su questo raggiungiamo l’apoteosi), andiamo a spendere come un discreto KIT R/C scala 1/10 a scoppio.

Ho capito bene?!?! Non credo alle mie stesse parole….. Come un R/C a scoppio?!?!?
Ma come è possibile….
Come può un pezzo di plastica stampata, un motorino elettrico poco più robusto ma non più complicato di quello che si trova nei giocattoli cinesi da 2 euro, due assi in acciaio anche questi uguali a quelli dei giocattoli cinesi (non ci illudiamo sono proprio uguali), qualche grammo di ottone appena tornito, una calamita al “NOEDIMIO” (cacchio questa è giustificata è al NEEEEOOOOODIMIO) che possiamo trovare facilmente nei nostri armadi sulle battute magnetiche degli sportelli, una resistenza elettrica o, al suo posto, due transistor e qualche diodo…… costarci come un R/C nel quale c’è l’elettronica VERA e, soprattutto, la meccanica VERA (solo il motore, anche il più economico, è un piccolo miracolo di miniaturizzazione meccanica)??

E per lo slot in metallo il discorso non è molto diverso, tranne per il fatto che è ancora più costoso di quello in plastica con l’aggravante che la spesa affrontata non ci regala neanche il piacere di possedere un bel modellino da mettere in vetrina…… però corre forte. Per forza è tutta roba di precisione, da competizione, addirittura lavorata e tagliata con il laser….. In pratica come le scatolette di latta per uso alimentare. Non avete mai aperto uno stupidissimo Walkman, uno di quelli da 10 euro. Beh, dentro c’è molta più meccanica di precisione rispetto ad un telaio slot in metallo.

Però una precisazione va fatta. In rari casi, ma veramente rari, alcuni articoli che si trovano in commercio sono prodotti in modo artigianale e in questo caso tanto di cappello, il lavoro di uno specialista artigiano deve essere pagato. Ma attenzione!! Come ho detto i casi sono molto rari. Anche se qualcuno li spaccia per artigianali, la quasi totalità dei prodotti slot in commercio è fabbricata in modo industriale a basso costo, proprio come il walkman da 10 euro.

E’ chiaro che c’è qualche cosa che non và!!!

E poi, come ho letto in giro, ci si lamenta che il mercato dello slot è in crisi perché (qualcuno dice) mancano nuove idee (e non perché il tutto costa un capitale).
Ed invece NO, le idee ci sono, ma tante persone che si avvicinano a questo mondo, visti i costi in proporzione esorbitanti dello slot, lo abbandonano subito e si rimettono a costruire gli aerei e i carri armati della guerra mondiale. Anzi, ho saputo di gente che è stata etichettata come “persona non gradita” in alcuni club perché stavano tentando di presentare delle soluzioni economiche a basso costo in modo da allargare la schiera degli appassionati, ma la cosa non è stata gradita da chi dello slot ne fa solo un business.

A mio giudizio la cosa mi sembra in ogni caso stupida, perché un ridimensionamento del mercato dello slot porterebbe ad un incremento del pubblico slottista e quindi ad un incremento delle vendite. Da quello che vedo, i negozi di modellismo dedicano sempre meno spazio allo slot e magari preferiscono togliere dalle vetrine le nostre macchinine per metterci i personaggi da colorare della serie “Lupin III”.

Poi nei pochi negozi rimasti, guai a parlare d’offerte. Magari tengono i modellini sotto a tre dita di polvere ma sempre a prezzo pieno li vendono. Magari facendo delle offerte ci potrebbero essere delle persone (e soprattutto quelli che fanno modellismo statico perché lo slot è sicuramente il punto d’unione tra statico e dinamico) che potrebbero incuriosirsi e diventare anche clienti slot. A Roma ho trovato un solo negozio che fa iniziative di questo genere con modellini un po’ datati, ma comunque belli e molto validi per chi vuole cominciare con lo slot e spendere poco.

E allora, visto che il mercato lo facciamo soprattutto noi, quando lasciamo i pezzi da 50 euro sul bancone del nostro fornitore, cerchiamo di stare attenti a ciò che compriamo e a quanto lo paghiamo e torniamo a fare il modellismo. Tante cose (soprattutto nella plastica) le possiamo fare da soli, e anche con poco sforzo.

