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prova comparativa modelli scalextric

 
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bumbi
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MessaggioInviato: Mer 02 Ott 2002 21:40    Oggetto: prova comparativa modelli scalextric Rispondi citando

sperando di fare cosa gradita agli appassionati ecco la traduzione di un articolo apparso su www.fantasyworldhobbies.com e tradotto da un appassionato che mi ha chiesto (non essendo molto pratico di PC e internet) di metterlo a vostra disposizione qui sul portale; bando alle ciancie dunque.... ecco a voi l'articolo:
Sei tornata sulla strada del successo

I modelli di Formula Uno McLaren e Williams
di Bob Ward

Se si vuole avere una esaustiva descrizione di come siano mutati gli automodelli slot Scalextric negli ultimi 5 anni basta porre a confronto le due nuove vetture di Formula Uno, McLaren e Williams, con una Ferrari prodotta a metà degli anni Novanta. Le differenze in termini di realismo, qualità e quantità di dettagli ma anche e soprattutto di efficienza e prestazioni su pista risultano davvero sorprendenti anche alla luce del fatto che i progressi sono stati accompagnati da un calo dei prezzi. La Ferrari costava 43 dollari allorquando cominciammo ad interessarci di slot cars. Oggi il prezzo della stessa auto è di 35 dollari. Le nuove auto di Formula Uno, costruite secondo parametri qualitativi altissimi, sono state portate al prezzo 45 dollari per quanto riguarda la versione "Sport", prodotta in edizione limitata e a 40 dollari per le versioni standard. Considerando il valore aggiornato del dollaro non c'è decisamente paragone. Cinque anni fa Scalextric indirizzava la sua produzione ad un pubblico composto da ragazzi di età compresa tra i 6 e i 12 anni. Quando case costruttrici come Ninco e Fly sono apparse sul mercato, proponendo automodelli di altissima qualità destinati ad un pubblico adulto costituito anche da collezionisti, Scalextric ha dovuto mutare le proprie prospettive di produzione. L'inversione di tendenza della casa produttrice britannica comincia con due vetture da turismo, la Opel Vectra e l'Audi A4, che risalgono a qualche anno fa; il prodotto si trasforma via via da giocattolo in un automodello ricco di particolari.
Scalextric compie davvero un grande salto di qualità alla fine del Duemila, con la presentazione della Cadillac Northstar LMP. La Cadillac fu subito acclamata come miglior auto dell'anno e diventò il modello comparativo per tutte le vetture successive sotto vari aspetti, anche se fra questi non era da includere quello relativo alla pura prestazione su pista.
A quel tempo Scalextric non aveva ancora completamente abbracciato la tendenza che andava verso una progressiva diminuzione delle potenze dei magneti. Le sue auto erano ancora in ritardo rispetto alle Fly, sia per quanto concerneva l'aderenza nelle curve che sui tempi complessivi sul giro.
Ciò è cambiato con l'arrivo nel 2001 della Nascar Taurus; questa macchina massiccia è risultata la più rapida tra tutte quelle da noi testate fino a quel periodo e probabilmente quella con la maggiore raffinatezza nello studio della collocazione del magnete da noi vista tra tutte le auto prodotte in scala 1:32.
Nel periodo in cui la Taurus debuttò venimmo a conoscenza che Scalextric stava lavorando a due nuove auto di Formula Uno. Capimmo che il peso limitato di queste vetture e il loro basso centro di gravità poteva portarle ad un livello prestazionale assoluto mai raggiunto.
Scalextric non ci ha deluso. Sulla nostra pista la McLaren ha percorso il giro in 4"646 e la Williams in 4"701. Per FW si tratta dei migliori tempi storici per auto non modificate (box-stock car). La succitata Taurus è stata battuta di 6 decimi mentre la Minardi prodotta da SCX (che deteneva il record fra tutte le Formula Uno con 5"711) è stata staccata di oltre un secondo. I tempi di McLaren e Williams sono soltanto circa un secondo più alti di quelli assoluti mai fatti registrare sulla nostra pista a 4 corsie, lunga 63 piedi. Questi tempi sono stati peraltro ottenuti con auto pesantemente modificate (Fly Joest con motore Plafit Cheetah, carichi magnetici ridotti al minimo grazie ad un sistema-Venturi cui è stato inglobato il pick-up) e girando con il pulsante sempre premuto al massimo per 10 giri di circuito di seguito.
