Come “slottizzare” un modello statico DTM della Revell
Data: Lunedì, 09 febbraio @ 09:21:31 CET
Argomento: Revell-Monogram


Da quando sono stati messi in commercio dalla Revell i bellissimi kit statici da montare raffiguranti auto da competizione che corrono il DTM questi sono andati a ruba, non solo perché sono ben fatti, ma per la malcelata speranza di noi slottisti di adattarli al modellismo dinamico o meglio allo slot, approfittando del fatto che essi sono in scala 1:32, cioè analoga a quella dei modelli con cui noi corriamo le nostre gare.

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In effetti, è certamente possibile adattare alle carrozze Revell in questione i famosi telai universali SlotIt ed NSR e come approccio iniziale io ho seguito proprio questa strategia, procurandomi entrambi i telai e facendo le mie prime prove.
Entrambi i telai sono adattabili a questi modelli statici, ma debbo dire che ho preferito in prima battuta utilizzare il telaio SlotIt perché questo mi dava la possibilità di montare una configurazione di motore, trasmissione e cerchi identica a quella utilizzata nel regolamento DTM 2003 ANSI.
Il telaio NSR, che è metallico, dotato di un motore ad alte prestazioni in posizione sidewinder e di un magnete che non conviene rimuovere, avrebbe a mio parere snaturato la filosofia della categoria DTM ANSI 2003 per le sue prestazioni troppo elevate.
Nelle foto n°1 e n°2 sono visibili rispettivamente una carrozza preparata per accogliere il telaio SlotIt ed il telaio montato sulla carrozza. Questo adattamento è in effetti molto semplice e rapido da eseguire: basta utilizzare della colla tipo attak per fissare gli appositi occhielli in plastica alla carrozza e tagliare a misura i supporti laterali del telaio che andranno successivamente infilati negli occhielli. L’unica accortezza necessaria è quella di incollare gli occhielli nelle giuste posizioni, dopo avere naturalmente regolato la lunghezza del telaio in modo che le ruote anteriori e posteriori si trovino perfettamente in corrispondenza dei passaruota della carrozza. Molto importante è incollare gli occhielli il più in basso possibile, in modo che il nostro motore (NC2 regolamentare) non urti e non interferisca con il fondello in plastica dell’abitacolo.
In questa configurazione la mia Mercedes CLK Revell è stata provata sulla bellissima nuova pista Carrera di Sciacca, in occasione delle prove libere mattutine per la endurance che si è tenuta recentemente. Il risultato di tali prove è stato molto soddisfacente: il modello, pur se privo di piombo e della possibilità di basculare a causa del tipo di collegamento tra carrozza e pianale, aveva una tenuta di strada eccezionale, maggiore degli analoghi modelli Ninco e, anche se era penalizzato da un motore abbastanza fiacco, staccava tempi sul giro analoghi alle mie altre CLK Ninco (che chi ha provato apprezza molto…).
Comunque, notando che i telai statici Revell erano dritti e ben fatti, ho pensato bene che valesse la pena di “slottizzarli”, in modo da avere delle DTM molto più simili a quelle Ninco.
In un primo tempo avevo pensato di utilizzare l’adattatore per NC2 prodotto dalla Ninco (quello che si monta con due viti nei pianali che montano originariamente l’NC1 con adattatore), ricavando nel pianale l’alloggiamento per essa e per le boccole da incollare sullo stesso, ma poi la mia pigrizia e la coscienza della mia scarsa attitudine ai lavoretti manuali ben fatti (non sono un tipo con le mani d’oro come invece sono tanti bravi slottisti) mi hanno fatto optare per la culla motore per Boxer prodotta dalla SlotIt, dato che essa mi dava il notevole vantaggio di comprendere già al suo interno la sede per le boccole, le boccole e la sede per la corona.
Pertanto, il mio lavoro manuale è consistito essenzialmente nel ricavare con un taglierino e con una lima piatta la sede per tale adattatore nel telaio Revell, avendo l’accortezza di piazzarlo in posizione centrata e tale da allineare correttamente l’assale posteriore nella sua sede originale.
Nella foto n°3 è visibile il telaio Revell originale e nella foto n°4 il telaio da me modificato realizzando la sede per la culla SlotIt.
Con una lima tonda, quella detta a “coda di topo”, ho allargato la sede originale dell’assale Revell in modo che il nuovo assale SlotIt non toccasse con essa. Inoltre, ho rimosso i supporti per i fermi posteriori dell’assale originale e infine ho ricavato le sedi per le viti di fissaggio della culla SlotIt, che alla fine del lavoro viene avvitata sul pianale.
Fatto questo, ho ricavato con un trapano ed una punta da 4 mm il foro per il pick-up e poi è venuta la parte più delicata: ricavare attorno al foro la sede per il pick-up e cioè quell’asola che gli consente di girare. Tale operazione è delicata perché si deve lasciare soltanto un piccolissimo spessore di plastica attorno al foro per il perno del pick-up e se si sbaglia si rompe tutto. Comunque, con l’ausilio del trapano, della taglierina e soprattutto della lima a coda di topo ci sono riuscito persino io! Dopo questo, per la scelta un pick up da adattare alla mia neonata slot car, tanto per non smentirmi nelle mie scelte precedenti, ho utilizzato un pick-up SlotIt. L’unico problema è trovare un tubetto di plastica di dimensioni idonee a formare l’occhiello superiore che fissa l’asse del pick-up da incollare sopra il foro per l’asse del pick-up .
Io ho usato per ora quello che ho trovato, cioè un pezzo che ho ritagliato dal beccuccio di plastica delle confezioni di silicone (quello tipo dentifricio, per intenderci), ma si può fare certamente di meglio. Il pick-up comunque sembra stabile e la plastica del telaio Revell sembra resistente.
Infine, ho rimosso le colonnine in plastica del pianale che andavano a infilarsi nelle corrispondenti sedi della carrozza ed al loro posto ho ricavato dei fori in cui inserire delle viti di fissaggio, per forza di cose un po’ più lunghe di quelle che siamo abituati ad utilizzare, che si avviteranno nelle sedi di cui ho appena detto. Comunque, trovando il materiale idoneo, sarebbe certamente possibile incollare sulla parte superiore del telaio, in corrispondenza dei buchi da me realizzati, delle colonnine cilindriche in plastica simili a quelle che sono presenti nelle sedi delle viti nelle mostre slot cars.
Nelle foto n°5 e n°6 si vede il telaio assemblato, rispettivamente dal lato superiore e da quello inferiore.
Debbo dire che ancora non ho potuto provare in pista il mio piccolo capolavoro e che non l’ho nemmeno piombato, perché prima sono curioso di vedere come si comporta senza pesi.
Infine, nella foto n°7 si può ammirare il modello completo ed assemblato.

Nella speranza di ricevere utili consigli sul come trasformare al meglio gli altri modelli della serie… vi saluto!

Giulio Tarascio


Foto 1



Foto 2



Foto 3



Foto 4



Foto 5



Foto 6



Foto 7









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