In fondo basta poco:
– mettere da parte un po’ di materiale di scarto (i giocattoli rotti dei nostri figli sono una risorsa preziosa);
– un mini-trapano elettrico anche economico (ce ne sono anche da 20 euro o meno… evviva il made in Cina) tanto la differenza la fanno gli accessori che, per chi non lo sapesse, sono tutti compatibili anche con i prodotti delle marche più famose e blasonate e per i quali vale la pena spendere qualche soldo in più. E’ sufficiente avere un set di punte da foro fino a 6 mm., i dischi da taglio, una fresa per plastica e una per metallo;
– un cutter;
– collante cianoacrilico;
– un po’ di fantasia e pazienza.

Da parte mia ho fatto qualche realizzazione a basso costo, rinunciando al fascino del “già pronto” e devo affermare che i risultati sono stati anche soddisfacenti. Purtroppo non ho niente di pronto da postare, ma se v’interessa un po’ di “fai da te” posso preparare degli articoli con foto di qualche mia realizzazione.

Fatemi avere dei ritorni, anzi mandate degli articoli con delle realizzazioni veramente vostre.
Un saluto a tutti.
Giorgio.

14 commenti su “Perché comprare tutto?

  1. secondo me questo lungo articolo non è altro che una provocazione il cui scopo mi sfugge: forse sarà stato ideato per diradare l’apatia estiva?

    Caro Giorgio (se esisti), prima di mandare il sunto della tua filosofia, perché non ci fai vedere qualcosa di bello (e di tuo) come prometti nel finale, poi ne riparliamo.

    Per quanto riguarda gli argomenti trattati nell’articolo, penso che basti fare un bel giro nell’archivio di ItaliaSlot per cambiare idea. Consiglio anche di dare un’occhiata alla “galleria immagini”, anzi lo consiglio caldamente a tutti perché è bello ogni tanto dare uno sguardo al passato.

    ciao
    Lucio

    • Tu scrivi: “E poi vogliamo parlare dei costi dello slot?!
      Bene, cominciamo con la plastica!
      E’ chiaro che la tecnologia legata a questo settore del modellismo dinamico è praticamente zero rispetto a quella di un R/C a scoppio o elettrico, eppure per avere una slot car competitiva tra modello di base, nuovi assi, nuova trasmissione, nuovi cerchi, nuovo motore, nuove gomme, il pulsante (e su questo raggiungiamo l’apoteosi), andiamo a spendere come un discreto KIT R/C scala 1/10 a scoppio.

      Ho capito bene?!?! Non credo alle mie stesse parole….. Come un R/C a scoppio?!?!?
      Ma come è possibile…. “

      L’unica cosa che condivido è il “Ma come è possibile…”

      In dieci anni di RC non mi ricordo macchine decenti nell’elettrico acquistabili con quella cifra.

      Mah probabilmente non frequentavo i giusti negozianti con le giuste offerte.

      Ciao, GAbriele

    • Salve Lucio.
      ESISTO!!!! Anche se avevi dei dubbi, esisto.

      Non cercare motivi inesistenti, anche perchè non è una provocazione, ma sicuramente, come qualcuno ha capito, è un invito per tutti a non far affondare questo bel settore del modellismo.
      Purtroppo, e lo devi ammettere, quando le cose diventano troppo esclusive, sono destinate a finire in rovina.

      Grazie a questo sito il mio invito ha raggiunto tutta Italia, e ne sono felice. Ti posso garantire che a Roma le cose vanno abbastanza male. I club di rilievo si contano ormai sulla punta delle dita di una sola mano.
      Una volta l’amore per la vecchia autopista era molto più diffuso. Ed allora.. che cosa è successo!!
      Non dico di avere ragione su tutto, ma forse l’aspetto economico e l’esclusività di alcuni ambienti hanno pesato molto sull’abbandono di tanti della disciplina slottistica.

      Comunque un giro nell’archivio di Italia Slot ce l’ho fatto, ed ho trovato delle cose interessanti ed avvolte geniali ed ottime. Il mio “sfogo” era mirato all’incremento di questi articoli, rinunciando alle vetrine pubblicitarie. Per quelle bastano i siti dedicati alle vendite. I forum usiamoli per altre cose (informativa sulle gare, consigli, sugggerimenti e…… passione) e devo dire che in questo, il forum di Italia Slot è molto valido. Però guardati anche intorno e vedi quello che ti circonda. Se la tua realtà e diversa da quella che percepisco io, sono contento per te e per la tua passione!