Nulla di sorprendente, sia McLaren che Williams arrivano quasi a 180 gradi del FW/OWH per il test magnetico. Le vetture hanno di poco mancato di restare appese ad una sezione di pista Scalextric appositamente inclinata per effetto del magnete principale posizionato nella parte posteriore, lo stesso al neodimio utilizzato per la Taurus. Con il magnete facoltativo posizionabile nella parte anteriore e facilmente fissabile è possibile addirittura capovolgere la porzione di pista. Superfluo affermare che questa performance supera le capacità magnetiche di qualunque precedente modello Scalextric.
E ancora, la perfezione della riproduzione del modello è sorprendente, forse veramente per la prima volta per una Formula Uno Scalextric. Queste nuove auto sono meravigliose sul piano progettuale, di ottima fattura e perfino curatissime nella confezione. Per la serie limitata "Sport", Scalextric ha rinunciato alla abituale custodia in plastica con copertina in cartone in favore di una elegante scatola il cui coperchio è fissato con dei cardini al dorso della base che ospita la macchina. Sulle parti alta e anteriore della confezione così come nella cintura terminale appare il marchio "Sport". All'interno la macchina è adagiata sulla base ricoperta dal cartone e ad essa fissata dall'abituale vite di ottone usata nelle custodie di plastica. La vettura è quindi sormontata da una leggera bolla plastificata trasparente che permette di lasciare in vista il modello e che allo stesso tempo lo protegge dalla polvere.
La parte anteriore del coperchio riporta le immagini della monoposto ed alcune notizie relative alle parti corrispondenti del modello con la scala 1:1. All'interno, sotto il vassoio, riposti in una piccola busta plastificata, vi sono due guide di riserva dotate delle relative trecce e il disco magnetico opzionale da collocare nella parte anteriore del pianale. L'intera scatola, sia all'interno che all'esterno presenta delle rifiniture brillanti in blu e nero, che imprimono all'insieme una notevole eleganza. La striscia di cartone lucido che cinge la scatola, assicurandone la chiusura, riporta le caratteristiche della vettura, le sue immagini, il codice a barre, il numero e le note e i requisiti di legge. La scatola è dimensionata intelligentemente così da consentire un facile approvvigionamento e immagazzinamento dei pezzi.
La Williams e la McLaren appaiono a prima vista profondamente differenti. In realtà entrambe presentano lo stesso principio costruttivo. Le vetture sono formate da quattro pezzi: il musetto con l'ala anteriore attaccata e una porzione di cockpit , la parte di telaio posteriore assemblabile, l'ala posteriore e tutto il pianale della macchina comprendente l'altra sezione di cockpit con il pilota, le varie parti meccaniche e il motore.
Come sulla Northstar la parte posteriore del telaio può essere tolta separatamente. L'assemblaggio tra le parti del telaio è molto preciso, tanto che le linee di giunzione della carrozzeria sembrano semplici incisioni effettuate su di un unico corpo. La parte posteriore del musetto, completata dal cockpit, accoglie lungo il suo crinale il pezzo posteriore di carrozzeria. Quest'ultimo viene posizionato dall'alto a completamento del montaggio del telaio, ed infine assicurato al resto del veicolo da quattro viti.
Le caratteristiche del montaggio delle componenti telaistiche (si osservi soprattutto il musetto) hanno conferito alla macchina una veridicità non prevista dagli stessi progettisti Scalextric.
In uno dei nostri test abbiamo lanciato l'auto ripetutamente contro un muretto ed abbiamo visto il musetto saltare via, lasciando la vettura con l'anteriore mozzato: una situazione fortemente realistica; il musetto, tranciato in seguito all'urto, giaceva sulla pista ad una certa distanza dalla macchina. Abbiamo tralasciato di animare la scena con qualche personaggio intento ad accorrere sul luogo dell'incidente. Dovendo sostituire il pezzo anteriore incidentato, sarebbe logico presumere che ci sia bisogno di svitare l'intera sezione del cockpit: abbiamo altresì notato che con una leggera pressione obliqua è possibile montare il nuovo elemento nella sua sede senza rimuovere altre parti.
Sembrano non esserci grandi motivi per non aver prodotto un telaio integrale con soltanto l'ala posteriore separata, tranne, probabilmente, uno. E' bene sapere che le auto di Formula Uno, più degli altri modelli slot, sono vulnerabili agli impatti, in seguito ai quali possono facilmente perdere parti del loro telaio.
Le ali anteriore e posteriore, in particolare, sono parti che hanno le maggiori probabilità di impattare eventuali ostacoli in pista e al bordo della stessa. Il fatto che il musetto anteriore sia prodotto come pezzo separato, dà a Scalextric la possibilità di porlo sul mercato come ricambio e concede al consumatore il vantaggio di poter disporre di un'auto sempre integra.