      Per me, purtroppo non è così.

      Per le realizzazioni, mi stò attrezzando con una macchina digitale per le foto. Spero di poter inviare qual’cosa presto.

      Un saluto.
      Giorgio

  2. E’ di prassi che ogni estate e periodo vacanziero, complice la pausa di varie attività, le riflessioni sotto l’ombrellone, escano articoli “estremisti”, magari partendo da qualche concetto corretto, ma forzatamente eccessivo, proprio (e, forse, con scopo benefico) per dare una scossa ai pochi che si collegano.
    L’esposizione è molto educata, per cui merita risposta, qualche principio si può dare per buono, ma è giusto ridimensionare nel complesso la provocazione che, comunque, in quanto tale, deve corrispondere ad una spiegazione (il più possibile e con i limiti estivi) sensata.

    Salviamo lo spirito fondamentale, ovvero che qualche eccesso in giro c’è: non ci si illuda (ricordo un periodo ciclistico….) che spendere più soldi corrisponda a risalire proporzionalmente posizioni in classifica!
    Il titolo: PERCHE’ COMPRARE TUTTO?
    Un nostro socio/amico locale ha una macchina per categoria in uso, senza ricambi, senza muletti, molte norme dei regolamenti gli sono oscure, cambia le spazzole solo quando il contatto elettrico tra il pick-up e la bandella è ridotto ….. al filo del motore!!!
    Eppure, spesso e volentieri mette in riga tutti (con spazzole nuove….) o quasi (a spazzole esaurite)!!!
    A Voi le dovute deduzioni.

    Altro spirito da salvare è “l’autocostruzione” o, se volete, la sperimentazione: senz’altro uno stimolo per non stare a guardare i modelli nella vetrinetta di sala.
    Ciò, però, è cosa a parte se immaginiamo l’attività slottistica “popolare” e di massa: la storia (slottistica e non) insegna che gli eccessi distruggono, per cui, punto di forza per il suo sviluppo, il “reparto plastica” vive proprio in funzione della semplicità per chiunque che voglia cimentarsi in gare dove non venga umiliato e possa sperare di ben figurare senza diventare matto.
    Ed elemento vitale è proprio la sana competizione, dove l’artigianale trova sicuramente una difficile regolamentazione equilibrata.
    Tempo fa (le foto furono anche pubblicate su Italiaslot) feci qualche telaio artigianale ed economico (mezzo Euro….) che mediava la plastica ed il metallo: il risultato fu una scarsissima “attrazione” verso il prodotto, pur interessante per le prestazioni e la semplicità.
    Meditate…….

    Ma veniamo punto per punto a vedere “la provocazione”….. :

    -come già quanto sopra premesso, possono esserci prodotti molto costosi, se confrontati con la materia prima, che, in fondo, non consentono grossi miglioramenti: ma se qualcuno li compra ci sarà una spiegazione (sfizio, estetica, altro?)
    -costi dello slot: qui hai decisamente “toppato”, perché chi, come me, ha fatto RC (soprattutto a scoppio….), conosce i costi di gestione, anche solo per fare due giretti nel piazzale sotto casa!
    Lo sai che ho un Parma Turbo (visto che hai parlato di pulsante) del 1980 ancora “in attività” ????
    -prezzi: come ogni attività modellistica, siamo in un mercato “di nicchia”, per cui le produzioni in serie non si possono definire “industriali”, tantopiù la distribuzione e vendita.
    Non entro nel merito di spiegazioni su gestione aziendale e bilanci nei mercati di nicchia.
    Dico solo che vedere in un negozio di modellismo una (bella) slot DTM 1:32 (non dico la marca…) a 45 Euro e a fianco una “statica” (un pezzo di ferro verniciato?) 1:43 a 60 Euro…. mi fa dubitare su quanto dici…..
    Puoi farmi un preventivo di una stagione RC a scoppio?
    -il metallo: siamo nell’artigianale, anche se, talvolta, può sembrare industriale, ma come puoi paragonare i pezzi prodotti e distribuiti con i walkman “made in China”?
    -qualcuno viene “espulso” da clubs per proposte “economiche”: dimmi chi sono, che, sarà perché siamo liguri, ma da noi sono ben accetti!!!!
    Forse le proposte oltre che essere economiche a basso costo avevano qualche altro difetto?
    Facci sapere….
    -offerte: l’unica offerta che mi ricordo in un negozio di modellismo (locale) è proprio di slot (tutto alla metà…) e senza neanche tanta polvere sopra: inutile dire che l’offerta ebbe successo…..
    -pezzi di recupero: come potresti regolamentare il materiale di recupero per una competizione equilibrata?
    Certamente il “furbo di turno” comprerebbe 100 bambole per trovare il motore migliore!
    A parte gli scherzi, il canale di arrivo in Italia è diverso (vedi mercato di nicchia…), come puoi fare un paragone?

    Per cui, prendiamo l’articolo come una bella provocazione sul non esagerare e basta.
    Con 100 Euro, per esempio, Ti assicuro che puoi fare parecchie (ma parecchie…) belle gare GT (pulsante incluso)!!!

    Emilio

    • Ciao Emilio.
      Al di là di quello che dice qualcuno “ESISTO”, non sono molto conosciuto nel mondo slottistico, ma esisto.

      La mia non era una provocazione estiva, ma la costatazione di un dato di fatto.

      Ti posso garantire che sulla piazza di Roma non ci sono negozi disposti a fare quello che tu dici (tutto al 50\%), magari ce ne fossero. Come ho detto c’è solo un rivenditore che fa qualcosa di simile e con addirittura 57 euro ti da un buon pulsante e una GT anche decente. Ma sono iniziative comunque limitate.

      E’ chiaro che non mi riferivo alle gare, nelle quali ci vuole una regolamentazione, ma una buona regolamentazione dovrebbe obbligare i piloti a correre con i modelli “di scatola” e con pulsanti a resistenza, perchè diversamente, anche se con pezzi regolamentati, chi spende di più è più bravo.

      Allora sì che ci sarebbe la vera competizione! (non siamo in Formula 1, è solo un gioco per divertirsi e si potrebbe fare)

      Conosco anche io dei piloti molto bravi che fanno correre veloce anche una macchina non “toccata” e con un pulsante economy, ma da noi (forse frequenterò i posti sbagliati) viene visto come un marziano.

      Comunque, il mio messaggio era prorpio quello… Vanno bene le esagerazioni, ognuno è libero di fare e spendere come vuole, ma le esagerazioni non dovrebbero diventare una regola.

      • Ciao Giorgio,
        la vita e l’impostazione dei club sono fondamentali e non è facile, dato che di solito chi “gestisce” o quantomeno imposta una falsariga su come organizzare è gente già “navigata” di slot, non farsi sfuggire la mano nello sconfinare sul super-tecnicismo e l’esasperazione perchè, detto tra di noi, è emozionante.
        Ma, con il tempo, è deprimente per l’80 (o 90?) \% dei soci/affiliati/amici, e allora ti ritrovi in 2 o 3 e, se fai slot anche per aggregazione e competizione, ti deprimi anche tu e….. chiudi!!!
        Il punto non è usare materiale fuori dai canali usuali slottistici, ma è limitare gli eccessi.
        Ti posso, dire che, a breve, in Liguria riusciremo a fare qualcosa di interessante e sono allo studio un paio di punti (che probabilmente applicheremo nel locale tra non molto) delle regolamentazioni nazionali che sono ancora un ostacolo per la semplificazione della ns. attività.
        Emilio