L'ala biplana posteriore, che dispone anche del fanale a luce rossa (non funzionante) che in Formula Uno viene acceso in caso di pioggia, è ancorata al pianale tramite una vite a testa svasata. Il problema che può venire a manifestarsi è qui dato dal fatto che non si sa valutare quanto siano resistenti la base dell'ala e la parte di pianale sulla quale essa dimora. E' lecito sperare che il punto più debole della struttura sia quello della base dell'ala anzichè la parte di pianale sulla quale è stato praticato il foro attraverso cui passa la vite (è preferibile poter sostituire l'ala anzichè l'intero pianale). Speriamo quindi anche che Scalextric abbia considerato questo particolare aspetto e abbia valutato l'opportunità di provvedere alla commercializzazione come ricambi dei pezzi succitati.
Le finiture di entrambe le auto utilizzate per i nostri test sono da ritenersi brillanti e praticamente prive di pecche. Infatti abbiamo riscontrato la presenza di alcune minuscole macchioline di vernice unicamente in alcuni punti della fiancata del telaio della Williams. Le tampografie sono state eseguite in modo eccellente: i particolari grafici risaltano con nettezza, i contorni sono perfetti e i mutamenti di opacità dei colori molto realistici (si notino i motivi rossi su sfondo nero nella McLaren).
Il nome di Montoya (i nominativi dei piloti appaiono su tutte le auto) è scritto a caratteri minuscoli ed è difficile da leggere ad occhio nudo. Tuttavia quando ci si sofferma a osservare la scritta da vicino e con attenzione, ci accorgiamo di quanto essa sia precisissima nei contorni. Siamo pronti a scommettere che le vere monoposto non presentano la stessa precisione, in termini di finiture, di questi modelli.
I dettagli comprendono gli specchietti retrovisori, il guscio di posizionamento della camera TV, il piccolo parabrezza e, sulla McLaren, i dispositivi di filtraggio (fotoincisi) posti all'entrata delle aperture delle fiancate nonché i bellissimi deflettori posizionati dietro le ruote anteriori.
Sulle vere auto di Formula Uno, la modifica di alcuni degli elementi appena descritti può modificare i flussi aerei che vanno ad incidere sull'ala posteriore producendo l'incremento dell'"effetto suolo". La McLaren ha il suo logo sull'appendice aerodinamica posta davanti ai pneumatici posteriori, mentre la Williams presenta due "pinne" davanti all'entrata delle pance laterali. Gli specchietti retrovisori possono piegarsi, ma comunque non si spezzano. Tutti i dettagli non si sono infranti durante le prove da noi eseguite, ad eccezione del guscio della camera TV. Quest'ultimo, in caso di urto, si stacca. Tuttavia è piuttosto facile riattaccare il pezzo con una goccia di colla.
Non siamo soddisfatti dei punti di unione del guscio amovibile che forma la sezione posteriore del telaio: la base dell'elemento presenta un alloggiamento che combacia con il filo sagomato del pianale. Il guscio si estende poi fino alla parte alta della vettura, andando a comporre, con la sezione di telaio antistante, l'airbox. A guscio rimosso il pianale risulta abbastanza evidente e toglie qualcosa, in termini estetici, alla macchina.
Scalextric merita una nota positiva per aver collocato i piloti Juan Pablo Montoya e Mika Hakkinen, così come i loro compagni di squadra Ralf Schumacher e David Coulthard, in una posizione decisamente idonea all'interno dei cockpits. In molte slot cars di Formula Uno i piloti sono seduti troppo in alto e la loro testa ostruisce l'airflow, o in altri casi sono seduti talmente in basso che non potrebbero mai vedere la pista davanti a sé. Le figure sono complete, ad eccezione della parte bassa delle gambe e dei piedi, e il loro equipaggiamento è davvero dettagliato. In tutte e quattro le macchine i piloti sono vestiti totalmente di bianco. Montoya indossa un casco rosso, mentre Hakkinen ne porta uno color argento.
Le cinture di sicurezza costituiscono un particolare pregevole, realizzato con semplicità ed efficacia. I piloti stringono tra le mani un volante ben fatto e sul quale sono presenti, dipinti in vari colori, i pulsanti di selezione necessari alla guida. Nelle automobili di altre case produttrici, questi particolari sono omessi o comunque mai così dettagliati. Nella realtà i caschi e le tute dei protagonisti della Formula Uno sono completamente ricoperti di marchi sponsorizzatori, gli stessi che compaiono sulle livree delle monoposto. Il pilota sembra un po' nudo senza queste scritte pubblicitarie. Probabilmente Scalextric ha rinunciato a questi particolari sia per difficoltà di realizzazione che per costi di produzione aggiuntivi; resta il fatto che questa omissione toglie qualcosa, in termini di realismo, all'intero modello. Avremmo volentieri pagato da uno a tre dollari in più per una macchina che avesse presentato questo particolare aggiuntivo. Probabilmente Scalextric avrebbe potuto dotare di questi dettagli i piloti delle auto della serie limitata "Sport", lasciando in completo bianco i piloti delle auto standard.