  3. Certo che mi interessa, postami pure tutto quello che puoi e ti garantisco che lo proverò. Già a suo tempo mi capitò di lamentarmi per i prezzi eccessivi o pezzi introvabili di alcuni modelli e mi sembra di aver già allora sollevato un certo vespaio. Non è cambiato molto nel tempo, solo i prezzi si sono rialzati, forse di poco ma, sicuramente sono fra quelli che non hanno seguito l’inflazione.
    Non è poi vero che si trova un bel modello di DTM a 45 euro e uno in scala 43 a 60, di certo certi bei modelli curati e particolareggiati come quelli 1/43 costano, listino Bona alla mano 59,50 , non siamo quindi molto lontani da quelli statici e qui diventa solo una scelta di modello e scala. aggiungiamo che un modello in resina ha prezzi lievemente più alti che possono arrivare a 200 euro, forse superiamo pure gli statici.
    Altro discorso è quello dei pezzi permessi o meno nei vari campionati, ci si trova improvvisamente ad ammettere dei cerchi, in precedenza introvabili e che ti ritrovi sul mercato a prezzi abbastanza alti, forse sono fatti in modo artigianale ?? !! ma incomincio a pensare che quando ne fai 2000, 4000 o anche 6000 pezzi l’artigianato passa quasi di forza all’industriale e i prezzi dovrebbero calare. Peccato che quando dici queste cose alcuni ti fanno presente la mancanza di prenotazioni, gli stoccaggi di materiale e le spese di gestione. In definitiva se lo vuoi il prezzo e quello altrimenti arrangiati.
    Vorrei anche sapere il nome di quel drago che con pezzi antidiluviani, con spazzole consumate e con motore saltellante, riesce a mettere in fila i vari draghetti partecipanti alle gare, vedi il gruppo Soragna o Isola delle femmini o Posillipo, mezzi professionisti delle slot, gente che ci mette l’anima, tempo, soldi, impegno e pezzi dell’ultimo minuto. Se restano dietro si incagnano ed a ragione.
    Torno quindi a dirti: Se hai qualche idea per ridurre le spese fammi un cenno e di certo non la butto nel cestino dei rifiuti dopo la prima occhiata. Ben vengano le lugubrazioni estive se aiutano anche lòe tasche più leggere.
    Un unico appunto, l’RC non è proprio meno costoso, dopo averlo provato per 1anno e 1/2 sono stato costretto ad abbandonare l’avventura, se lo slot è caro l’RC è esoso veramente e non è nemmeno avvicinabile come spesa. Scusami ma questo lo dovevo proprio dire.
    Saluti GYMNO

    • Il drago di La Spezia si chiama Mattia Cassetti.
      Tanto per fare un esempio, nel Gt usa una Toyota (comprata usata a 10 Euro), motore 23k (13 Euro, questa volta nuovo), gomme Proslot di recupero, cerchi Slot.it grandi tipo vecchio “pesante” (circa 6 Euro).
      Usa questa macchina da circa 2 anni.
      Ha un bel dito e guarda più alle cose concrete.

      Emilio

    • Ciao GYMNO.
      Non dico che l’RC è meno costoso, ma ti posso garantire che a Roma si trovano facilmente dei KIT a scoppio comprensivi di tutto a 250 euro.

      E’ la proporzione che non regge. Solo un pulsante elettronico ci costa circa 170 euro e una buona macchina pronto gara non meno di 70 euro. Alla fine siamo lì. E’ chiaro che poi i costi di gestione sono completamente diversi, ma il mio paragone era fra la tecnologia presente nei due mondi ed i prezzi di partenza.

      Hai recepito in pieno il mio concetto sull’artigianale. Se un oggetto viene prodotto in 4000 o 6000 pezzi, (ma sicuramente anche di più) come fai a considerarlo artigianale. Anche perchè artigianale è una cosa che per averla devi cercarla o ordinarla. Se un ricambio lo trovo normalmente in tutti i negozi di slot ed è, addirittura, normalizzato per le gare, questo non può essere artigianale e quindi, come dici tu, il costo deve calare.

      Per le mie realizzazioni sto provvedendo a procurarmi una macchina digitale per fare le foto.
      Non sono niente di particolare, ma ci si possono prendere degli spunti.

      Spero in seguito di inviare qual’cosa.

      Saluti.
      Giorgio.

  4. Buono, le ferie sono finite e da adeso si torna seri, con i piedi per terra e il portafogli aperto.
    Per Emilio, non ne discuto, ci sono sempre i casi limite ma, mi piacerebbe sapere quanti sono quelli che hanno un buon dito e possono permettersi di usare roba “riciclata ” per ottenere buoni risultati. Il Dott VALE riesce a far marciare una YAMAHA che nessuno riusciova a far andare, questo non vuol dire che la moto sia perfetta, anzi, lo è lui e chiuso.
    A parte che una Toyota presa usata che dura 2 anni mi sembra quasi un record di per se stesso, considerato la carrozzeria e il telaio che si ritrova. . . . . . . .
    Per tutto il resto, niente da aggiungere, sappiamo tutti che sono eresteranno discorsi al vento, i negozianti continueranno a chiederci il loro prezzo e noi dovremo solo decidere se acquistare o meno, poi alla fine per riuscire a stare di fianco a quello che viaggia meglio, probabilmente faremo l’acquisto.
    Per IUISLOT, resto comunque sempre interessato a qualunque cosa tu mi possa proporre, mandamela, se vuoi, anche sui messaggi personali, come ti dicevo non scarto mai nulla e una prova la faccio sempre, poi prendo le mie decisioni in merito.
    Saluti a tutti e buon divertimento GYMNO

  5. Caro Giorgio, ma che cavolo stai dicendo? Il sole ti ha dato alla testa? Ti rispondo solo perchè hai tirato in ballo l’R/C e considerandomi un ex veterano, sento il dovere di risponderti.
    Ho corso per anni attraverso “tutte” le categorie R/C, 1/10 compresa e ti assicuro che ora che corro con le Slot mi sembra di correre gratis!
    Hai dichiarato che il costo del materiale per correre in Slot è uguale all’acquisto di un discreto modello 1/10 R/C…………… hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah…… ops! son caduto dala sedia!
    Scusa per lo sfogo.
    Ciao.
    Cico ventura.

  6. Grazie per avermi illuminato.
    Mi sono reso conto che in 30 anni di slot ho combinato solo cazzate e di aver , in linea di massima , buttato via una valanga di soldi!
    Adesso ho le idee più chiare: ai prossimi mondiali a Malta correrò con una lattina di schweppes motorizzata “Techcnics”. Sai che figata?
    Inoltre ho in serbo l’arma totale per metterlo in culo a Trigilio & Co. : il mio mostro così configurato , grazie ai tuoi preziosi consigli , verrà pilotato con un pulsante Polystil del 1975 , tanto a noi fenomeni il progresso tecnologico ci fa una pippa!
    Mossetti morirà di invidia!
    Molto probabilmente la Coca-Cola mi assumerà come creativo e designer : ma non è finita qui.
    Lo sai che Tavernello e Giacobazzi stanno sperimentando l’utilizzo del Parma Flexi-2 come contenitore per i loro prodigiosi vini DOC ?
    Pare che i risultati siano entusiasmanti!
    Anche “The song remains the same” dei Led Zeppelin , opportunamente ascoltato con un bel Champion Turboflex , rivela sonorità fino ad oggi impensate ed inascoltate.
    Hai proprio ragione…..ho buttato via 30 anni di slot , rock ed Hi-Fi.
    Simpaticamente,
    Francesco Guastamacchia
    Tecnoslot Milano

    P.S: L’ironia è solo un modo di metterla sul ridere e di non prendersi molto sul serio…
    Giuro che se ti ho offeso , ti chiedo scusa subito , perchè non era mia intenzione .
    Lo slot è un gioco , e deve rimanere tale.
    Pensa a quanti soldi paghiamo in tasse e che detti soldi (che sono molti di più di quelli spesi per slot ed RC) vengono utilizzati come la carta igienica .
    Un abbraccio e senza rancore ,
    FG

  7. “…ma è possibile che non ci sia nessuno che si fa le cose da solo, come un vero modellista?”
    eccone uno:
    clicca qua
    peccato! non è italiano: andrà bene lo stesso?

    • Manca la lattina di Fanta….
      Non capisci che lo slot metallico è stato paragonato a questo ?
      Se non ci aggiorniamo , carissimo Lucio , finiamo col fare la figura degli incompetenti…..
      Prima di mandare messaggi provocatori e tendenziosi , vedi di informarti .
      Anche tu hai buttato nel cesso decadi di slot.
      La prossima volta , prima di mandare certe informazioni , vedi di aggiornare il tuo know-how slottistico .
      Io ti posso suggerire sin da ora un sito che può essere illuminante al proposito : http://www.Coca-Cola.com .
      Non disperare!
      Presto potrai anche tu accedere al gotha internazionale dei progettisti di telai mega!
      Mossetti & Co. lasciamoli perdere….
      Quelli non hanno mai capito un cazzo .
      Molto probabilmente sono stati assoldati dalla Pepsi.
      Affettuosamente ,
      Francesco Guastamacchia

I commenti per questo articolo sono chiusi.