La parte anteriore del pianale ospita il timone blu. L'innesto è classico, ma ne viene aumentata la sicurezza per mezzo di una piccola molla (self-centering spring).
Alcune voci che riguardano la Cadillac Northstars e altre vetture equipaggiate con la stessa guida blu denunciano la mancanza di affidabilità dell'elemento in relazione a piste dotate di contagiri con i sensori inseriti nelle fessure dei binari. La soluzione al problema è dipingere di nero la lama del timone. Per saperne di più, leggete il nostro articolo Tech Tips, "Make It Count-Every Time".
Le strisce metalliche, poste a contatto con le trecce nella parte alta della guida blu, sono tenute in posizione lungo la parte anteriore del pianale da due viti e i fili elettrici del motore sono saldati su di esse. Le viti congiungono pezzi separati che speriamo siano distribuiti da Scalextric come pezzi di ricambio. La serie "Sport" presenta il logo stampato su un adesivo che avvolge il motore. Scalextric USA avverte che si tratta dello stesso propulsore montato su tutte le altre vetture Scalextric. Tuttavia il motore in questione è un ottimo prodotto, sicuramente tra i migliori fra tutti quelli immessi sul mercato dalle varie case costruttrici.
Da notare la posizione alternativa di collocamento della barra magnetica rettangolare, ubicata nella parte di pianale davanti al motore. Spostare il suddetto magnete in questa posizione potrebbe portare ad ottenere lo stesso effetto suolo delle vecchie Formula Uno Scalextric e delle auto Ninco della stessa serie. Ricordiamo ancora una volta il dischetto magnetico supplementare che può essere posizionato su un piccolo supporto a sua volta montabile al pianale dell'auto dietro alla guida blu. Specifichiamo che Scalextric ha voluto inserire questo magnete soltanto per equilibrare al meglio la parte anteriore della vettura (onde evitare effetti basculanti) e non per poter ottenere prestazioni sul giro migliori. I nostri test avallano questa tesi. La Williams, dotata del disco magnetico supplementare, ha percorso il giro più velocemente di soli 0.095 secondi, mentre la McLaren è stata addirittura più lenta di 0.032 secondi. Inoltre entrambe le auto, equipaggiate con il magnete facoltativo, sono risultate notevolmente più lente in un test effettuato su una lunga porzione di pista rettilinea.
L'asse anteriore di metallo anodizzato nero, congiunge le due ruote e gira all'interno di un complesso sistema che riproduce con estrema fedeltà i braccetti delle sospensioni e perfino il sistema di raffreddamento a condotto dei freni. L'intero pacchetto descritto è piuttosto robusto e nei nostri test è sopravvissuto a numerose violente collisioni. Non si tratta inoltre di un pezzo standard; esso si presenta in vesti differenti nelle due diverse auto. In particolare sulla Williams i due braccetti orizzontali riportano il marchio Michelin. L'entusiasmo è però in parte attenuato dal fatto che, contrariamente alle auto di Formula Uno costruite da Ninco ed SCX, le Scalextric non presentano il sistema a ruote anteriori sterzanti. Riteniamo altresì che Scalextric ha in ogni modo operato una scelta giusta; è necessario considerare che la versione standard di queste auto viene introdotta e commercializzata soprattutto attraverso i set completi da corsa. Questi ultimi sono indirizzati anche verso un pubblico fatto di ragazzi e di principianti: per questo ci sembra che la solidità di un asse anteriore fisso, in luogo della relativa delicatezza dei sistemi sterzanti, costituisca l'opzione più idonea. Siamo di fronte, insomma, ad un compromesso necessario.
Scalextric ha insistito sulla fedeltà della restituzione in scala anche nel particolare che differenzia la soluzione delle sei razze delle ruote di Williams e McLaren. Si tratta dei dischi frenanti vicini alle ruote. Tuttavia il dettaglio è difficile, se non impossibile, da osservare a causa del notevole spazio interno alle ruote. Corrette le scritte sui pneumatici: Michelin per la Williams e Bridgestone Potenza per la McLaren.
La macchina di Montoya monta le gomme da pioggia, mentre le auto di Hakkinen, Coulthard e Ralf Schumacher dispongono delle gomme da asciutto con le quattro scanalature.

traduzione di Renzo Boatelli, San Giorgio di Mantova [addsig]
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Umberto "Bumbi" Bòrredon

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